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L’oscura vicenda di Attilio Manca approda a teatro

Patti – L’oscura vicenda legata alla morte dell’urologo barcellonese Attilio Manca diventa uno spettacolo teatrale in cui arte e impegno civile procedono di pari passo, col malcelato intento di utilizzare una delle più antiche forme espressive per raccontare un fatto di cronaca sulla cui verità persistono ancora parecchi dubbi. Nasce così “Vina Fausa. In morte di Attilio Manca”: nessuna pretesa giornalistica, nessun intento di vestirsi da giudici o inquirenti, ma solo la volontà di trarre spunto dalla vicenda per creare nuovi spazi di riflessione e domandarci, senza mezzi termini, chi siamo stati, chi siamo e chi vorremmo essere.

La vicenda di Attilio Manca, giovane urologo del messinese morto nel 2004 in circostanze ancora poco chiare, è uno dei tanti piccoli, grandi casi di cronaca che s’intrecciano con gli ultimi vent’anni della nostra storia. Attilio, brillante medico trentaquattrenne è stato trovato senza vita nel suo appartamento, a Viterbo, dove lavorava presso l’ospedale Belcolle, con due buchi nel braccio sinistro. Overdose si è detto. Suicidio, subito dopo. Ma nonostante la (presunta) verità che è stata accertata nel corso delle indagini e del processo, affiorano, dalla coscienza, fantasmi che fanno rumore e da cui si dipanano, ingombranti, altre mille domande, altre mille verità nascoste sotto la patina di una vicenda giudiziaria che lascia, ancora oggi, troppi interrogativi aperti.

“Troppe le cose che non tornano, troppi i sospetti, troppe le coincidenze; troppo sangue per essere un suicidio. Forse la morte di Attilio rappresenta un tassello di qualcosa di più grande; forse questa vicenda può farci aprire gli occhi su ciò che è diventata l’Italia, su come la Storia rimanga mistero e su come gli italiani di ieri si siano trasformati oggi da complici in dimentichi. Ma tutto sta in una scelta: bene o male. Non è così netta, non può esserlo, ma può essere una consapevolezza, prima di tutto, prima dell’attesa, prima del non sapere. Sulla sua morte un’ombra nera, nerissima”. Nelle parole di chi si appresta a portare in scena lo spettacolo – in programma giovedì 14 gennaio, alle 21.30, in prima nazionale al Beniamino Joppolo di Patti nell’ambito della rassegna “Scenanuda” – non c’è nessuna trama da raccontare, quanto, piuttosto, la pretesa di esprimere con un linguaggio diverso l’esigenza della verità.

“Vina Fausa. In morte di Attilio Manca” è un testo di Simone Corso che verrà interpretato dallo stesso insieme all’attore Francesco Natoli e a Michelangelo Maria Zanghì ( attore, regista e direttore artistico della rassegna “Scenanuda”).

Regia: Michelangelo Maria Zanghì.
Costumi ed elementi scenici: Francesca Cannavò.
Luci: Franco Zanghì
Musiche: Chiara Pollicita
Assistente alla regia: Caterina Sfravara
Amministrazione: Associazione Culturale Filokalòn
Produzione: Compagnia Teatrale Santina Porcino

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