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Fine di un incubo fatto di violenze subite da moglie e figli

Mistretta – I Carabinieri di Mistretta hanno posto fine ad una storia che andava ormai avanti da anni, tra minacce, prepotenza e pesanti percosse Una donna 43 enne di un comune dell’area nebroidea, stanca di subirle da parte del marito violento, dopo essersi rivolta al Centro Anti Violenze “Co.Tu.Le.Vi.” del Comune di Mistretta, con il supporto delle varie figure professionali che ne fanno parte, ha deciso di denunciare le violenze subite in diversi anni di matrimonio ai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Mistretta, che, dopo aver avviato serrate indagini e aver sentito vari testimoni, oggi hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare personale degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari Ugo Domenico Molina del Tribunale di Patti, il quale concordando con le risultanze investigative dei militari, ha ritenuto responsabile del delitto di “maltrattamenti in famiglia” nei confronti della moglie e dei due figli minori degli anni 14 (in particolare di 6 e di 12 anni) un 51 enne, disoccupato, con precedenti di polizia.

I Carabinieri hanno denunciato l’uomo anche per “violazione degli obblighi di assistenza familiare”, poiché lo stesso già da anni disoccupato a causa del suo risaputo “vizio di bere” non riusciva più a trovare e mantenere una stabile occupazione e a garantire un minimo di sussistenza alla famiglia, anzi dilapidava le minime sostanze della stessa nei vari bar ove trascorreva la maggior parte del suo tempo.

Dalle indagini esperite risultava che l’uomo, ormai da anni, faceva un uso smodato di sostanze alcoliche e, molto spesso, sotto l’effetto di tali sostanze, malmenava, anche con l’uso di un bastone, la propria moglie e i propri figli, soprattutto il più grande, che ingiuriava e minacciava di morte in più occasioni, anche per i più futili motivi. Le continue percosse, negli anni, hanno cagionato alle vittime lividi ed escoriazioni che mai sono state poste all’attenzione di personale medico verosimilmente per paura di ulteriori e più gravi ritorsioni da parte dell’uomo. In alcune circostanze, addirittura, l’uomo aveva lanciato oggetti contro la moglie ed i figli per i motivi più futili ed abbietti fino, addirittura, in una occasione, arrivare a lanciare all’indirizzo del figlio più grande un coltello a serramanico, aperto,  che solo per miracolo e grazie alla prontezza di riflessi del figlio, che riusciva a scansarsi in tempo, non colpiva il volto del bambino cagionando una tragedia.

Proprio a seguito della narrazione dei fatti da parte delle vittime e per riscontrare le stesse dichiarazioni i militari operanti, sulla pubblica via, simulando un normale controllo, perquisivano l’uomo che veniva trovato in possesso del coltello descritto dalle vittime, ovvero un coltello a serramanico con lama di 9 cm, e per tale motivo, previo sequestro del coltello, denunciato per “porto di armi od oggetti atti ad offendere”.

Le indagini, esperite anche con l’ausilio dello psicologo specializzato del Centro di Valutazione e presa in carico della Famiglia Maltrattante  ed Abusante (C.V.C.F.) di S. Agata di Militello, hanno evidenziato, ancora una volta, come le violenze domestiche spesso scaturiscono dagli effetti devastanti che hanno sull’uomo delle sostanze stupefacenti ed alcolici, come nel caso in questione, che amplificano, in modo sproporzionato, un’indole aggressiva già propria facendo perdere ogni freno inibitorio e rendendo i carnefici capaci anche delle azioni più efferate anche contro i propri più prossimi congiunti.

L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato ristretto in regime degli arresti domiciliari, in una abitazione diversa da quella familiare, a disposizione della competente A.G.

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