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Nuovo liceo Scientifico: “La realizzazione si avvicina!”

Patti – Sarà il Consiglio comunale l’organo che dovrà sbloccare l’ultimo passaggio burocratico utile ad aprire la strada verso la concreta realizzazione del liceo Scientifico di Patti. L’assise cittadina sarà chiamata, nel corso della prossima assemblea, ad esprimersi sulla variazione della destinazione d’uso di parte del fabbricato di via Padre Pio che dovrà ospitare la nuova sede dell’istituto “Emerico Amari”, in attesa di una sistemazione definitiva da più di mezzo secolo. «Finalmente l’ultimo ostacolo burocratico! La realizzazione del Liceo che Patti aspetta da cinquantacinque anni si avvicina», afferma entusiasta il sindaco Aquino.

Dopo cinquant’anni di proteste e di occupazioni, di passerelle elettorali e di promesse mai mantenute sembrerebbe che l’annosa questione della mancanza di una sede per il liceo pattese stia per giungere ad un punto di svolta. Dopo l’aggiudicazione alla società “Acquafico Srl” della gara d’appalto per l’assunzione in locazione con patto di riscatto di un immobile da adibire a sede dell’istituto scolastico, l’iter sembrò essersi definitivamente impantanato. In questi giorni, invece, è arrivata la tanto attesa buona notizia: si sblocca così l’ultradecennale impasse a causa della quale intere generazioni di studenti sono state stipate per anni in locali angusti e spesso sprovvisti delle più elementari norme di sicurezza.

Ma quante battaglie prima di giungere a questo storico traguardo: scioperi, cortei, sit-in, occupazioni, proteste eclatanti. E poi i trasferimenti, ogni volta in locali arrangiati alla meglio. La prima sistemazione fu quella di via Cattaneo, nel condominio che si trova all’incrocio con via Gorizia. Poi la ventennale sede di via 2 Giugno con la palestra ricavata in scomodi garage e il personale ausiliario che durante l’ora di ricreazione transennava la via interdicendo il passaggio ai veicoli per consentire il quarto d’ora d’aria ai ragazzi. Infine le due attuali sedi di piazza Gramsci e contrada Rasola, sulle cui criticità si è parlato fin quasi alla nausea.

Ma veniamo ai giorni nostri. La società “Aquafico”, aggiudicataria della gara d’appalto, ha offerto 189.500 euro per il canone annuale di locazione e 4.296.500 euro quale importo per il riscatto finale. Secondo l’indirizzo commissariale è stata prevista in sede di contratto una clausola attraverso cui l’ente di Palazzo dei Leoni si riserverà di riscattare l’immobile entro il termine di vigenza della locazione, previa eventuale rimodulazione, in detrazione, dell’entità della somma prevista per le spese comuni strutturali ed esterne.

Il contratto prevede un periodo di esercizio dell’immobile per la durata di nove anni, trascorsi i quali l’ex Provincia riscatterà l’immobile divenendone proprietaria a tutti gli effetti. Ecco nei dettagli le caratteristiche tecniche soddisfatte dall’impresa aggiudicataria: venti aule della superficie minima di 49mq, cinque laboratori di almeno 60mq ciascuno, quattro locali per uffici, quattro gruppi di wc per ogni piano, un bagno per portatori di handicap, una eventuale palestra interna. La superficie complessiva, palestra esclusa, risulta non inferiore ai duemila mq, così come previsto dallo schema di contratto.

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