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Germanà rinviato a giudizio: “Non ho mai infangato il nome di nessuno”

Brolo – “Sono convinto di non avere mai infangato il buon nome di nessuno”. Lo afferma l’Onorevole Nino Germanà in merito alla vicenda che lo vede protagonista di un rinvio a giudizio in occasione dell’infuocata tornata elettorale 2014, durante la quale, in occasione della presentazione dei candidati della lista “Per Brolo” guidata dall’Avvocato Mimmo Magistro, in piazza Roma, l’Onorevole Brolese, dalla terrazza della sua abitazione gridò l’epiteto “ladri”, indirizzandosi alla piazza in cui erano presenti i candidati.

Germanà sarà giudicato il prossimo 25 Febbraio 2016, davanti al PM, Dott.ssa Vona e sarà difeso dagli avvocati Massimiliano Fabio e Giuseppe Mancuso.

A sporgere denuncia contro l’onorevole brolese tutti i componenti della lista “Per Brolo”: Agnello Ada, Agnello Manuel, Aricò Giuseppe, Condipodero Cono, Condipodero Dario, Ferraro Franca, Fioravanti Tindara, Lenzo Valentina, Magistro Domenico, Murabito Basilio, Piscioneri Linda, Ricciardo Cono Giuseppe, Ricciardo Francesca, Ratto Antonino e Ziino Carmelo.

“Posso giurare di aver sempre espresso opinioni, nella mia vita, maturate sulla base di considerazioni fondate su fatti e circostanze. Di non aver mai agito o proferito parola in un modo che non fosse onesto e sincero – afferma Nino Germanà nella nota indirizzata agli organi di stampa – ció premesso, da uomo delle istituzioni e prima di tutto da cittadino di Brolo che ama la sua città ho espresso, seppure con toni forti, il mio disappunto rispetto ad un progetto politico in continuità con le precedenti amministrazioni. I fatti e la successiva inchiesta denominata mutui fantasma hanno scoperchiato un enorme calderone pieno di irregolarità e malefatte. Dandomi ragione di un’opinione che avevo sviluppato. Ho la conoscenza a posto, cosa che non potrei dire se avessi agito in mala fede, o rubato soldi pubblici come hanno fatto altri. Se mi fossi macchiato di una grave colpa, per prima cosa avrei pensato a come giustificarmi con i miei elettori e con la mia famiglia. Ma francamente non ritengo sia questo il caso. Per le querele che ho ricevuto in campagna elettorale a Brolo sono certo che la magistratura, chiarirà la esatta portata delle mie dichiarazioni. Tutte le mie azioni hanno lo scopo di dare un contribuito volto a fare accertare con “verità” le reali responsabilità politiche dei soggetti coinvolti e da uomo delle istituzioni sento il dovere di svolgere il mio ruolo con fermezza e nell’interesse esclusivo dei cittadini. Ritengo d’averlo sin qui dimostrato. E con l’onesta intellettuale che ritengo mi appartenga, andrò avanti per la mia strada, sapendo di non aver nulla da rimproverarmi”. 

 

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