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L’Orlandina Calcio sbanca Modica, Ferrara: «Dedicato al paese»

Capo d’Orlando – Oltre un anno di digiuno dalla vittoria, l’ultima arrivata a metà ottobre dell’anno passato, quando l’Orlandina Calcio di mister Antonio Alacqua sconfisse 3-0 nel derby la Tiger Brolo, prima dell’uragano che si abbatté sull’allora presidente Massimo Romagnoli e di conseguenza sulla società paladina. Tanta acqua è passata sotto i ponti da allora. Fantomatici patron, allenatori, calciatori. La mesta retrocessione dalla D all’Eccellenza, un inizio di campionato disastroso in termini di risultati. Poi, qualche settimana fa, l’avvento sulla panchina biancoazzurra di Nicola Ferrara (foto Germanà), tecnico emergente di soli 34 anni, da Cava de’ Tirreni, una vita passata sui campi di calcio. Laureato, un tempo preparatore atletico, Ferrara è arrivato a Capo d’Orlando grazie alla segnalazione di due ragazzi oggi all’Orlandina, in passato allenati proprio dal tecnico campano. Grazie al lavoro del dirigente/factotum Vitale, la formazione paladina ha così trovato il suo nuovo mister, in barba all’addio di Santo Mazzullo. Domenica, dopo un’annata di batoste, la prima, e si spera non ultima, gioia di questa stagione, con lo 0-1 di Modica firmato Risi. Una piccola grande impresa per la giovane Orlandina, sbeffeggiata ormai da mesi da ogni parte di Italia. Il primo a gioire di questo successo è proprio l’allenatore Nicola Ferrara, che con umiltà e dedizione ha deciso di sposare una causa data già per persa dalla quasi totalità degli addetti ai lavori.

Mister Ferrara, l’Orlandina è tornata al successo dopo oltre dodici mesi. Quanta soddisfazione c’è per aver portato a casa i primi tre punti dell’anno?

«Una gioia immensa, che ripaga in parte i tanti sacrifici che il gruppo e i dirigenti stanno facendo per portare avanti questa squadra. L’incontro non è stato facile, abbiamo segnato subito ma poi siamo stati bravi a difenderci con ordine. Il Modica non era al top ma resta una squadra di Eccellenza e vincere in trasferta è sempre complesso. I ragazzi sono stati fantastici ed al rientro a casa erano euforici, ce lo siamo meritati. Questo successo è dedicato a Capo d’Orlando, a chi ancora crede nella passione e nella maglia dell’Orlandina. L’attaccamento ai colori del proprio paese è parte fondamentale dello sport. Dopo la vittoria di Modica in molti ci hanno contattato per farci i complimenti, questo non può che essere motivo di orgoglio per tutti noi, speriamo non sia un’oasi nel deserto».

Da Cava de’ Tirreni a Capo d’Orlando è un lungo viaggio. Cosa ti ha spinto a buttarti in questa avventura?

«Sono una persona che ama le sfide. Un paio di calciatori dell’Orlandina erano stati miei giocatori in passato. Mi hanno contattato, mi hanno spiegato la situazione e ho deciso di fare questa scommessa. Sono consapevole delle difficoltà da affrontare, in campo e fuori, ma questo non mi spaventa. Piuttosto, è uno stimolo per fare ancora meglio e dare il massimo a questi ragazzi che hanno enorme fiducia in me».

Alleni un gruppo di ragazzi giovani, che devono crescere sotto ogni punto di vista. Su cosa stai lavorando maggiormente?

«Bisogna sempre migliorare. Tecnicamente, tatticamente ma soprattutto mentalmente. Il mio lavoro consiste soprattutto nel cercare di fare diventare uomini dei ragazzi, dei calciatori che sono magari abituati ad essere under di squadre importanti e che adesso si ritrovano ad essere colonne portanti di una compagine di Eccellenza. Il passaggio non è né semplice né scontato ma il gruppo si è messo a disposizione e sta allenandosi bene. Credo che la personalità possa essere allenata tramite regole e disciplina, si cresce insieme e sto cercando di trasmettere tutto quello che posso all’intera rosa che ha fatto notevoli progressi in quest’ultimo mese. C’è tanto talento giovane sprecato in giro per l’Italia, cerchiamo di non farlo disperdere solo perché i ragazzi non sono più juniores, diamo loro fiducia, le soddisfazioni arriveranno».

La rosa dell’Orlandina può contare su un numero quasi nullo di calciatori del comprensorio. Cosa pensi al riguardo?

«Penso sia un grande peccato. Senza nulla togliere ai miei ragazzi, ovviamente, sarebbe bello che calciatori del comprensorio, perché no anche di Capo d’Orlando, tornassero a vestire questa casacca. So che non è semplice vista la nostra condizione, ma spero che a dicembre ci si possa muovere in tal senso. Dal mercato non possiamo aspettarci molto, mi accontenterei di non perdere nessuno e di avere qualche ragazzo della zona da inserire in un progetto di più ampio respiro».

Qual è il vero obiettivo dell’Orlandina Calcio, vista la delicata situazione societaria?

«Sappiamo che raggiungere la salvezza non sarà facile. Siamo attardati in classifica ma già da domenica contro l’Atletico Catania cercheremo di fare un altro piccolo passo avanti in quello che è il nostro processo di maturazione. Diciamo che il nostro traguardo potrebbe essere quello di rendere complicata la salvezza altrui. Viviamo alla giornata, partita dopo partita. A dicembre le cose potrebbero cambiare. Nel frattempo lavoriamo al meglio per fare il massimo possibile, non saremo la vittima sacrificale di nessuno: tutti dovranno sudare per battere l’Orlandina».

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