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Presentato libro “Il sogno negato della libertà”

Mirto – E’ avvenuta Sabato 19 Dicembre, presso la Sala delle Capriate del Museo del Costume e della Moda Siciliana di Mirto, la presentazione del libro “Il sogno negato della libertà, I Fasci siciliani e l’emancipazione dei lavoratori”, scritto da Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro. Dopo i saluti del Sindaco Maurizio Zingales, sono intervenuti nella discussione Totò Tripi, Segretario Generale della FLAI-CGIL Sicilia (Federazione Lavoratori Agro-Industria, Confederazione Generale Italiana del Lavoro), la Dott.ssa Donatella Ingrillì, Sindacalista della CGIL ed ex-Sindaco di Mirto, il Prof. Michelangelo Ingrassia, autore della prefazione del volume, l’editore Ottavio Navarra, e i due scrittori Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro, entrambi docenti negli Istituti Superiori di Palermo.

Il Segretario Generale della FLAI-CGIL Sicilia Totò Tripi si sofferma sui rivoluzionari caduti per difendere la propria terra: “Tra il 1893 e il 1966 sono caduti in Sicilia 198 tra dirigenti sindacali, dirigenti politici e semplici lavoratori, tutti per difendere e garantire un lavoro e un futuro migliore. Ogni anno noi come Sindacato dedichiamo la giornata del 1 Maggio in memoria delle vittime di Portella della Ginestra, località montana di Piana degli Albanesi. Il 1 Maggio 1947 ormai è diventato noto come la data della prima strage dell’Italia repubblicana, in cui persero la vita 11 persone, ad opera della banda criminale di Salvatore Giuliano. In ricordo delle vittime sorge proprio nel luogo dell’eccidio il “Memoriale di Portella della Ginestra”, costituito da numerose iscrizioni, poste attorno al “Sasso di Barbato”, dal nome del socialista italo-albanese di Piana degli Albanesi Nicola Barbato, fra i principali fondatori dei Fasci dei Lavoratori. Lo scorso 3 Novembre a Corleone abbiamo ricordato il centesimo anniversario della scomparsa di Bernardino Verro, il quale fu ucciso dalla mafia mentre ricopriva la carica di Sindaco del paese. A Corleone Bernardino aveva creato una delle prime cooperative di lavoratori e diede vita ai “Patti di Corleone” tra i lavoratori e i proprietari terrieri. La mafia non sopportò questo sgarbo e decise per l’eliminazione del Sindaco. I fasci rappresentano la prima grande organizzazione per stare insieme, uniti per la giustizia sociale. Ritrovare queste radici, queste identità in questo momento di smarrimento è molto importante”.

Donatella Ingrillì mette in evidenza l’importanza dei Fasci: “Sono rimasta profondamente colpita, dopo aver letto il libro, dal fatto che la Sicilia dal 1860 in poi viene considerata come la Regione più rivoluzionaria d’Italia; perchè proprio dall’isola partono i movimenti di rivolta, a causa della profonda miseria. Non si tratta di una rivolta improvvisata, ma di una rivolta organizzata, ben strutturata, una rivoluzione razionale e programmata. I Fasci siciliani sono movimenti che nascono con l’obiettivo di giustizia sociale. In tutta la Sicilia tra 300.000 e 500.000 persone cercarono di far cadere lo stato di potere. Con l’arrivo di Crispi al governo i fasciati vengono sterminati fisicamente, con l’utilizzo di 30.000 militari”.

Michelangelo Ingrassia spiega i punti salienti del libro: “Questo è un libro dal forte contenuto formativo, rivolto soprattutto alle giovani generazioni. E’ un libro eversivo e il titolo lo dimostra perfettamente; Il sogno negato della libertà altro non è che la terra. Infatti questo primo grande movimento sindacale, che si crea in Sicilia, punta alla conquista della terra, riferita non solo alla terra o al lavoro, ma anche all’idea di creare un lavoro duraturo in Sicilia, l’idea di non abbandonare l’isola, l’idea di creare una vera e propria Sicilia. La libertà per cui lottano i fasciati si riferisce a un’emancipazione da una condizione servile; a conferma di ciò il sottotitolo del libro è “L’emancipazione dei lavoratori”. I fasci combattono su due fronti, contro le ingiustizie sociali e contro la mafia. Nel 1894 i fasci sono eliminati da Crispi, ma il primo a inviare i militari fu Giolitti. Sotto il governo di Giolitti vengono inviati i militari in Sicilia, in quanto i fasci erano considerati manifestazioni e tentativi insurrezionali”.

L’editore del libro Ottavio Navarra aggiunge: “Il libro che presentiamo rappresenta una pagina gloriosa della Sicilia. Corleone è passato nell’immaginario collettivo da paese della mafia a luogo in cui sono state create le prime associazioni di lavoratori. La nostra casa editrice lavora da anni sul tema dell’impegno civile, rappresenta il nostro tratto distintivo”.

I due autori del libro Francesca Lo Nigro e Carmelo Botta concludono l’incontro, ringraziando i tanti presenti e sottolineando il ruolo delle donne siciliane: “Le donne fasciate hanno avuto un ruolo decisivo nella rivoluzione, si sono formate sezioni di fasci solo femminili, come a Piana degli Albanesi. Sono però pochi i nomi che emergono, il coraggio di queste donne è passato anonimo nella storia e sta a noi recuperarlo”. Un ultimo accenno ai fasci: “I fasci devono essere considerati il più grande movimento della storia in generale, non solo della Sicilia. Questo movimento non è molto conosciuto e ha bisogno di essere raccontato”.

A conclusione della serata è stato riservato uno spazio, dedicato alla poesia e alla musica. Emanuele Frisenda ha recitato una poesia sui fasci, intitolata “Fasci e Gattopardi”, con una dedica particolare ai due autori del libro. I due violisti Riccardo e Federico Botta, invece, hanno eseguito diversi pezzi musicali, tra cui la Prima sonata di Bach e “Ciaccona”, opera sempre composta da Bach.

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