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Allo Joppolo di Patti i cantastorie Geraci e Sindoni ospiti di “Scenanuda”

Patti – Quale miglior modo di far rivivere l’atmosfera natalizia se non attraverso i canti della tradizione? Del resto, la cultura popolare siciliana è zeppa di canzoni, nenie, ballate e cunti legati al natale e alla sua magia. Insomma, in Sicilia a natale si canta: una verità inconfutabile che diviene anche il titolo del recital di Fortunato Sindoni e Mauro Geraci, in programma alle 21.30 di giovedì 17 dicembre al teatro Beniamino Joppolo di Patti nell’ambito della rassegna di teatro e musica “Scenanuda”, organizzata dall’associazione Filokalòn sotto la direzione artistica di Michelangelo Maria Zanghì.

I due cantastorie allieteranno il pubblico pattese attraverso uno spettacolo che corre lungo il filo delle tradizioni isolane legate al natale, con l’interpretazione di alcuni tra i più antichi canti della cultura popolare siciliana.

Fortunato e Sindoni, ormai divenuti punti fermi nel panorama artistico siciliano, vantano collaborazioni con poeti e cantastorie del calibro di Ignazio Buttitta, Rosa Ballistreri. A Patti sono già stati ospiti dell’associazione culturale “Il Paese Invisibile” in occasione di un evento in cui i due cantastorie hanno collaborato alla stesura e all’interpretazione di alcune ballate sulla storia e le tradizioni popolari della cittadina tirrenica.

Di seguito alcuni cenni biografici:

MAURO GERACI, nato a Palermo nel 1962, dal 2005 è Professore Associato presso la Facoltà di Scienze della Formazione e oggi presso il Dipartimento di Scienze Cognitive, della Formazione e degli Studi Culturali dell’Università degli Studi di Messina.

Laureato in Lettere nel 1989, presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi in Etnologia su Jack R. Goody e l’antropologia comparativa, dal 1990 ha svolto una lunga ricerca etnografica relativa alla poesia popolare siciliana, con un approfondimento critico delle questioni storico-antropologiche connesse all’attività poetico-musicale come alle prospettive letterarie e conoscitive dei poeti-cantastorie in Sicilia e Calabria (pueti-cantastorii).

Tra il 1992 e il 1996, come Dottore di ricerca in Etnoantropologia, ha quindi svolto uno studio antropologico sulle strategie del silenzio nella poesia popolare siciliana. Con un programma di approfondimento storico delle tecniche comunicative di origine folklorica confluite nella prospettiva spettacolare dei cantastorie, nel 1998 ha svolto il lavoro di Post-Dottorato presso l’Università degli Studi della Calabria. Tali ricerche, oltre aver dato luogo a conferenze tenute presso l’Istituto di Studi Filosofici Suor Orsola Benincasa di Napoli, la Open University di Cambridge, le Università «La Sapienza» di Roma, di Venezia, della Calabria, di Reggio Calabria, di Messina, Catania e Palermo, sono divenute oggetto di libri e saggi pubblicati in riviste scientifiche del settore quali Africa, La Ricerca Folklorica, Etnoantropologia, Up & Down, Nuove Effemeridi, Incontri Meridionali, Voci.

Oltre a collaborare alle pagine culturali dei quotidiani Il Messaggero e Il Manifesto di Roma e La Sicilia di Catania, nel 1997 è stato chiamato a far parte del Coordinamento redazionale del semestrale Archivio Antropologico Mediterraneo, realizzato dall’Istituto di Scienze Antropologiche e Geografiche dell’Università di Palermo, nonché come consulente, per conto della casa discografica americana Rounder, per la cura dei documenti folklorici siciliani della raccolta etnomusicale Lomax-Carpitella.

Oltre a essere stato coordinatore scientifico del Museo antropologico del brigantaggio di Itri, ha svolto, per la Regione Lazio, ricerche sul campo nei paesi dei Monti Lepini tese a documentare l’azione rituale delle Confraternite religiose durante la Settimana Santa a Priverno (Latina), e la presenza di repertori narrativi orali sulla vita dei briganti operanti in territorio laziale tra il XVIII e il XIX secolo. Nel 2000 è stato chiamato a partecipare al Progetto Finalizzato del Consiglio Nazionale delle Ricerche per il «Rilevamento e la schedatura delle feste popolari in Italia».

Dal 2002 a oggi ha avviato nei contesti urbani dell’Albania post-socialista una nuova indagine antropologica tesa a rilevare, nel notevole fermento editoriale oggi presente nel Paese, le immagini ricorrenti nella più recente letteratura albanese, quali strategie retoriche e simboliche tese al controllo della memoria collettiva, alla rivisitazione del passato nei nuovi processi di formazione e consolidamento dello Stato nazionale.

FORTUNATO SINDONI inizia la sua quarantennale carriera di cantastorie come cantautore e folk singer, lavorando all’estero come musicista. Successivamente, grazie alla conoscenza della canzone popolare americana (in particolare Woody Guthrie) comprende quanta ricchezza culturale vi sia in Sicilia, dove fino agli anni 80 giravano poeti come Ignazio Buttitta e Turiddu Bella e grandi cantastorie come Ciccio Busacca, Orazio Strano, Vito Santangelo.. fino ad arrivare a Mauro Geraci. Perciò decide di lasciare insegnamento di lingue per potersi dedicare al mestiere di “cantastorie”.

Inizia a collaborare con tutti i cantastorie attivi in quegli anni. Con Ignazio Buttitta collabora per alcuni anni, facendo tournées in Svizzera e Austria, oltre a tenere recital in tante piazze d’Italia. Organizza raduni di cantastorie a Barcellona Pozzo di Gotto, invitando tutti i cantastorie attivi al momento, tra tutti spicca Rosa Balistreri , che ritorna spesso a tenere recital nell’OPG in cui lo stesso Sindoni contribuisce , come volontario, ad organizzare recital, teatro e proiezione di film.

Spesso all’estero per presentare le sue storie e ballate, Sindoni scrive e canta, in siciliano e italiano, fatti di cronaca, mafia, politica e attualità, ma non tralascia di attingere anche dal repertorio dei poeti cantastorie siciliani, primo fra tutti Ignazio Buttitta del quale ha musicato tante poesie e storie.

Ospite di tante Tv nazionali ed estere, ha anche inciso vari dischi. L’ultimo cd, “Ballate Contro la Mafia”, gli ha dato l’onore di cantare sotto l’albero di Falcone in occasione delle Commemorazione della Strage di Capaci nel 2009.

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