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Alluvione di Caldà e Bastione, tre ipotesi di reato secondo i magistrati

BARCELLONA – Dopo l’ispezione del Procuratore Capo Emanuele Crescenti, accompagnato dal magistrato Federica Pajola, a Caldà e Milazzo, sono tre le ipotesi di reato su cui indaga la Procura della Repubblica, ovvero omissione di atti di ufficio, disastro colposo e danneggiament. Tutto attualmente contro ignoti.L’inchiesta giudiziaria servirà ad accertare la presenza di eventuali responsabilità dei danneggiamenti avutosi per lo straripamento del Mela lo sorso 10 ottobre. I magistrati, che si sono spinti fino a monte, hanno verificato lo stato attuale dell’alveo e dei margini del Torrente Mela e l’urbanizzazione degli ultimi anni a Caldà, già classificata come ad alto rischio alluvionale. La verifica degli inquirenti, che ha continuato a Bastione, è valsa ad attestare che le denunce inascoltate da parte del “Comitato pro Bastione”, della fase pre e post alluvionale del 2011, avrebbero dovuto scondurre alla messa in sicurezza del torrente.

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