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L’opposizione chiede la deroga per riaprire il punto nascite

Mistretta – Il 2016 della sanità siciliana, ha un “cartello” esposto sui punti nascita di Petralia Sottana, Santo Stefano di Quisquina, Lipari e Mussomeli: “closed” chiusi. Punti nascita che non raggiungono i 500 parti l’anno e che quindi sono “ritenuti al di sotto degli standard di sicurezza”. Il ministero non ha concesso la deroga che aveva chiesto l’assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi, salvando solo i reparti di Licata e Bronte. A Lipari si raccolgono firme, a Petralia si protesta, a Sant’Agata Militello si “respira” perché la struttura “ha i requisiti essenziali e previsti dalle norme”. A Mistretta, che il suo punto nascite l’ha perso 3 anni, la ferita ancora aperta per lo smantellamento dell’ospedale Santissimo Salvatore torna a bruciare. Nostalgico Piero Consolato ex presidente del consiglio ed attuale capogruppo di opposizione. “Ogni 11 gennaio la comunità amastratina rinnova il giuramento alla Madonna dei Miracoli. Tre anni fa, il presidente della regione Crocetta ai piedi della Madonna, fece la promessa solenne di far riaprire il punto nascita di Mistretta – dichiara amareggiato Consolato – promesse reiterate anche dai rappresentanti del locale circolo del Megafono alla vigilia delle elezioni politiche del 2012. Sarà una semplice coincidenza – conclude Consolato – sapere proprio in questi giorni che dopo Licata e Bronte, anche per Petralia (e questo ci fa piacere), si apre uno spiraglio per la deroga alla chiusura del punto nascita. Come gruppo consiliare “Sosteniamo Mistretta” riteniamo e non per volere alimentare la guerra fra poveri, che se deroghe ci sono state e ci saranno, devono interessare anche il punto nascite di Mistretta”

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