picilli vinci

Omicidio Vinci, la testimonianza della vittima a poche ore dalla tragica notte. “Tra gioco e sfida”

Sant’Agata Militello – Diffuse oggi le motivazioni della sentenza di condanna nei confronti di Francesca Picilli emessa dalla Corte di Assise di Messina a 18 anni di reclusione per il reato di omicidio preterintenzionale, con l’esclusione delle aggravanti contestate.

25 pagine che descrivono nei dettagli tutto lo svolgimento del procedimento sulla morte di Benedetto Vinci il 14 marzo 2012 e che ricostruiscono le fasi della tragica notte tra il 3 ed il 4 marzo 2012 a Sant’Agata Militello quando, all’interno dell’abitazione di Vinci, la vittima subì l’accoltellamento.

Ecco cosa dichiarò Benedetto Vinci il 4 marzo durante il breve ricovero al nosocomio santagatese secondo quanto si legge nelle motivazioni.

“Vinci riferiva agli inquirenti di aver incontrato il pomeriggio precedente (il 3 marzo pomeriggio ndr) la sua ex fidanzata, Francesca Picilli, e di avere con lei trascorso il resto della giornata. Intorno alle 22 si erano recati insieme ad un bar del lungomare di Sant’Agata dove hanno consumato due bottiglie di vino e, successivamente, insieme ad un amico comune, si erano recati presso una discoteca di Capo d’Orlando dove sono rimasti sino alle prime ore del mattino. Intorno alle 4.30 si recavano insieme, tutti e tre, presso la sua abitazione entrando in casa soltanto Vinci con la ex fidanzata e raggiungendo la camera da letto. Lo stesso vinci ha riferito della presenza nell’abitazione anche della sorella la quale, svegliata dalle voci e dall’abbaiare del loro cane, ha pregato i due di desistere dai rumori molesti. I due hanno continuato a litigare secondo la testimonianza di Vinci, nonostante l’invito della sorella. Il litigio andava sempre più animandosi e dopo qualche graffio e uno schiaffo leggero al volto la situazione sembrava essere tornata alla normalità facendo assumere all’atmosfera un clima di sfida e gioco. Il giovane prendendo un coltello a serramanico posto sulla scrivania della sua camera, lo brandiva (si legge ancora nella motivazione della sentenza) a mò di scherzo verso Francesca, la quale in quel momento era distesa sul letto, chiedendole se tale gesto la spaventasse e dicendole ridendo “E se ti graffio io adesso?”. A quel punto Vinci ha dichiarato di aver gettato il coltello sul  letto e di essersi posizionato a cavalcioni sopra la giovane cercando di bloccarle le mani “per evitare reazioni da parte della stessa”. Mentre le bloccava le mani Vinci le chiedeva se avesse avuto il coraggio di ferirlo e poco dopo la lasciava libera di afferrare il coltello che prima lui stesso aveva gettato sul letto. La Picilli (si legge nelle motivazioni) impugnava il coltello e colpiva al petto provocandoli una vistosa ferita che sanguinava abbondantemente….

Successivamente vengono descritti gli attimi concitati del primo soccorso effettuato dalla sorella di Vinci e del trasporto al pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Agata Militello mentre la Picilli viene descritta come completamente immobile e sotto shock per quanto avvenuto.

In sintesi dalle motivazioni emergono due punti fondamentali che riguardano la sentenza definitiva. Che le testimonianze valutate dalla Corte valide sono state soltanto quelle di Vinci rilasciata la mattina seguente all’accaduto e quelle ascoltate in tribunale e richieste dall’accusa e parte civile. Non è stata creduta nei suoi racconti sull’accaduto proprio l’accusata e condannata in primo grado.

Altro aspetto importante che emerge dalle motivazioni è che l’operato dei medici dell’Ospedale Cervello di Palermo, da dove Vinci è stato dimesso due giorni prima di morire, non può essere considerato cause preesistente o sopravvenuta da sole sufficienti a determinare l’evento della morte di Vinci.

 

 

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close