Francesco Re

Bollette “impossibili”, la battaglia del Re per il “popolo”

S.Stefano – L’espressione “dare i numeri” è di solito sinonimo di pazzia e si riferisce a persone, in questo caso però, è calzante per un ente. L’Eas, ente acquedotto siciliano. Un’anziana signora dovrebbe pagare 3 mila 697 euro. Al proprietario di un vecchio magazzino inutilizzato è arrivata una bolletta di 3mila 477euro. Per un pianoterra di pochi metri quadrati, mai abitato, un impiegato si è vista consegnare una fattura di 2mila 329. L’Eas ha inviato agli utenti di S.Stefano un saldo eccedenze 2010/2011 impossibile nei dati e nei calcoli, tanto da spingere il primo cittadino Francesco Re ad impugnare carta per difendere gli utenti stefanesi. “Dall’ultima lettura nota all’amministrazione, diverse sono state le variazioni intervenute sulle singole posizioni di titolarità dei rilevatori di consumo installati – scrive Re – in assenza dei dati certi da cui emettere regolare fattura si diffida dall’inviare fatture di addebito ai cittadini utenti di questo comune”. La gestione dell’acquedotto è passata dall’Eas al comune il 1 aprile 2011 e sono stati i tecnici comunali a sostituire i vecchi contatori con nuovi apparecchi. L’Eas non solo ha eseguito l’ultima lettura dei contatori addirittura nel lontano 2007 ma nel calcolo delle eccedenze non ha tenuto conto che l’acqua non è conforme ai parametri del decreto legislativo 32, causa questa che porta ad abbattere i costi per metro cubo del 50%. Il sindaco Re ha fatto predisporre agli uffici comunali un modulo di richiesta per l’annullamento delle fatture emesse che centinaia di stefanesi hanno già compilato e spedito e altrettanti continuano a richiedere. Il sindaco ha chiesto un incontro urgente all’Eas “finalizzato a chiarire le problematiche evidenziate e la sospensione della richiesta di pagamento avanzata”. Il messaggio di Francesco Re è forte e chiaro: “in assenza di chiarimenti e ragioni di supporto, l’amministrazione sarà indotta inevitabilmente, al fine di tutelare gli interessi dei cittadini stefanesi, a sporgere regolare denuncia alla competente magistratura penale e contabile”

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