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Porto: gli investitori ci sono ma i nomi non si svelano

Santo Stefano – “Abbiamo incontrato gruppi di imprenditori che sono stati a S.Stefano per effettuare i sopralluoghi, non è detto che a ciò seguirà la predisposizione delle offerte ma c’è grande interesse”. Le parole del capo ufficio tecnico del comune di S.Stefano, Francesco La Monica, sono di grande speranza per la comunità stefanese che da 40 anni aspetta di avere il porto. La data di scadenza per la presentazione delle offerte, fissata per lo scorso 2 dicembre 2015, è stata rinviata al 18 febbraio 2016 proprio per dare agli interessati più tempo. Saranno italiani, europei, russi, americani, cinesi, arabi? Saranno pronti a dare il calcio d’inizio al secondo tempo di una città e di un intero territorio? Non si sa chi siano, nessuno svela nulla e il sindaco Francesco Re ha una fitta d’agenda di appuntamenti con potenziali investitori. Quel che conta è che abbiano quei 63 milioni di euro che servono per realizzare l’opera che, intanto è stata inserita Intanto, per mettere “il ferro dietro la porta” nell’elenco dei 12 progetti portati avanti dalla città metropolitana di Messina nell’ambito del Masterplan promosso dal governo Renzi. Si tratta solo di una precauzione perché la gara d’appalto prevede che l’opera sia realizzata con fondi esclusivamente privati. Il soggetto finanziatore privato potrà accedere a strumenti di contributo fondo perduto che sono previsti da norme nazionali e regionali in funzione della tipologia di impresa, ed a strumenti di ingegneria finanziaria che prevedono contribuzione su prestiti, con tassi molto bassi. L’inserimento nel masterplan è una mossa “paracadute”, nel caso in cui non dovesse esserci partecipazione alla gara d’appalto, che consente una via di accesso a finanziamenti pubblici anche all’ente erogante. Il porto di S.Stefano è un’opera di sviluppo attesa da 40 anni su cui è stato detto tanto, su cui hanno scommesso sindaci ed amministratori, su cui si sono scontrate generazioni di pescatori. E’ un’opera unica, perché è “griffata” Fiumara d’arte. Il mecenate Antonio Presti ha infatti firmato un protocollo d’intesa con l’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Re.

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