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Viagrande, lei ha 85 anni lui 47 ”Ci sposiamo”

Viagrande – Lei, lui e… gli altri. Potrebbe essere il titolo di una storia (a lieto fine?) che inizia, ufficialmente, con la richiesta dei primi due di regolari pubblicazioni di matrimonio, affisse all’albo pretorio on–line del Comune proprio ieri mattina, ed è contornata da una serie di denunce e di esposti ai carabinieri e al tribunale, degli “altri”, i parenti più stretti della “Lei” fra cui anche una sorella settantatreenne.
“Lei” è una ottantacinquenne vedova e senza figli che vive in un confortevole appartamento condominiale della centrale via Garibaldi, gode di una pensione mensile di mille euro ed è proprietaria dell’appartamento dal valore di circa 300mila euro. “Lui”, nativo di Catania, risiede a Tremestieri Etneo, ha 47 anni (38 meno di lei) e secondo quanto denunciato dai parenti della donna che si oppongono al matrimonio, é “nullafacente, nullatenente e sconosciuto a tutti loro”.
Viagrande, 13 km da Catania, nonostante gli ottomilacinquecento abitanti, resta un paese a misura d’uomo, dove tutti sanno tutto. La storia dei novelli Giulietta e Romeo si è diffusa in un baleno e in paese non si parla d’altro. Fatale alla coppia sarebbe stata la riparazione della serratura della porta d’ingresso dell’appartamento della donna.
“Lui” non solo l’ha sistemata, ma avrebbe schiuso anche il cuore (ancora giovane e palpitante) della donna facendole chiudere qualsiasi tipo di rapporto con i parenti costretti dalla donna anche a consegnare il bancomat che gestivano per suo conto da tempo.
Un colpo di fulmine quindi, tanto che lei avrebbe detto ai funzionari dei servizi sociali che la seguono e al dirigente che ha ricevuto personalmente la richiesta di pubblicazione di matrimonio «ni vulemu beni e mi vogghiu sposare subito».
Il fatidico giorno potrebbe essere il prossimo 11 ottobre e nulla può fare il sindaco Francesco Leonardi, al quale i parenti della signora si sono rivolti per impedire le pubblicazioni e il matrimonio e i carabinieri, che hanno ricevuto una dettagliata denunzia dei fatti. Per loro l’ultima speranza resta il tribunale se accoglierà la richiesta di interdizione inoltrata con procedura d’urgenza dal legale dei parenti.

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