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Società sportive, lavori, spese inesistenti. Tutti i dettagli della conclusione indagine

Brolo – Salvatore Messina “capo”, Carmelo Arasi “organizzatore”, Antonella Campo, Santa Caranna e Giuseppina Di Leo “partecipi” dell’associazione nata per commettere “delitti di falso truffa e peculati”. Questo il principale quadro emerso all’atto di conclusione delle indagini sui mutui fantasma al Comune di Brolo. Tra i soggetti colpiti dall’avviso di garanzia anche un nome nuovo ed è quello del deputato regionale Giuseppe Laccoto. L’ex Sindaco e assessore è accusato, in qualità di componente della giunta guidata al tempo da Salvo Messina, in concorso con Giovanna Princiotta (responsabile dell’istruttoria), l’intera giunta, Carmela Caliò (ai tempi segretario comunale) e Costantino Maniaci (quale vincitore di concorso) di aver approvato la delibera n. 159 del 12 novembre 2009 senza che fosse stato approvato l’avviso di selezione da adottare con provvedimento del Segretario Comunale e da pubblicare all’albo pretorio del Comune, senza che fosse stata nominata la Commissione esaminatrice e fosse stata esperita idonea procedura di valutazione, procurando, sempre secondo l’accusa, un ingiustificato vantaggio a Costantino maniaci relativo al passaggio dell’inquadramento dalla categoria C5 alla categoria D1, con conseguente miglioramento del trattamento economico.

Sono le associazioni sportive operanti nel territorio comunale di Brolo ad essere state passate al setaccio dagli inquirenti e dove emergono i maggiori movimenti di denaro mai approvato dalla Giunta Municipale come invece previsto. Il caso forse più eclatante è quello che riguarda la “palestra Lair Sport ass. sportiva dilettantistica”. Sino al settembre del 2012 era Salvo Messina il legale rappresentante sostituito dalla suocera, Elena Rosa Lo Vercio dal giugno del 2012. Secondo gli inquirenti Carmelo Arasi e Salvo Messina avrebbero, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso e in tempi diversi emanato ben 44 mandati di pagamento dal 2009 al 2013 attestando falsamente spese mai autorizzate dall’Ente in favore della Lair Sport per un importo complessivo di ben 635.400,00€.

Anche il vice sindaco ed assessore al bilancio dell’epoca Carmelo Gentile è stato colpito da avviso di garanzia. Gli viene contestata l’appropriazione indebita, in concorso con Carmelo Arasi, della somma complessiva di 26.437,4€ come rimborso e indennità di carica mai autorizzate dall’ente. E’ di 48.000,00 € invece la somma che secondo gli inquirenti è stata incassata dalla Volley Mar Tirreno negli anni 2012 e 2013. Queste somme, si legge nel dispositivo, venivano occultate in bilancio quali “spese urgenti, indifferibili e non frazionabili”, “competenza versamento tassa igiene”. Per tale reato è stata colpita da avviso di garanzia insieme a Carmelo Arasi e Salvatore Messina anche la moglie di quest’ultimo e legale rappresentante della società sportiva Enza Rifici.

Nel vortice dell’inchiesta anche l’ASD Tiger Brolo. Secondo l’accusa, infatti, in concorso Carmelo Arasi, Giovanni Scaffidi Mangialardo e Antonino Masi, questi ultimi in qualità di presidenti della Tiger Brolo, avrebbero incassato ben 122.100,00 € dal 2009 al 2013 nonostante la disposizione di un contributo ordinario di 10mila euro annui, con il solito stratagemma di occultamento di tali somme sotto le voci “spese urgenti, indifferibili e non frazionabili”, “competenza versamento tassa igiene”.

Stesso sistema è stato utilizzato per l’incasso di quasi 8.000,00€ a favore dell’associazione tennistica dilettantistica Circolo Tennis di Brolo, con l’esibizione presso la tesoreria di falsi mandati di pagamento a favore di Antonino Giuffrè rappresentante legale della società sportiva. 25.500,00 € invece sono stati incassati, sempre con l’occultamento delle somme sotto la voce “spese urgenti, indifferibili e non frazionabili”, “competenza versamento tassa igiene” da Vittorio Astone, rappresentante legale dell’Associazione polisportiva dilettantistica Futura dal 2011 al 2013. Secondo l’accusa tutte queste somme non sono mai state autorizzate dall’Ente perché mancavano i pareri competenti. Pare infatti che tutto questo circolare di denaro veniva deciso dal “capo” Salvo Messina e dall’organizzatore Carmelo Arasi come, ad esempio, quella che sembra essere stata definita la truffa più importante scoperta dagli inquirenti.

In concorso tra loro Salvatore Messina, Carmelo Arasi, Costantino Maniaci, Mario Messina e Santa Caranna con “artefici e raggiri” hanno presentato alla Cassa Deposito e Prestiti richiesta di prestito di scopo ordinario per l’importo di 1.700.000,00 € per la realizzazione di un palazzetto dello sport Polivalente allegando una delibera di giunta falsa perché alterata da Maniaci e Arasi nella parte in cui venivano stabilite le modalità di finanziamento dell’opera, attestazioni false circa la capacità a contrarre debiti da parte dell’ente e della privazione in bilancio di tale addebitamento a firma di Arasi con relative approvazioni di bilancio di previsione 2o11 e attestazioni false circa lo stato di avanzamento dei lavori. Questo, secondo l’accusa, ha indotto in errore i funzionari della Cassa Deposito e Prestiti che stipulavano un contratto di prestito con l’ente credendo che i lavori fossero già avanzati e procedevano così con l’erogazione degli accrediti. Sempre per la stessa vicenda Costantino Maniaci viene accusato di aver modificato la delibera di giunta originale del 3 ottobre 2011 n. 14′ omettendo a pag. 2 il punto in premessa in cui si specificava che era prevista una parziale copertura delle spese per l’opera con un finanziamento dell’Assessorato Regionale di 1.200.000,00€ e sostituendo a pag. 3 la lettera d) che originariamente spiegava come il Comune avrebbe coperto le spese grazie al contributo della Regione ma sostituita con la dicitura che “l’ente potrà far fronte alla spesa necessaria accendendo un mutuo con la cassa deposito e prestiti o con altri istituti bancari preposti”. Santa Caranna, quale responsabile del procedimento del mutuo, è inoltre accusata di aver attestato falsamente con determina del 16 dicembre 2011 che il bilancio di esercizio 2011 era stato approvato con delibera consiliare n. 23 del 21 marzo 2011 e dove vi era l’impegno di richiedere un mutuo di 1.700.000,00€ per la realizzazione del palazzetto dello sport, quando invece era stato approvato con delibera n. 13 del 7 giugno e non vi era alcuna previsione di tale prestito.

Ma c’è anche il mutuo per i lavori di miglioramento sismico dell’edificio 1 della scuola elementare Centro di Via Roma al centro dell’indagine. In questo caso Salvatore Messina, Mario Messina e Carmelo Arasi sono accusati di aver richiesto un finanziamento alla cassa deposito e prestiti di ben 918.750,00€ allegando la delibera di giunta n. 179 del 23 dicembre 2010 falsa perché in essa venivano omesse le disposizioni circa le modalità di finanziamento dei lavori, attestazioni circa la capacità a contrarre debiti da parte dell’ente e della previsione in bilancio di contrarre tale debito ma anche attestazioni false circa lo stato di avanzamento dei lavori e nel redigere attestazioni inerente i beni culturali per ottenere un mutuo di importo superiore rispetto a quanto deliberato in giunta.

Coloro che vengono definiti dagli inquirenti come “capo” e “organizzatore” sono accusati anche di aver presentato attestazioni false circa l’approvazione del bilancio di esercizio 2011 riportante la previsione di un prestito per la realizzazione dei lavori in contrada Sirò procurandosi un ingiusto vantaggio economico consistente nella disponibilità di 583.530,00€. Sempre Salvo Messina e Carmelo Arasi vengono accusati di aver indotto in errore la cassa deposito e prestiti per una attestazione di avamento dei lavori per un contributo riguardante la realizzazione di n. 8 alloggi popolari in contrada Piana del Comune di Brolo per un importo complessivo di 631.849,4€, lavori in realtà mai iniziati come il palazzetto dello sport o l’adeguamento sismico della scuola elementare. Stesso copione per i lavori di completamento del metanodotto per un importo complessivo di 330.874,00€.

Arasi Carmelo viene accusato anche di aver esibito presso la tesoreria dei mandati falsi di pagamento, a sua firma, attestanti spese mai autorizzate e si è appropriato della somma complessiva di 629.804,00€. Con lo stesso sistema sarebbero stati accreditati su conti correnti personali ben 267.407,28€ a Santa Caranna, 78.951,4€ a Antonella Campo, 10.957,82€ a Francesca Mondello, 38.580,00€ a Giuseppina Di Leo, 7.416,27€ a Rosa Castrovinci.

La figlia di Carmelo Arasi, Rossella, è accusata di ave incassato, con la complicità del padre, 96.998,1€ attestando spese mai autorizzate dall’ente.

Sono ancora numerosi i capi di imputazione per gli indagati come ad esempio quello che riguarda Carmelo Arasi e Giuseppino Di Leo per l’appropriazione di 180.392,73€ dal 2011 al 2013.

Ma c’è ancora dell’altro. Carmelo Arasi è accusato di aver attestato falsamente che alla data del 21 dicembre 2011 non esistevano debiti fuori bilancio, circostanza non rispondente al vero posto che risultavano numerosi provvedimenti esecutivi a danno del Comune di Brolo. La dichiarazione era stata redatta in risposta alla richiesta formulata dal revisore dei conti dottoressa Tiziana Vinci.

Per concludere gli avvisi di garanzia riguardanti gli ex componenti della Giunta Giuseppe Laccoto, Giuseppe Letizia, Maria Ricciardello e Vincenzo Di Luca rigurdano esclusivamente l’approvazione di atti concorsuali relativi alla progressione verticale di dipendenti comunali.

Carmelo Arasi è inoltre indagato per evasione d’imposta per gli anni 2011, 2012 e per non aver presentato dichiarazione dei redditi nel 2013.

 

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