gaetano sanfilippo

Intervista a Sanfilippo: “Gli eredi di Sindoni”

Capo d’Orlando – Continuiamo il nostro viaggio verso le amministrative di primavera e dopo aver pubblicato l’intervista con il candidato a Sindaco Franco Ingrillì vi proponiamo quella con il candidato al consiglio comunale, in appoggio a Salvatore Librizzi, Gaetano Sanfilippo.

L’ha sorpresa la candidatura di Franco Ingrillì a Sindaco?

“Credo che la candidatura di Ingrillì era già nota da oltre un anno a tutti, nessuno escluso,compresa l’attuale maggioranza. Una candidatura, continua Sanfilippo, quasi simpaticamente imposta ma probabilmente non condivisa da più d’uno. Il fatto che qualcuno si sia già defilato ne è una dimostrazione. Probabilmente qualche altro avrebbe avuto più diritto a candidarsi in virtù di una continuazione amministrativa, in quanto Ingrillì rappresenta proprio questo e non di sicuro il nuovo, come del resto non lo rappresento io”.

Chi avrebbe avuto più diritto secondo Lei visto che lo ha accennato?

“Sarebbe stato più logico per una continuità coinvolgere Aldo Sergio Leggio che per dieci anni è stato vice sindaco. Non lo dico perché adesso c’è qualche fibrillazione al loro interno che probabilmente potrebbe rientrare, ma l’allineamento immediato del presidente Timpanaro ed il dissenso del capogruppo Germanà evidenzia una certa dissonanza ma sono problemi loro noi penseremo ad affrontare i nostri. La nostra proposta è alternativa sia nel metodo che nel merito rispetto a quella dell’amministrazione Sindoni. Certo la continuità familiare potrebbe andare bene a Sindoni ma non credo che il nepotismo sia attuabile”.

Gaetano Sanfilippo si candiderà? Se si, continuerà nell’appoggio del candidato Librizzi?

“Certo che si e non ho bisogno di fare sondaggi. Vivo di politica tutti i giorni e della mia attività professionale da 35 anni. Qui ci vive la mia famiglia e quindi sono legato visceralmente a questo paese, ma soprattutto alle periferie che non state tenute in considerazione da questa amministrazione nonostante le nostre numerose sollecitazioni. E’ finita l’era di un uomo solo al comando. Oggi ci vuole una squadra fatta di un candidato a Sindaco, di una giunta e di una maggioranza ma soprattutto di una squadra che si interfacci con la società civile”.

Che squadra sarà?

“Fondamentale sarà il coinvolgimento dei giovani. Noi lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo. E’ un mio personale pallino questo e mi auguro che quest’anno possiamo averne ancora di più. Bisogna poter coniugare in un sano equilibrio esperienza ed entusiasmo per dare a questo paese una classe dirigente veramente nuova, motivava, non appiattita sul qualunquismo ma che abbia il giusto dinamismo per fare una “buona” politica fatta anche di saper approfittare di opportunità derivanti da finanziamenti della comunità europea a valere sulle annualità 2014/2020″. Bisogna restituire la dignità a Capo d’Orlando di un paese baricentrico rispetto al territorio e non di un luogo dove le saracinesche si abbassano, i negozi chiudono e i licenziamenti sono più delle assunzioni, non dove l’informazione a volte arriva nelle case della gente travisata”.

Quali le vostre scommesse?

“Saremo l’amministrazione che non agevolala chiusura degli alberghi ma parla di turismo contemporaneamente, questa è una grande ipocrisia che non accettiamo. Non saremo per le svendite immobiliari  ma valorizzeremo il nostro patrimonio. Ci occuperemo principalmente di occupazione ed una scommessa all’Avvocato Librizzi voglio proprio lanciarla. Ci vuole una intesa, tutto nero su bianco, con le imprese del nostro territorio per creare vere, certe, concrete opportunità occupazionali e per le quali dovremmo assumerci precise responsabilità”.

Che cosa è cambiato rispetto a cinque anni fa per oggi poter scegliere Librizzi Sindaco?

“Non abbiamo mai perso il contatto con la gente. Questa è la nostra forza e motivazione ed è il dato che ci da più fiducia. Abbiamo una classe dirigente che va dai professionisti agli artigiani, dai giovani disoccupati alle casalinghe. E’ chiaro che dovremo ancora impegnarci tanti perché la povertà, ad esempio, ne nostro paese c’è, esiste, la crisi ha divaricato le classi sociali distruggendo il ceto medio che è sempre stata la spina dorsale di questo paese. Il “palazzo” dovrà essere trasparente sotto tutti i punti di vista. Questo territorio ha bisogno di rialzarsi, di tornare a correre perché noi “siamo Capo d’Orlando” e non soltanto nello sport di per se importante, ma dobbiamo tornare a dare a tutti la possibilità di poter avere pane e lavoro. Bisogna evitare che i giovani fuggano dalla nostra terra. Siamo un gruppo aperto alle istanze della gente e alle loro proposte. Aperti al confronto quotidiano ed è questa la nostra grande forza”.

 

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