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La morte di Saro e il dolore di una comunità

Motta d’Affermo – Questa mattina la piccola comunità si è svegliata in silenzio. Gli occhi lucidi, la testa bassa, l’incredulità ha lasciato il posto alla rassegnazione. Rosario Alferi, per tutti Sarino, è morto. Simpatico, generoso, umile e cordiale, amava la sua Motta e la sua campagna. Ieri mattina era andato in campagna a togliere le olive dalla rete, con lui la moglie Angela che aveva paura a stare sul trattorino e che Rosario aveva convinto a scendere dal mezzo. Pochi istanti dopo Angela ha assistito alla morte del marito, volato giù da un dirupo e schiacciato dal suo trattorino. Le sua urla hanno allarmato l’intera vallata, la campagna si trova nella zona tra Motta e la frazione marina di Torremuzza. I primi ad arrivare sono stati i fratelli Martorana, vicini di campagna, che si sono trovati davanti lo strazio della moglie ed il corpo di Sarino senza vita. Ha salvato la moglie, come se intuisse il pericolo, come se non volesse lasciare solo la figlia dodicenne. “Persona allegra onesta e grandissimo lavoratore – scrive di lui Mario – perla rara per questi tempi, grande perdita per l’intera comunità”. Oggi alle 15.30 nella Chiesa di San Rocco i funerali. Motta, intanto, si è fermata per salutare l’amico di tutti, il “fratellone” buono pronto regalare sorrisi e battute. Il 2015 lascia un dolore immenso.

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