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Merì a punteggio pieno. Ruggeri “Il nostro un gruppo consolidato”

Merì – Dopo un anno da imprevedibile outsider nel torneo di Promozione, è ripartito bene il Merì, che dopo due giornate staziona in testa alla classifica. Unica squadra a punteggio pieno, ha segnato le reti decisive con Lucio Ruggeri, esterno d’attacco e calciatore meriense ormai da tre stagioni. Proprio lui, in questa intervista, ci parla delle due partite giocate e del campionato ancora tutto da scoprire.

Lucio, il Merì è l’unica squadra a punteggio pieno nel girone B di promozione siciliana. Te l’aspettavi?

Sinceramente no, perché sapevamo di dover affrontare due realtà importanti,anche se per due ragioni differenti, come Acquedolcese e Città di Messina.Eravamo preparati a due scontri difficilissimi, che potevamo anche perdere, ma anche la fortuna ha guardato nella nostra direzione.

Siete partiti con una vittoria in trasferta, mentre domenica vinto in casa. Quale valore in più avete dimostrato nelle due gare?

Come detto la fortuna ci ha dato una mano, visto il valore di chi incontravamo. Siamo però stati bravi a crederci fino in fondo ed a concretizzare il risultato, grazie ad un buon lavoro che il mister porta avanti di settimana in settimana.

Finora hai segnato tu i gol decisivi. Stai attraversando un buon momento di forma?

Penso di star bene. Purtroppo ho dovuto cominciare la preparazione un po’ in ritardo per dei problemi fisici, ma grazie al lavoro differenziato messo a punto dal mister ho raggiunto presto una condizione ottimale. Sono felice per le due reti decisivi, dovuti anche ad un pizzico di fortuna.

Tornando alle avversarie affrontate, l’Acquedolcese ha esonerato mister Marguglio dopo la vostra vittoria al “Micale”. Come hai visto gli avversari bianco verdi?

Ho visto una squadra ben organizzata, costituita di ottimi elementi come Geraci ed altri. Abbiamo vinto la gara perché penso che alla fine i tre punti siano spesso frutto di una prestazione di gruppo, che noi abbiamo messo in campo meglio dell’Acquedolcese. Nel complesso entrambi gli undici hanno giocato a viso aperto, anche se con pochi tiri in porta. A centrocampo, ad onor del vero, abbiamo un po’ sofferto, vista una loro maggiore facilità di manovra, complice il forte under Di Pietro. In difesa, invece, credo abbiano dimostrato di avere qualche piccola lacuna, sfruttata da noi specialmente sulle fasce.  Ciò non toglie che la squadra, adesso reduce da una vittoria esterna, possa dire la propria, forse anche nella lotta per i playoff.

Altra avversaria è stata il Città di Messina, che avete battuto a cinque minuti dalla fine. E’ stata dura?

Abbiamo fronteggiato un Città ben quadrato, che a mio avviso poggia il proprio equilibrio sull’intesa di ragazzi che giocano insieme da tempo. Un gruppo forte come lo è il nostro, che si consolida fin dalla vittoria del campionato di Prima Categoria. Alla fine l’abbiamo spuntata grazie ad un calcio di rigore, contro una squadra che può stare sulla metà classifica. Vedo solo una leggera mancanza di esperienza nella rosa giovane che è venuta fuori dalla passata retrocessione e che domenica poteva dimostrarsi più aggressiva. La classifica non sorride ancora loro perché al primo turno hanno trovato l’ottima Santangiolese e poi noi, che abbiamo altrettanto grandi motivazioni.

Il Merì viene fuori da un’estate di incertezza societaria, ma alla fine mister Cataldi ed il gruppo storico sono rimasti al proprio posto. E’ la continuità il vostro punto di forza?

Il Merì vive di un gruppo che ha già qualche anno di affiatamento alle spalle. Un gruppo formato da amici, giocatori che non hanno necessità di grossi rimborsi spese o altri imput. Quest’anno ritrovo Cristian Pandolfo e Gabriele Serraino, miei compagni all’Igea Virtus, pedine che possono darci una mano, anche se abbiamo dovuto salutare l’ottimo Davide Quattrocchi, ceduto alla stessa società barcellonese.  Viviamo un po’ alla giornata, lavorando bene in settimana grazie a Michele Cataldi, che sa tenere le fila di questo disegno tecnico. Come dicevi non è mancata l’incertezza societaria, risolta poi grazie al dottore Borghese. Senza di lui sarebbe finito il calcio a Merì, ma è positivo che ci sia questa voglia di andare avanti. Mi dispiace per i fratelli Venuto, che sono andati via dopo ottimi risultati, ma il calcio è anche questo. La squadra resta.

In chiusura ti chiedo qualche pronostico sull’andamento del campionato: battistrada, rivelazioni e la posizione che pensi possa occupare la tua squadra.   

La scorsa stagione ci insegna l’imprevedibilità di risultati, dovuta anche ad una larga somiglianza dei valori condivisa tra le più. Lo scorso anno abbiamo perso contro squadre poi retrocesse e vinto contro la capolista. Quindi, per noi, voglio pensar bene, immaginando che si possano raggiungere i playoff. Poi credo che il Sant’Agata possa fare da battistrada, mentre quanto alle sorprese, sulla lunga distanza, indico le due squadre che abbiamo già affrontato.

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