Casa avvento

Le iniziative private “fanno” un Natale di comiunità

Santo Stefano – Quando il pubblico non può, il privato ci mette tasca e testa. Decine di imprenditori stefanesi, senza riflettori accesi, senza incarichi e poltrone, senza richieste “hanno fatto il natale” nella e della città delle ceramiche. A conferma che il senso di condivisione, di appartenenza e di accoglienza sono proprie degli stefanesi sempre e da sempre.

Presepe Amato

C’è il presepe incastonato in un tronco d’ulivo di Sebastiano Boscia, la casa-calendario dell’avvento di Filippo e Annunziata Fratantoni, Nicola Mirenda, Cinzia Guarnera e Teresa Rampulla, in collaborazione con il laboratorio Cretart della scuola primaria Giuseppe Lombardo Radice, il presepe itinerante di Calogero Amato, la grande palla illuminata di Cosimo Nigrelli.

Nell’angolo di corso umberto, le creative sorelle Bartolotta, la famiglia Gerbino, la famiglia Parrino e Francesco Magro hanno realizzato un salotto di rara bellezza ed eleganza. Tutto, ovviamente, utilizzando la preziosa e meravigliosa ceramica stefanese. Questo per il centro storico, dove è tutto è più visibile, ma in ogni altra parte del centro tirrenico ci si sta organizzando, ognuno come e con quello che può accende un angolo di paese.
E, pazienza, se per problemi di viabilità, toccherà fare qualche manovra in più, camminare a piedi o impiegare tempo per posteggiare, del resto come i Re Magi insegnano se si sa dove andare, si arriva comunque

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