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Niente EXPO 2015 per Capo d’Orlando

Capo d’Orlando – Oggi doveva cominciare l’avventura del Comune di Capo d’Orlando all’EXPO di Milano. Doveva, infatti. Il 10 luglio scorso l’Amministrazione ha deciso di revocare l’impegno di spesa di 3.050,00€ per la partecipazione dal 20 al 26 Luglio all’interno dello spazio riservato alla SICILIA nel Cluster del Biomediterraneo.

Motivazione? L’insuccesso dell’iniziativa della Regione Sicilia. Alla fine anche l’assessore Milone ha cambiato idea nonostante avesse dichiarato il 3 marzo scorso che la partecipazione del Comune ad Expo “E’ un’occasione unica per promuovere e valorizzarne le eccellenze del nostro territorio, quindi puntiamo ad aprire a tutti gli operatori del settore questa opportunità. Ho indetto una riunione per giovedì 12 marzo presso l’ufficio turismo al Palazzo Satellite in contrada Muscale. In questo primo incontro esporrò quelle che saranno le possibilità e l’opportunità imperdibili per Capo d’Orlando”. 

Dopo aver visto e rivisto lo spazio in questione, l’affluenza di visitatori e l’organizzazione degli eventi bisogna ammettere che migliore decisione l’assessore Milone non poteva prendere. In effetti avevamo già scritto che difficilmente un Comune come Capo d’Orlando avrebbe potuto trovare il giusto spazio in una esposizione dove come tema principale si pone “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”. Ma dopo due mesi di EXPO possiamo tranquillamente dire (ma lo avevamo già detto) che sarebbero stati soldi spesi male. Ci sono numerose criticità nello spazio che la regione Sicilia ha riservato all’EXPO e cerchiamo di capire quali.

Posizione – Lo spazio riservato alla Sicilia si trova al centro di una piccola piazza realizzata all’interno del Cluster del Bio Mediterraneo. La piazzetta è delimitata dai padiglioni di Grecia, Libano, Malta, Croazia, Tunisia, Albania e altri stati del Mediterraneo. Avendo visionato diverse volte lo spazio in questione, l’unica impressione che si ha, da subito, è che la Sicilia ha, ancora una volta, perso un’occasione. 4 minuscoli “gazebo” sono stati posti agli angoli della piazza sovrastata da un grande palco con maxi schermo dove vengono divulgati video con interviste, documentari e servizi che riguardano le varie associazioni siciliane che, di settimana in settimana, si susseguono nella gestione di questi spazi (video visti praticamente da nessuno). Esiste infatti un angolo Sicily Bakery, un altro Sicily Winery, ancora uno Sicily Sweet ed infine un Sicily Food (nella foto di seguito il Sicily Bakery). Nonostante si trovi a pochi metri dall’ALBERO DELLA VITA, simbolo di EXPO e meta di migliaia di visitatori al giorno, la piazzetta è praticamente nascosta. Inoltre è vicino all’entrata EST di Roserio dell’EXPO non molto utilizzata dai visitatori perché non perfettamente collegata con mezzi pubblici. L’entrata OVEST (che si trova ad oltre un chilometro dalla “piazza siciliana”) usufruisce della fermata della metro “rossa” e della stazione ferroviaria e rappresenta l’ingresso principale dell’esposizione universale. In proporzione se in un giorno entrano 60mila visitatori, è probabile che soltanto 3 mila lo fanno dall’ingresso EST.

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Organizzazione – Le varie associazioni, Comuni, Enti che hanno riservato lo spazio “espositivo” (chiamarlo tale è un eufemismo) si limitano a vendere quanto producono con assaggi o degustazioni ma l’affluenza rimane veramente scarsa. I convegni organizzati all’aperto con l’ausilio del maxi schermo vedono la partecipazione di pochissime persone perché non ben promossi e nemmeno inseriti, spesso, nel calendario degli eventi di Expo. La regione ha concesso, sotto incasso di circa 3.000,00 euro, lo spazio settimanale ma sembra proprio aver abbandonato al proprio destino chi ne usufruisce.

Insomma alla fine della fiera il Comune di Capo d’Orlando ha risparmiato 3mila euro che probabilmente utilizzerà per altri fini. Ma non soltanto. A questi soldi bisogna aggiungere tutte le spese che sarebbe servito affrontare tra trasferimenti, pernottamenti e altro ancora per una settimana (ben più di 3.000,00€).

Ad essere presente in questa settima ad EXPO il Gal Nebrodi ma, a differenza del Comune di Capo d’Orlando, sembra proprio che non abbia dovuto pagare una quota di partecipazione ma, al contrario, abbia anche ricevuto un finanziamento regionale di 100mila euro per la spedizione.

 

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