UN VIAGGIO ALL’INTERNO DELLA TMR: FORNIRA’ IL BIKE SHARING ORLANDINO


Mercoledì  11 Gennaio, ore 14:30. Dopo che la redazione di 98zero aveva ricevuto una richiesta d’incontro nella settimana precedente, da parte della ditta TMR, avendo con cura seguito l’argomento,  mi dirigo verso la loro sede sita in C. da Cuccubello nella cittadina di Sant’Agata di Militello. E’ una giornata soleggiata, al contrario dei giorni antecedenti dove il suono scrosciante e imperioso della pioggia  era padrone delle ventiquattrore. Alle ore 15,00 arrivo puntuale , curioso e trepidante di scoprire questa realtà aziendale che si aggiudicò nel Maggio 2011 il bando di gara per un progetto innovatore ed utile quanto in ritardo rispetto ad altri Stati Europei che utilizzano questo “mode de vivre” da parecchi anni. Rimango meravigliato già dopo aver socchiuso la porta, scorgendo con la coda dell’occhio, mentre vengo accolto con estrema affabilità, l’intera e famosa frase di Steve Jobs dipinta sulla parete. Mi viene fatta visitare l’azienda, un luogo dai colori solari, dalle grandi vetrate per filtrare la luce e molto curata con eleganza nei particolari. Ciò che mi stupisce è la giovane età di tutti i componenti dello staff, ingegneri , esperti in comunicazione e marketing, informatici tutti sorprendentemente giovani , neolaureati o professionisti ad inizio carriera, segue con brillantezza l’assioma enunciato e ormai famoso del compianto S.Jobs.

Incontro l’amministratore, il signor Tindaro Terranova (nella foto di seguito) e subito con operosità cominciamo a dialogare serenamente sull’azienda e sullo stato del progetto e dei lavori. Mi spiega subito che la T.M.R. nasce nel 2001 come azienda informatica che si occupa di produrre e sviluppare software ed hardware e che la stessa ha avuto il suo vero “boom” nel 2007, dopo investimenti nel campo fotovoltaico con un sistema di telecontrollo e gestione unico nell’Italia meridionale, e con un conseguente aumento del fatturato annuo, passato dai duecentomila euro del 2009 al milione di euro del 2010. Un piccolo sfogo mi viene espresso riguardo le differenze tra il Nord ed il Sud con riferimento alle loro esperienze riguardo la differenza per quanto riguarda i diversi modi di operare. Il discorso prosegue subito con l’argomento chiave,  il Bike Sharing. Subito esprime la sua estrema soddisfazione per  il punteggio e la posizione che il Comune di Capo d’Orlando ha ottenuto , la seconda posizione alla corte dell’ex Ministro Stefania Prestigiacomo, precisando che il nostro Comune si è piazzato al podio tra le centinaia di richieste pervenute non tanto per il progetto, quanto per la naturale indole a prestarsi ed integrarsi pienamente all’interno di un servizio di bike sharing per la sua natura pianeggiante, la sua costa ed ogni altra bellezza naturale. Rimembra la compianta figura dell’assessore Antonio Librizzi, uomo al quale l’opera è dedicata, elogiandone le qualità e configurandolo come una delle persone più brillanti da lui conosciute in tutt’Italia.

Non dimentica però il gravoso compito a cui la T.M.R. è chiamata di concerto con l’Amministrazione, conseguenza di questo positivo piazzamento, per la buona riuscita del piano che dovrà esser  fiore all’occhiello per ogni Comune d’Italia. Domando il perché alla gara di appalto ha partecipato come unica azienda la T.M.R. e non altre, tra le quali l’azienda Leader in Italia di Bicincittà. Mi è stato risposto che Bicincittà in realtà ha scritto all’amministrazione, definendo non vantaggioso il bando di gara e quindi il loro rifiuto a parteciparvi. Alla mia domanda sullo stato di informatizzazione del sistema, ergo il suo livello tecnologico, mi spiega il grado di innovazione e la composizione strutturale Infatti.  le pensiline delle cinque stazioni saranno fatte con un tipo di pannello solare denominato in gergo “vetro-vetro” una tecnologia più avanzata e decorosa per l’arredo urbano rispetto alla classica lastra fotovoltaica; queste pensiline quindi produrranno energia che confluirà nella colonnina per la ricarica e conseguentemente alimenterà la biciclette. La conseguenza positiva , oltre ad un livello alto di eco-sostenibilità è che la produzione totale si aggirerà in torno ai 15kw , e che l’energia in esubero rimarrà al Comune che potrà cederla all’Enel al fronte ovviamente di un’entrata monetaria.

 

Sarà possibile inoltre monitorare costantemente la situazione delle stazioni per ogni utente  tramite un portale dedicato su internet, iphone  o android. Per quanto riguarda le biciclette, il responsabile ci ha indicato che esse sono costituite di una lega leggera, che può sopportare il peso massimo di 90 kg, le gomme saranno simili a quelle di una mountain bike, il loro raggio di percorrenza a carica piena è di 70 km ed il costo di ogni bici a pedalata assistita è di 1700 Euro. Oltre alla bici a pedalata assistita però la T.M.R. ha ritenuto convenevole  dotare il sistema di normali bici e di alcune bici più piccole per i bambini. Il parco mezzi sarà quindi di circa 46 bici ( a dispetto delle 25 previste dal capitolato)  di cui 5 tenute in custodia per un eventuale ricambio in caso di guasti  o malfunzionamenti.

Tutto il sistema è inoltre totalmente personalizzabile, e vi sono alcuni spazi per eventuali sponsor ( la cui precedenza sarà data ai locali e aziende Orlandine ) il cui ricavato andrà come da Capitolato alla T.M.R. Domando allora come intendono risolvere il problema sui possibili furti ed il meccanismo adottato per evitarli, onde evitare quello che si è verificato nella Capitale d’Italia. Mi si risponde che sarà utilizzato un sistema di aggancio proveniente dalla ditta che ha subito meno furti in Italia e che a ciò viene aggiunta una tecnologia a raggio laser ed un sistema di monitoraggio a distanza tramite telecamere e sistemi informatizzati. Definita la tecnologia acquisita e i sistemi utilizzati, rimangono aperte due questioni inerenti il tipo di comunicazione  e la pista ciclabile. Riguardo la comunicazione, la T.M.R. farà ovviamente fede agli impegni del capitolato speciale, sono infatti già stabiliti i due canali d’informazione. Uno istituzionale tramite incontri con la cittadinanza, conferenza stampa, totem informativi e depliant; l’altro educativo con incontri nelle scuole alla presenza di personalità rilevanti nel campo della sicurezza stradale, lo sport e la mobilità sostenibile.

Non solo formazione  e comunicazione,  ma sarà possibile anche l’inverso e cioè comunicare e suggerire proposte e consigli tramite i canali di Facebook, Mail ed un numero dedicato. Sulla pista ciclabile invece , poniamo subito alcuni interrogativi. Il disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici recita: “PISTA CICLABILE: E’ prevista la realizzazione di una pista ciclabile di lunghezza pari a circa 2,5 km, con segnaletica orizzontale, verticale e l’installazione di catarifrangenti per delimitarla, da piazza Caracciolo a villa Bagnoli e il rifacimento della pista ciclabile da via Cordovena a Torrente Forno. Sulla pista è previsto inoltre, un punto di controllo con web Cam. La pista ciclabile deve avere una larghezza minima di 1,50 m. La dimensione esatta verrà valutata in fase di realizzazione tenendo in considerazione anche la larghezza della carreggiata, la quantità di traffico veicolare e i sensi di marcia possibili. Bisogna inoltre prevedere della segnaletica orizzontale e verticale, con particolare attenzione lungo degli eventuali attraversamenti. In particolare il tutto dovrà  essere conforme al decreto ministeriale 30 Novembre 1999, n. 557 e successive modifiche”.

La risposta che ci perviene è che la pista ciclabile sarà realizzata con segnaletica verticale e orizzontale ed i catarifrangenti delimitatori e che il rifacimento della pista nella zona del lungomare tra via Cordovena e Torrente Forno sarà adeguato allo stesso modo. Ciò significa che da Piazza Caracciolo a Villa Bagnoli, l’attuale carreggiata si restringerà ancor di più, e sarà impossibile evitare il senso unico, salvo un sistema di parcheggi diverso che elimini la possibilità di parcheggiare lungo la litoranea di San Gregorio. Ancor peggio è la descrizione fatta dall’Amministrazione che va contra legem , infatti rimandando all’articolo ministeriale 30 Novembre 1999 n.557 si legge all’art.4 Comma 3 b: “Per la progettazione degli itinerari ciclabili devono essere tenuti inoltre presenti, in particolare, i seguenti elementi:  nella segnaletica stradale: oltre ai tradizionali cartelli (segnaletica verticale), le strisce (segnaletica orizzontale) e gli impianti semaforici, le indicazioni degli attraversamenti ciclabili, le colonnine luminose alle testate degli elementi spartitraffico fisicamente invalicabili, i delineatori di corsia, ecc.;”

Questa inosservanza attuale e futura la consegniamo alla nostra classe dirigente. Concludiamo quindi la nostra intervista con un accenno sul futuro del Bike Sharing ed il percorso che ne seguirà secondo Tindaro Terranova Amministratore della T.M.R. L’amministratore è molto chiaro, la buona riuscita non spetta esclusivamente alla T.M.R. o all’Amministrazione ma dipende dalla Popolazione stessa. In Italia non siamo abituati al sistema di Sharing, di condivisione, paragonando il nostro Stato all’Inghilterra all’Irlanda o alla Spagna siamo anni luce indietro. Manca un’impostazione CULTURALE che sta emergendo in Italia, ma che ancor oggi fa fatica. Ovviamente l’utilità del servizio è innegabile sia dal punto di vista economico che sociale ed ambientale, unica nota stonata è la batteria, vero e singolo elemento inquinante del progetto, ma indispensabile. E’ una sfida culturale, Italiana e non circoscritta al territorio di Capo d’Orlando o alla Sicilia.  La condivisione, l’utilizzo di mezzi di mobilità sostenibile ancor più che una comodità è innegabilmente un “modo di essere” che fa parte della persona. Gli auspici sono dei migliori, soprattutto nel periodo Estivo dove  oltre ai cittadini Orlandini i Turisti si avvantaggeranno sicuramente del servizio usufruendone e rimanendone contenti. In un futuro anteriore, invece si può immaginare e pensare  ad un utilizzo per mezzi a quattro ruote… Mi congedo con estremo piacere per l’accoglienza ricevuta  e consapevole di aver scoperto un’isola felice in un arcipelago di aziende presenti nel territorio.

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