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Cattafi ed un “007” dietro la morte di Attilio Manca?

Barcellona P.G. – Due confidenze raccolte tra il 2004 e il 2006 che individuano i servizi segreti dietro l’omicidio dell’urologo barcellonese Attilio Manca. Un personaggio chiave: Saro Cattafi. Questo è quanto emerge dalle ultime dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, ex capo dell’ala militare di Cosa Nostra barcellonese. Le clamorose rivelazioni sono venute alla luce ieri mattina durante l’udienza davanti al Tribunale del Riesame. Il collegio è stato chiamato ad occuparsi della recente sentenza d’appello Gotha 3 che “scagiona” Cattafi dall’accusa di essere mafioso dopo il 2000, dopo cioè la sua detenzione più lunga, cominciata nel ’99.
La Procura di Messina non è d’accordo con questa tesi, e ieri ha depositato un verbale in cui D’Amico apre scenari nuovi e clamorosi dietro la morte di Manca – trovato senza vita nel suo appartamento di Viterbo nel 2004 – tirando in ballo Cattafi.

Secondo il pentito il medico barcellonese Salvatore Rugolo, poco dopo la morte di Manca, gli confidò che a Barcellona si era mosso Cattafi, individuando Manca come possibile medico per curare Bernando Provenzano, allora latitante. Rugolo era molto contrariato perché secondo lui la morte del giovane urologo barcellonese era conseguenza di quel suo coinvolgimento nella operazione alla prostata del padrino. Qualche tempo dopo, in carcere, D’Amico avrebbe appreso dal mafioso Nino Rotolo un altro tassello della verità, da lui però non approfondito: le modalità dell’omicidio Manca erano state camuffate in un suicidio dai servizi segreti, ed in particolare da un carabiniere di origini calabre, vicino a Cattafi, esperto proprio in questo genere di finti suicidi chiamato anche “u bruttu”.

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