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Crocetta: «Dimissioni? Prima le riforme»

PALERMO. Rosario Crocetta torna a Palazzo d’Orléans e riprende l’attività di governo. Convoca pure una riunione di giunta per oggi a mezzogiorno e al termine di una lunga giornata di lavoro detta la sua linea: «Trovo più corretto discutere con l’Ars – dice – e non con chi da Roma vorrebbe farmi fuori, dei percorsi che consentano e possano prevedere pure la fine concordata della legislatura, tenendo conto che oggi ci sono atti fondamentali da approvare necessari per evitare che la Sicilia faccia la fine della Grecia».

E dopo aver discusso col presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, programma il suo intervento in Aula giovedì a mezzogiorno, segno che la trattativa coi partiti prosegue. Arriva così una svolta dopo l’ennesima giornata convulsa che rischiava di finire con un nulla di fatto. Dopo la presa di posizione del presidente della Regione sul fatto che non si sarebbe dimesso per non darla vinta «a chi voleva ammazzarlo» o portare a termine «un golpe», arriva il colpo di scena.

In serata l’annuncio del presidente della Regione che apre a nuovi scenari. Prima concorda col presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, di intervenire in Aula giovedì a mezzogiorno. Poi lancia un chiaro messaggio sulla situazione politica: «Non posso dimettermi in presenza di un’accusa falsa ormai conclamata. Non ci sono neanche intercettazioni ambientali, non c’è niente. Trovo più corretto – prosegue il presidente della Regione – discutere con l’Ars e non con chi da Roma vorrebbe farmi fuori».

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