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Si confermano un successo i Convegni di Irritec ad Expo 2015

Milano – La IRRITEC , in collaborazione con il GRUSI (Gruppo Studi Irrigazione) ha organizzato un Seminario/Convegno che si è svolto lo scorso martedì 7 luglio presso il teatro “Centro della Terra” al “Parco della Biodiversità” di EXPO 2015 a Milano. Numerosi i partecipanti ed i relatori che hanno passato a setaccio tutto il 2014 con dati specifici e interessanti riguardanti il mondo dell’irrigazione con maggiore attenzione al sistema di goccia a goccia.

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Ad aprire i lavori Giulia Giuffrè responsabile marketing strategico della Irritec che ha fatto gli onori di casa. A seguire hanno relazionato Claudio Gandolfi (Università di Milano) sul tema “Le molte facce dell’efficienza dell’irrigazione”. A seguire Marcello Mastrorilli (CRA-SCA, Bari) su “Le agrotecniche idro-parsimoniose”, Filiberto Altobelli (INEA, Roma) su “Impronta idrica ed irrigazione, per un uso consapevole dell’acqua in agricoltura”, Federica Rossi (CNR, IBIMET) su “Irrigazione per una “climate smart” agriculture”, Nicola Lamaddalena (CIHEAM, Valenzano, Bari) con “Irrigazione a microportata: strategie miranti al risparmio idrico”, Giuseppe Provenzano (Università di Palermo) che ha relazionato parlando del “Progetto e gestione di impianti microirrigui per un uso efficiente delle risorse idriche in agricoltura”. La prima parte del convegno si è conclusa con l’esposizione del Direttore generale del Consorzio Emiliano Romagnolo Paolo Mannini che ha discusso “L’evoluzione tecnologica della microirrigazione”. Dopo un break i lavori sono ripresi con Stefano Anconelli (Consorzio Emiliano Romagnolo e Università Bologna) su “L’irrigazione a goccia a ultra bassa portata di erogazione: tecnica e risultati”. Successivamente è stata la volta del Professor Guido D’Urso (Università Napoli Federico II) con “I nuovi servizi di assistenza irrigua a scala aziendale e consortile e le linee guida dell’Unione Europea”. Marcella Giuliani (Università di Foggia) si è occupata del “Ruolo dell’agricoltura nella salvaguardia della risorsa idrica: dalle tecniche di risparmio idrico al riutilizzo delle acque” mentre Antonio Lonigro (Università di Bari) ha relazionato su “Irrigazione con acque reflue depurate sul suolo e sulle colture orticole in successione”. La chiusura dei lavori è stata affidata a Giovan Battista Chirico (Università di Napoli Federico II) con “Uso di film plastici fotoselettivi per il risparmio idrico” e Eugenia Monaco (CNR ISAFOM, Ercolano, NA) sul “Monitoraggio e controllo dell’irrigazione in serra”.

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Come di consueto la Irritec ha invitato, al termine del convegno, relatori e partecipanti ad una visita guidata del “Parco della Biodiversità” realizzato da Bologna Fiere e irrigato con prodotti Irritec.

La Irritec è tra le prime aziende ad aver introdotto in Italia 40 anni fa prodotti per l’irrigazione a goccia. Oltre ai 5 stabilimenti italiani, Irritec è presente con sedi di produzione in Spagna, Messico, Brasile e Stati Uniti divenendo un punto di riferimento per il settore irriguo in campo internazionale. Importanti e strategici depositi sono operativi in Algeria e in Germania. Grazie ad un’efficiente rete produttiva, costituita da diverse realtà consociate e ad una ben distribuita rete commerciale, i prodotti ed i servizi offerti raggiungono in modo capillare più di 140 paesi in tutto il mondo. Attraverso la serietà e la competenza di oltre 700 dipendenti che lavorano nel mondo, Irritec si rivolge a coltivatori, distributori, grossisti e dettaglianti, dall’agricoltura al giardinaggio, dal landscaping all’acquedottistica.

Il Canale Emiliano Romagnolo è una delle più importanti opere idrauliche italiane. Esso assicura, mediante derivazione dal fiume Po, l’approvvigionamento idrico di un area estesa su oltre 3000 km2, caratterizzata da un intensa attività agricola e da diffusi insediamenti urbani e industriali e, per contro, povera di acque superficiali.

 

L’idea di costruire un canale in grado di rendere disponibili le acque del Po per l’irrigazione della pianura emiliano-romagnola ha quasi 400 anni.

Iniziato nel 1955, il Canale Emiliano Romagnolo è oggi finalmente in grado di dispiegare tutte le sue potenzialità a servizio di una delle aree più produttive dell’Europa, attraverso un percorso di 150 km complessivi caratterizzato da 7 impianti di sollevamento disseminati nel territorio per vincere l’altimetria sfavorevole. La realizzazione di un’idea così ambiziosa è affidata a un ente, il Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo, a cui compete la progettazione, la costruzione e la gestione del sistema; è affidata invece ai Consorzi associati la distribuzione irrigua della risorsa nel territorio, secondo le dotazioni idriche ad esse assegnate. Rientrano ancora tra i compiti istituzionali del Consorzio le attività di studio, di ricerca e di assistenza tecnica per l’impiego ottimale della risorsa idrica in un quadro di sviluppo sostenibile.

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