Basilio Ridolfo

PD Messina commissariato: Ridolfo si dimette

Messina – Un vero e proprio caos quello in cui si trova il Partito Democratico Messinese, fino a ieri guidato dal Segretario Basilio Ridolfo, esponente di punta del partito e sindaco di Ficarra da ben due legislature.

Da ieri, però dopo le dimissioni di Ridolfo, dalla carica di Segretario Provinciale, il segretario regionale del Partito Democratico Fausto Raciti, ha disposto il commissariamento dell’Unione provinciale di Messina. Ad assumere le funzioni di Segretario, in mancanza di Ridolfo, è lo stesso Raciti. Non è un fulmine a ciel sereno la decisione irremovibile dell’ormai ex Segretario Provinciale, bensì una lunga riflessione, una scelta maturata sulla base di valutazioni, idee e delusioni.

E così, Ridolfo affida le sue ragioni a una lunga missiva, indirizzata proprio a Fausto Raciti, una lettera in cui è racchiuso il perchè di una scelta e l’interruzione di un mandato:

Coerentemente al mandato da te ricevuto a Messina in data 01/03/2015 ho tentato di trovare una soluzione che potesse finalmente mettere il PD nelle condizioni di svolgere un ruolo politico di primo piano nell’ambito della Provincia di Messina – scrive Basilio Ridolfo – Come ricorderai, la riunione del 1° marzo u.s. si concluse con l’impegno da parte mia di sottoporre ai componenti dei coordinamenti provinciale e cittadino del PD una proposta politica. lmpegno da me assolto appena venti giorni dopo con la presentazione, nel contesto di una riunione tenutasi appunto il 30 marzo u.s., di una relazione e di un cronoprogramma delle attività da svolgere per raggiungere il duplice obiettivo di dare un’organizzazione al partito e di intraprendere una serie di iniziative politiche che dessero il chiaro messaggio di un partito presente nel contesto provinciale.

Da allora però una serie di eventi quali le elezioni amministrative di maggio/giugno u.s., la vicenda del governo regionale, ecc., hanno impedito che quanto stabilito nel corso della riunione del 20 marzo potesse prendere corpo, con il risultato che ai miei annunci (manifestati sempre e solo dopo averli concordati all’interno del PD e con il Regionale), non sono seguiti i fatti e a farne le spese sono rimasto solo io, diventando bersaglio di critiche politiche non sempre costruttive ed edificanti – così afferma amaramente Ridolfo –  Oggi registro, in modo definitivo, che il quadro politico che ha comportato la mia elezione a segretario provinciale del PD non esiste più e che talune componenti considerano che la migliore prospettiva per il partito possa essere la nomina di commissario. Pertanto, più o meno serenamente, dovrei prendere atto che non vi sono ipresupposti per affrontare un’assemblea provinciale e proporre un percorso che – passando da una fase congressuale straordinaria – sia in grado di rilanciare l’azione politica del partito, come ti avevo preannunziato. Del resto io, essendo stato eletto alla carica di segretario provinciale in maniera unitaria e volendo – per evidenti ragioni di correttezza e di coerenza – rimanere fedele fino in fondo a tale mandato, non vorrei rappresentare un partito diviso. Non si tratta di volersi trincerare dietro un’arida posizione di principio, bensì di voler affermare comportamenti e valori – magari non più attuali nell’odierno quadro politico, ma per me non negoziabili – quali la serietà ed il rigore nel mantenere gli impegni originari di garanzia e di equilibrio tra le varie componenti. Tuttavia non posso non esternarti, con amarezza, che per rimanere fedele ad un impegno richiesto dapprima da tutte le componenti del PD (durante l’elezione a segretario provinciale del PD dell’ottobre del 2013), poi – in ben due occasioni (nel settembre del 2014 e nel marzo del 2015) – dal Regionale, ho collezionato durante questo breve periodo una serie di “brutte figure” che hanno finito per ledere la mia reputazione di persona in genere attiva ed apprezzata, sia come amministratore che come professionista, costruita con lunghi annidi sacrifici e di lavoro”.

E così Ridolfo continua ad argomentare la sua scelta:

Anche per tale ragione in questo momento, prima di ogni possibile valutazione di carattere politico, sento l’esigenza di dover dare spazio a riflessioni di altra natura e, soprattutto, alla dimensione umana che spesso la politica – anche con comportamenti sleali – trascura e sacrifica sull’altare delle convenienze spicciole e transitorie. Non avrebbe, infatti, alcun senso insistere in un percorso irto di ostacoli (dove la componente organizzazione ha sempre pesato di più rispetto alla proposta politica), sviluppato spesso in forma solitaria (attesa l’assenza di organismi) e contrassegnato dall’attesa di risposte che tardano ad arrivare e di appuntamenti annunciati e mai posti in essere. Circostanze queste non dipendenti dalla mia persona e che, pertanto, rimangono ancora oggi in tutta la loro dimensione. Occorre, allora, prendere consapevolezza che il confine tra un comportamento generoso, leale e corretto verso il PD (quello che credo di aver fin qui assunto) e l’atteggiamento di chi sembra voler resistere in una posizione che non si vuole abbandonare è ormai prossimo ed io, francamente, non voglio che la mia condotta possa generare fraintendimenti di sorta, artatamente alimentati, tendenti a trasformare un comportamento di limpidezza cristallina in un arroccarsi presuntuoso, avendo solo la preoccupazione di lasciare la nave-Partito a missione compiuta, cioè avendola portata dopo un periodo di gestione “normale” in un porto sicuro. Per le considerazioni che precedono, ti comunico quindi la mia decisione di rassegnare le dimissioni dal ruolo di segretario provinciale del PD di Messina. lntendo per il momento piivilegiare l’impegno politico in ruoli di amministrazione concreta che possono portare, in via indiretta, consensi al PD e restare ai margini di un confronto all’interno del partito che giudico per il momento improduttivo ed il cui unico risuitato è il continuo logoramento della mia persona. 

Lasciando l’incarico – conclude serenamente il Sindaco di Ficarra –  posso affermare di averlo assolto al massimo delle mie possibilità e capacità e di aver agito con correttezza ed in perfetta aderenza al mandato conferitomi, e sottolineo – senza timore di essere smentito – che nonostante i ripetuti tentativi non si sono mai verificate le condizioni per mettere in pratica le linee programmatiche che hanno costituito la base sulla quale siè registrata la mia elezione a segretario provinciale e che potevano rappresentare, ovviamente integrate con il contributo di tutti, le fondamenta di una serie di iniziative politiche che avrebbero dato corpo e sostanza all’azione del PD. Chiaramente errori ne ho commessi. lronia della sorte: proprio la pervicace convinzione di tenere fede all’impegno originario di essere il segretario di un partito unito è risultato il principale limite, insieme ad un atteggiamento esageratamente disponibile.

Nell’accomiatarmi mi sia consentito di ringraziare quanti mi hanno onorato con la loro persistente fiducia ma anche coloro che hanno deciso – in ultimo – di avviarsi verso altre direzioni.

Ai primi chiedo scusa consapevole della delusione che provoca loro questa mia decisione, ai secondi formulo i migliori auguri affinché riescano nel loro intento di migliorare le condizioni del PD messinese.

Infine, esprimendo a te e ad Antonio Rubino la mia personale gratitudine e confermando con ancora maggiore convinzione la mia adesione al PD, ti invio un affettuoso saluto”. 

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