STRISCE BLU A SANT’ANGELO: “LA FENICE” NON CI STA


Risveglio con le strisce blu per gli abitanti di Sant’Angelo di Brolo. L’amministrazione Comunale, infatti, ha deciso di far pagare alcuni parcheggi per “agevolare le attività produttive del tratto stradale, le quali dovrebbero trarre vantaggio dal rapido ricambio di vetture in sosta”. Il caso ha immediatamente provocato qualche polemica tra i pro e i contro di questa decisione. I più accaniti oppositori sembrano essere i componenti dell’Associazione “La Fenice” che esprimono le proprie perplessità in una lettera ai cittadini molto dettagliata che vi proponiamo di seguito integralmente.

Cari amici concittadini, in occasione dell’attivazione degli stalli di sosta a pagamento nella via Diaz del nostro paese, abbiamo ritenuto doveroso ed essenziale portare a vostra conoscenza la realtà dei fatti. L’Amministrazione ha giustificato l’installazione delle strisce blu presentandola come un intervento atto ad agevolare le attività produttive del tratto stradale, le quali dovrebbero trarre vantaggio dal rapido ricambio di vetture in sosta che si crede di ottenere fissando una determinata tariffa. Noi de La Fenice e, stando a quanto abbiamo avuto modo di appurare in quest’ultimo mese, gran parte dei cittadini santangiolesi, non siamo dello stesso avviso. A prescindere dal fatto che riteniamo le soste a pagamento funzionali soltanto in quei comuni laddove confluisce un numero considerevole di visitatori di altri paesi e non dove, come nel nostro caso specifico, A PAGARE SONO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE I RESIDENTI… vogliamo far luce sull’aspetto che, più di ogni altro, spiega la nostra contrarietà alle strisce blu: l’illegalità delle stesse. Convinti che questo sia solo un modo, nascosto dietro falsi buoni propositi, per incrementare i guadagni comunali, ci “limiteremo” a riportarvi qui di seguito gli articoli del codice della strada che dimostrano, inequivocabilmente, la veridicità della nostra tesi.

Il parcheggio (ART. 3, comma 1, n. 34)  è definito quale area o infrastruttura posta fuori della carreggiata destinata alla sosta regolamentata e non. L’ART. 3, comma 1, n. 7, del Codice della strada definisce la carreggiata quale parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli, composta da una o più corsie di marcia ed in genere pavimentata e delimitata da strisce di margine. L’ART. 4, comma 3, del C.d.S., stabilisce che “Le strisce longitudinali possono essere continue e discontinue, le continue, ad eccezione di quelle che delimitano le corsie di emergenza, indicano il limite invalicabile di una corsia di marcia o della carreggiata: le discontinue delimitano le corsie di marcia o la carreggiata’’.

Da queste affermazioni se ne deriva che, in caso di mancanza di strisce continue o discontinue, la carreggiata è da intendersi da bordo a bordo. ART.7, comma 6: le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e
comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico. In via Diaz, in virtù di quanto sopra,  le zone di sosta giacciono all’interno della carreggiata. ART.7, comma 7: i proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti agli enti proprietari della strada, sono destinati all’ installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento, e le somme eventualmente eccedenti ad interventi per migliorare la mobilità urbana. I proventi dei gratta e sosta (per la cui stampa sono stati già utilizzati migliaia di euro), nel nostro caso, siamo sicuri saranno utilizzati interamente ed esclusivamente per questi fini…..?? Ne dubitiamo fortemente. Fra l’altro, si vocifera che parte degli stessi verebbe destinata alle attività che diverranno punti vendita dei ticket… fosse così, teniamo a precisare, che non si tratta di un atto di generosità dell’Amministrazione, ma esclusivamente un’attuazione dell’art.7. Resta da capire la destinazione della restante parte.  ART.158, comma 1: La fermata e la sosta sono vietate: lettera
c: sui dossi (..) anche in loro prossimità; lettera f: nei centri abitati a meno di 5 m da un incrocio.

Lettera c: il dosso vi è, eccome, ed è sotto gli occhi di tutti. Dinanzi alla Ricevitoria Lotto n. 166 per l’esattezza. Lo stallo è adiacente allo stesso, che quasi ne diviene bordo. Verrà smantellato? E così facendo la garanzia di sicurezza per i pedoni, motivo per cui era stato posto, dove andrà a finire?? 

Lettera f: vi sono 5 m dall’incrocio di via Diaz con via Armando Saitta (strada fra Gioielleria Stancampiano e Chiesa S. Maria)? Vi sono 5 m dall’incrocio con i 2 bivi che conducono alla Via 3 Senatori  strada fra Muscarà Ceramiche e Market Passalacqua e strada fra Banca Unicredit e Ricevitoria)??  

In virtù del Regolamento di Attuazione del CdS: Le dimensioni degli stalli di sosta santangiolesi, per altro, non risultano essere a norma essendo previsto per legge un minimo di 4,75 x 2,10 m, misura che arriva ai 5 x 2,30 m nel caso di stallo riservato ai diversamente abili. In fatto di lunghezza abbondiamo (considerando le strisce superiamo i 5 metri), la larghezza dei nostri stalli è, però, inferiore di circa 10 cm.

Eppure gli stalli per la sosta  a pagamento, nonostante non siano state osservate le leggi sopra riportate, sono stati tracciati ugualmente. Siamo consapevoli che, qualora venissero applicate alla lettera le norme pocanzi citate, nessuna sosta in Via Diaz risulterebbe essere legale. Non diciamo di voler abolire gli stalli, ma addirittura pagarli… PROPRIO NO!! La nostra associazione ritiene che, al fine di evitare la sosta prolungata sul medesimo tratto stradale, sarebbe bastato un controllo continuo da parte degli agenti di Polizia Municipale, senza prescindere dal buon senso e dalla tolleranza, sulla corretta apposizione e osservazione dell’orario di inizio e di durata della sosta dei veicoli, magari mantenendo l’antica usanza di ‘’fischiare’’, caduta, improvvisamente, in disuso… A tal proposito è vero che il Codice in merito non ne pone l’obbligo, ma neppure lo vieta. A nostro modo di vedere, l’utilizzo del fischietto era, e dovrebbe continuare ad essere, un importante mezzo per richiamare l’attenzione del distratto e punire solo il reale trasgressore. In tempi di crisi e ristrettezza economica, l’ultima cosa di cui il nostro paese aveva bisogno era l’istituzione della TASSA SUL PARCHEGGIO.

La Fenice è, chiaramente, a favore del rispetto delle norme imposte dal Codice della Strada e dal Regolamento di attuazione dello stesso, purché tali leggi siano rispettate nella loro INTEREZZA da parte di TUTTI, e le infrazioni commesse non diventino oggetto di spietata caccia al guadagno, al contrario di quello che, stando ai fatti, siamo indotti a credere che avverrà. L’ASSOCIAZIONE, PUR NON CONDIVIDENDO L’OPERATO E LE SCELTE DELL’AMMINISTRAZIONE IN TERMINI DI VIABILITÀ, ESPRIME SOLIDARIETÀ AL COMANDO DI POLIZIA MUNICIPALE, CUI È STATO INDIRIZZATO IL VILE ATTO INTIMIDATORIO DEL 28 DICEMBRE SCORSO.

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