irene ricciardello

Ecco i numeri del dissesto

Brolo – “Auspico e spero – afferma il sindaco brolese Irene Ricciardello  – che almeno di fronte a questi numeri – quasi trecento domande (299 per l’esattezza) giunte al protocollo dell’ente, ed un ammontare approssimativo che potrebbe sfiorare i 19 milioni di euro di debiti che le precedenti gestioni Messina-Laccoto hanno accumulato in 17 anni di mala gestione del Comune di Brolo – di fronte a questa massa sterminata di creditori e di milioni di euro di debiti, si metta fine una volta per tutte alle strumentali accuse volte ad insinuare che la mia amministrazione avrebbe dichiarato il dissesto, non per una reale ed obbligatoria constatazione della situazione debitoria dell’Ente, ma solo per la volontà politica di perseguitare gli ex amministratori”.

Così il sindaco Irene Ricciardello commenta la situazione emersa a seguito della ricognizione da parte dell’OSL alla scadenza dei termini del bando per la presentazione delle istanze di ammissione alla massa passiva. Sono state esattamente 299 le istanze presentate per un ammontare nominale di euro 15.763.908, 96.

Tale importo, specifica l’OSL non comprende i debiti verso l’erario e/o istituti previdenziali, ed i debiti fuori bilancio derivanti da contenzioso, la cui quantificazione è ancora in corso di accertamento. Ulteriori debiti che, soltanto per quanto riguarda quelli verso l’erario e istituti previdenziali, ammontano a poco meno di 3 milioni di euro circa (considerando che a tal riguardo l’Ente ha già ricevuto la notifica di cartelle esattoriali per relativi mancanti versamenti contribuitivi/previdenziali) con una cifra totale che, senza al momento considerare quelli derivanti da contenzioso e quelli che giungeranno fuori termine, sfiorerebbe appunto i 19 milioni di euro.

 

 

“Non ci riguarda la persecuzione giudiziaria – continua Irene Ricciardello –  sarà la magistratura (anche quella contabile) ad individuare i responsabili di questo scempio. Ma sinceramente fa molta amarezza constatare come ancora oggi l’ex sindaco Salvatore Messina, piuttosto che chiedere scusa per i propri errori e per gli eventuali reati commessi e risarcire l’ente di quanto illegittimamente percepito, continui invece a proporre ricorsi (prima al Tar, adesso al CGA) contro la delibera di dissesto, arrivando al punto di accusare, in tali ricorsi, ed in maniera alquanto diffamatoria, amministratori attuali, dirigenti comunali e revisore dei Conti , colpevolizzando gli stessi di aver artatamente, e solo a scopo politico, deliberato il dissesto dell’Ente. Il signor Messina arriva al punto di giudicare “numeri inconsistenti “quelli della delibera. Chissà se giudica inconsistenti anche questi 299 creditori? Creditori che, invece, sono gente reale, piccoli imprenditori, artigiani, imprese, aziende, molti di essi sono nostri concittadini,che hanno prestato la loro opera ed i loro servizi per il nostro Comune e di fatto sono stati ingannati, traditi da chi avrebbe dovuto rappresentare una sana ed onesta amministrazione pubblica. Mi auguro che si abbia almeno il buonsenso di chiedere scusa a Loro. Anche se non è con le scuse che si compra il pane per i propri figli… Ribadisco che l’obiettivo che ci siamo preposti è un ritorno alla normalità amministrativa che passa anche dal recupero di quanto sottratto illegalmente alla collettività, affinché l’Ente Comune torni ad essere esempio positivo di serietà, trasparenza e legalità e la nostra bellissima cittadina diventi un gioiello dei nebrodi e della costa tirrenica”.

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