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Giovane mirtese al quiz “L’Eredità”

Mirto – Il giovane mirtese Walter Caprino ha partecipato alla puntata natalizia del quiz televisivo “L’Eredità”, in onda ogni pomeriggio dalle 18:50 su Rai 1 e condotto da Fabrizio Frizzi. Caprino, classe 1991, è Responsabile Management e Pubblicità della Società Cooperativa “Terraviva” e milita nella formazione di calcio Polisportiva Unione Nebroidea, che partecipa al Campionato di Seconda Categoria, ed è stato accompagnato al programma dall’amico Valerio Presti.

Il concorrente è riuscito a superare diversi giochi, in cui si articola la trasmissione. Ha risposto esattamente alle domande de “Gli abbinamenti”, il gioco di apertura della trasmissione, il “Vero o falso” e i “Fantastici quattro”: E’ stato eliminato durante la “Scossa”, dopo un ballottaggio con un altro partecipante.

Caprino esprime le sue sensazioni, per la grande opportunità avuta a livello personale: “Credo che partecipare ad un noto programma televisivo sia una di quelle esperienze da tentare di fare, almeno una volta nel corso della propria vita. Sono quei classici episodi che, solo chi li ha vissuti personalmente, può comprendere realmente fino in fondo. Potrei raccontarli centinaia di volte, anche, con enfasi e sfaccettature diverse, ma mai riuscirei ad esternare del tutto le sensazioni e le emozioni provate in quei momenti. Dal canto mio sono sempre stato un amante delle sfide, ho sempre voluto mettermi in gioco e cercato di vivere tanti momenti adrenalinici. Ad oggi posso dire che questa esperienza de “L’Eredità” vuole essere, intanto, un tassello in più da aggiungere al mio mosaico chiamato vita, ma soprattutto vorrei che fosse da stimolo e riferimento per tutti coloro, che hanno intenzione di provare esperienze simili, o che si arrendono ai primi no della vita, specie se miei conoscenti o cari. Ho da sempre desiderato vivere in pieno i miei giorni, renderli interessanti, produttivi e unici, e tra i miei obiettivi cardini annovero quello di voler condurre la mia vita col minor numero di rimpianti possibili, sempre nel rispetto dei diritti del prossimo e della legalità. Concludo dicendo che non bisogna mai, a mio parere, porre limiti a ciò che si vuol fare e non bisogna, mai e poi mai, farseli porre da altra gente. Siamo gli unici artefici delle nostre scelte, della gestione del nostro tempo e del livello di dedizione che mettiamo nel portare avanti un nostro determinato interesse; tutti parametri fondamentali questi, che fanno la differenza tra una conduzione amorfa della vita e una vita vissuta intensamente”.

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