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Sulle tracce de “Il Gattopardo” a Ficarra

Ficarra –  Fino al prossimo 20 agosto, Ficarra ospita “Il Gattopardo dietro le quinte”la più grande mostra iconografica ad oggi allestita sul capolavoro cinematografico di Luchino Visconti.

Un evento di grande spessore, unico nell’Isola, che proietta il centro nebroideo sulla scena culturale estiva siciliana. Ad inaugurare la mostra, domenica 19 luglio, alla presenza del sindaco Basilio Ridolfo, il governatore del Distretto Rotary 2110 Sicilia-Malta, Francesco Milazzo, il presidente del club Rotary di Sant’Agata di Militello, Carmelo Di Giorgio, e altre personalità del mondo culturale e associativo.

Trecento gli scatti in mostra, di cui un centinaio del tutto inediti, firmati da famosi fotografi di scena e anche da comuni cittadini presenti sul set, che raccontano i novanta giorni serviti al famoso regista per ricreare il paese immaginario di Donnafugata, affrescato meravigliosamente dalla penna di Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo immortale romanzo. A curare il percorso espositivo, il giornalista Franco Tumeo, con la collaborazione di Emilio Ricciardo.

Di mostre sul Gattopardo cinematografico – spiega Tumeo – ne esistono due o tre davvero belle, incentrate soprattutto sul famoso ballo. Io, però, preferisco, il backstage sul set di Donnafugata perché il più completo sotto il profilo documentario, perché in gran parte costituito di foto inedite, e poi perché nel paese immaginario generato dalla vena creativa di Tomasi ci ritrovo ben riconoscibili vicende e personaggi riconducibili a FicarraUno per tutti: don Ciccio Tumeo, mio nonno. Tomasi di Lampedusa, in effetti, con la moglie e la madre al seguito, soggiornò a Ficarra nel 1943, sfollato da Palermo a causa dei bombardamenti. Qui conobbe appunto don Ciccio Tumeo, dal quale lo scrittore trasse ispirazione per tratteggiare l’omonimo personaggio del romanzo. Tomasi fu anche testimone di un episodio tragico: il ritrovamento del corpo abbandonato di un giovanissimo soldato tedesco, ucciso dagli anglo americani e poi pietosamente sepolto da Ciccio TumeoLo stesso episodio, ovviamente ricontestualizzato – continua Tumeo – apre addirittura la narrazione del romanzo. Di quel soldato, mio padre, che all’epoca aveva quattordici anni, oltre al ricordo conserva ancora l’elmetto. Questi e molti altri elementi legano Il Gattopardo al piccolo centro nebroideo, come mi raccontava mio nonno, e come ha confermato personalmente il professore Gioacchino Lanza Tomasi, di recente mio ospite a Ficarra”.

Le foto della mostra provengono da Ciminna, nel palermitano, location scelta da Visconti, con l’aiuto proprio di Lanza Tomasi, amico di Visconti, per girare tra il ‘62 e il ’63, gran parte delle scene esterne del film, dopo aver scartato Santa Margherita Belice e Palma di Montechiaro, all’epoca già contaminate da frammenti di modernità e quindi inadatte alle rigorose riprese concepite dal regista e dallo sceneggiatore.

A scorrere le foto, organizzate in 25 scenografici pannelli di grandi dimensioni (tre metri x due) collocati nelle sale espositive dello storico Palazzo Busacca, si scoprono i curiosi retroscena della lavorazione del celebre film e le facce dei al naturale dei protagonisti di quella irripetibile avventura cinematografica che fu Il Gattopardo: Visconti che spiega più volte a Burt Lancaster (il principe Salina) come colpire Serge Reggiani (don Ciccio Tumeo); Alain Delon (Tancredi) che si sottopone al trucco; il regista che impolvera di borotalco il viso di Rina Morelli (Maria Stella Salina, moglie di don Fabrizio) per rendere realistico il lungo viaggio per Donnafugata; Claudia Cardinale (Angelica) che cambia abito di scena; Paolo Stoppa (don Calogero Sedara) in pausa ciak; Visconti e Lancaster che riposano sul set, sfiniti dal caldo.

Queste e tantissime altre le immagini in mostra a Ficarra che ci restituiscono l’atmosfera sconosciuta “dietro le quinte del Gattopardo”. L’evento culturale in programma, insieme ad altre iniziative, punta riscoprire e ad riappropriarsi dei legami tra Ficarra e Il Gattopardo in passato trascurati dai biografi ufficiali.

Dopo Ficarra, la mostra sarà ospitata a Palazzo Chigi di Ariccia, dove furono girate altre celebri scene d’interni del film, per approdare infine alla Biennale del cinema di Venezia.

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