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“Frazzanò Folk Fest”, il programma

Frazzanò – E’ stato ufficializzato il programma completo della seconda edizione del “Frazzanò Folk Fest – Ethno World Music”, che si svolgerà da Mercoledì 22 Luglio a Domenica 26 Luglio 2015. Si tratta dell’unico Festival nella Provincia di Messina, completamente dedicato alla musica etnica-popolare del Sud Italia e del Mediterraneo, e alle sue contaminazioni. La manifestazione viene organizzata dal Comune di Frazzanò in collaborazione con l’Associazione socio-culturale “Vivere Frazzanò” e con il contributo dell’Assessorato allo Sport, Turismo e Spettacolo della Regione Siciliana, dell’Assemblea Regionale Siciliana e dell’Unione dei Comuni dei Nebrodi. Saranno cinque giorni densi di convegni tematici, concerti e live show, workshop musicali, mercato di artigianato, degustazioni di pietanze tipiche. In questa edizione l’allestimento è stato preparato in grande stile e per poter gestire al meglio i vari gruppi, che si esibiranno in Piazza Regina Adelasia e i cambi palchi, l’entourage del Festival ha deciso di affidarsi ad un professionista; infatti è stato scelto come presentatore Giuseppe Spignola, autore, conduttore radio tv, dj e giornalista pubblicista.

Le due location scelte per la kermesse folk saranno la Piazza Regina Adelasia (in cui si terranno i concerti dal 24 al 26 Luglio) e come new entry il Monastero di San Filippo di Fragalà (dove si esibiranno gli artisti nelle prime due serate). Dopo il successo dello scorso anno torna “Mercanzie”, una favolosa area market piena di bancarelle di artigianato e di prodotti tipici. Gli hobbysti, handmaker, commercianti interessati potranno iscriversi entro il 18 Luglio sul sito info@frazzanofolkfest.it o scrivere un messaggio privato. Inoltre sono previsti 4 workshop con alcuni fra i migliori musicisti siciliani. L’obiettivo è quello di far conoscere e avvicinare i giovani alla tradizione musicale popolare del Sud Italia, al repertorio ad essa legato e alla prassi di esecuzione. I partecipanti ai worskhop familiarizzeranno con il ritmo e l’armonia, elementi questi necessari per avvicinarsi al concetto d’improvvisazione, analisi melodica, armonica e ritmica. Le iscrizioni sono aperte fino al 20 Luglio, massimo 15 partecipanti per workshop.

I quattro workshop saranno i seguenti:

– friscalettu con Carmelo Salemi;

– tamburi a cornice con Michele Piccione;

– marranzano con Giorgio Maltese;

– organetto con Valerio Cairone (componente degli “Oi Dipnoi”).

Gli artisti che si esibiranno sono Oriana Civile, gli “Oi Dipnoi”, Michele Piccione, Nando Brusco, Carmelo Salemi e i “Tarabballà”, i “Baro Drom Orkestar”, i “Sonora Mediterranea”, gli “Original Sicilian Style”, i “Boo Daci’s”, i “Rarera Antica”, Eleonora Bordonaro e gli “Unavantaluna”, i “Kalascima”.

Oriana Civile rappresenterà lo spettacolo “Canto di una vita qualunque”, scritto dalla stessa cantante e autrice. La rappresentazione narra dell’esistenza di un uomo nei primi decenni del 900, vissuto a cavallo tra due secoli e due millenni, le vicissitudini di una vita qualunque. L’artista siciliana ha scritto i testi teatrali originali dell’opera e li reciterà, canterà brani della tradizione popolare siciliana e canzoni di autori contemporanei che da essa prendono spunto. Ad accompagnare Oriana Civile in questo viaggio sarà Ciccio Piras, cantante, cantautore, organettista, musicista poliedrico, chitarrista e voce dei gruppi di musica etnica “LassatilAbballari” e “Le Matrioske”.

Gli “Oi Dipnoi” sono un trio nato nel 2013 e costituito da: Valerio Cairone (organetto, zampogna e voce), Mario Gulisano (tamburello, marranzano, cajon, dumbek e voce) e Marco Carnemolla (basso, contrabbasso e voce). La loro poetica nasce dall’incontro fra tradizione e innovazione. Una memoria ereditata dal polistrumentista Valerio Cairone, il quale ha raccolto le melodie della provincia minore, di cui furono protagonisti pastori, contadini, carrettieri; l’universo ben esplorato dai letterati siciliani a cavallo tra fine 800 e inizio 900, come Verga e Capuana.

Michele Piccione terrà la lezione-concerto “Sulle orme dei suoni, gli strumenti musicali Euromediterranei”. Sarà una lezione sugli strumenti musicali tradizionali siciliani europei e del bacino del Mediterraneo. Gli strumenti prendono voce e raccontano di antiche sapienze e maestrie, leggende e storie tramandate di bocca in bocca, di generazione in generazione, diventano i testimoni viventi del passato e del presente, raccontano di donne, di uomini, di contatti e scambi fra popoli e culture diverse. Gli strumenti vengono suddivisi a seconda delle categorie organologiche a cui appartengono: aerofoni (zampogna a paru e a chiave modificata, cornamusa scozzese, flauto di canna, duduk armeno, gaita galiziana), membranofoni (tamburi a cornice, tamburo a bandoliera, bodhran irlandese), idiofoni (marranzano, conchitas, ossa, cajon) e cordofoni (chitarra battente e lira calabrese).

Nando Brusco si presenta con lo spettacolo “Tamburo è voce… Battiti di un cantastorie”. E’ un viaggio nella cultura popolare e nella memoria orale della sua terra; i ricordi di storie lontane, le leggende e i fatti realmente accaduti rivivono nel cerchio magico del tamburo: lo strumento che è ventre materno, forza generante, voce narrante dell’umanità. “Tamburo è voce” è caratterizzato dalla narrazione di storie e leggende del Meditteraneo, offerte al pubblico in forma di canti, filastrocche, cunti e accompagnate dalla potenza espressiva dei tamburi a cornice.

Carmelo Salemi è un cantautore e polistrumentista siciliano, definito dalla critica “il Re del Friscalettu”, il flauto a becco di canna degli antichi pastori greci che egli stesso costruisce artigianalmente. Il suono, che fuoriesce da questo flauto, rappresenta un mondo interiore fatto di semplicità, un’anima autentica di una cultura agro-pastorale tramandata oralmente. Nel 2011 crea il progetto “Tarabballà”, nato dall’incontro con vari musicisti provenienti da diversi generi musicali e al “Folk Fest” Carmelo Salemi si esibirà proprio insieme ai “Tarabballà”. Il concerto si basa su una ricca presenza ritmica e sull’uso dei suoni della nostra terra, mescolata con l’acustica di strumenti che rievocano il fascino e il mistero dei popoli affacciati sul Bacino del Mediterraneo.

I “Baro Drom Orkestar” sono una band formata da 4 musicisti (tre fiorentini ed un laziale di origine teutonica) dalla lunga esperienza, accomunati dalla passione per i ritmi dispari dell’Est e del Sud Europa. Il genere suonato dai “Baro Drom Orkestar” può essere chiamato Power Gipsy Dance. “Power” rende bene l’idea di approccio a tale musica: la loro sezione ritmica, formata da un contrabbasso elettrico e una batteria “modificata” si presta spesso a sfumature rock, così come il violino che spesso viene manipolato usando effetti tipici di una chitarra elettrica. “Gipsy” perché può essere considerato un gruppo di world music, che trae ispirazione soprattutto dal variegato mondo musicale dei gitani. “Dance” è molto semplice da spiegare; ai concerti dei “Baro Drom” si balla dalla prima all’ultima nota.

I “Sonora Mediterranea” sono una formazione musicale recente, nata nel 2011 a Castell’Umberto e composta da Vincenzo Fonti (chitarra, charango e voce), Gabriele Russo (basso, chitarra e voce), entrambi già componenti dei “Carmina Solis” e “JocuFocu”, Romana Musso (flauto e voce), Gaspare Perricone (chitarra e voce). Il gruppo ci farà immergere nel favoloso mondo del Sud America e presenterà canti e melodie provenienti dal Cile, dal Messico, dall’Uruguay, dall’Argentina e da Cuba attraverso le parole e i versi di Violeta Parra, Victor Jara, Josè Alfredo Jimenez, Carlos Puebla Alfredo Zitarrosa.

Il “Frazzanò Folk Fest” dedicherà la serata di Sabato 25 Luglio alle contaminazioni e in particolare alla musica reggae. Saranno due le band reggae a salire sul palco in Piazza Regina Adelasia: gli “Original Sicilian Style” e i “Boo Daci’s”. Gli “Original Sicilian Style” hanno due isole nel proprio cuore: la loro Sicilia e la Jamaica. Dalla prima prendono il calore, il carattere, le contraddizioni e una forza speciale che li rende inconfondibilmente siculi. Altra isola la Jamaica del reggae, di Bob Marley, dei colori vivaci. Non è pero un modello da seguire rigorosamente, ma un punto di partenza per rielaborare un sound moderno, personale e contaminato. I “Boo Daci’s” provengono dalla Provincia di Messina e sono una band formata da sei componenti di diversa provenienza artistica: Antonio Arena DJ Tony Proe, Federico Farina Rico Manlio, Antonino Giacopello Jareed, Martha Micali Maittha, Francesco Papalia RootsMonkey, Danilo Trischitta Triska. Il nome del complesso ha un carattere decisamente ironico; infatti riprende una “’nciuria” (offesa) tipica che viene rivolta ai Messinesi dalle città limitrofe: essere “buddaci”, (Perchia) pesci dalla bocca grande che “parlano” troppo, a sproposito e concretizzano poco. “Boo” può essere anche tradotto in “rivolta, sovversione”, in quanto nella loro musica c’è un filo satirico che collega tutta la produzione alla dimensione sociale e territoriale.

L’ultima serata avrà come tema il Regno delle due Sicilie; si cercherà, attraverso la musica, di rendere omaggio ad un Sud prospero e all’avanguardia, che ci è stato però strappato con violenza e brutalità. Saranno tre i gruppi, che si esibiranno Domenica 26 Luglio. Apriranno i battenti i “Rarera Antica”, formazione proveniente dalla Campania e con alle spalle un lungo percorso di crescita ed esperienza all’interno della musica tradizionale vesuviana. I “Rarera Antica” comprendono quattro artisti: Dario Mogavero (voce, tammorre, tamburelli), Raffaele De Luca Picione (organetti a 8, 12 e 18 bassi), Peppe Copia (chitarra battente, chitarra classica, cori), Stella Manfredi (violino). Il repertorio del complesso è costituito essenzialmente da due aree: l’area di origine del gruppo, vesuviana e campana (tammurriata, fronne, canti d’amore, serenate, tarantelle cilentane, tarantella montemaranese) e un’area più vasta del Sud Italia (tarantelle calabresi, pizziche salentine e brindisine, tarantelle del Gargano, ma anche saltarelli). A rappresentare la Sicilia saranno Eleonora Bordonaro e gli “Unavantaluna”. Questa accoppiata inedita, tra gli interpreti della più verace tradizione musicale italiana, rappresenta la novità dell’estate 2015 nell’ambito della world e folk music. Eleonora Bordonaro, interprete siciliana, si occupa di musica popolare e jazz, e collabora con alcune delle formazioni più interessanti del panorama italiano. Gli “Unavantaluna”, cumpagnia di musica siciliana, è un ensemble di musicisti uniti dalle comuni origini siciliane e dalla passione per le arti e le tradizioni popolari della loro terra. L’unione porta alla creazione di un quintetto: Eleonora Bordonaro (voce), Pietro Cernuto (zampogna a paro, friscaletto, voce, percussioni), Francesco Salvadore (voce, percussioni), Carmelo Cacciola (lauto cretese, voce radicale), Luca Centamore (chitarra, percussioni, voce). La seconda edizione del Festival sarà chiusa dai “Kalàscima”, gruppo pugliese che rappresenta la tradizione e l’innovazione della musica popolare salentina. Attivi da oltre 15 anni, i “Kalàscima” sono una una delle più importanti ed innovative band del nuovo panorama della musica world italiana, che porta la musica popolare salentina fuori dal revival e dalle ballate per proiettarla nella modernità, “rigenerandola” attraverso la tecnologia. Il loro è un neo-folk urbano, nel quale i ricordi di una civiltà contadina ormai travolta dalle estetiche contemporanee, dialoga con i suoni e i rumori che ci avvolgono nella quotidianità degli anni 2000.

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