Manifesto Mirto Rock

Presentato il “Mirtorock 2015”

Mirto – E’ stato presentato ufficialmente il “Mirtorock 2015”, il Festival musicale rock nel cuore dei Nebrodi rivolto ad artisti e gruppi emergenti, giunto alla sua quarta edizione. L’evento si svolgerà l’1 e il 2 Agosto, presso la splendida cornice della Villetta Loreto di Mirto.

“IoSonoUnCane” è il primo nome della line up del Festival. A distanza di 5 anni il cantante Jacopo Incani, classe 1983, torna in Sicilia con il suo secondo album “Die”; il disco in questi mesi sta raccogliendo i favori unanimi di pubblico e stampa, e verrà rappresentato per la prima volta a Mirto. “Die” è costituito da sei brani di un cantautorato elettronico molto personale, che formano un concept su un naufragio. Nei testi si parla di un uomo in mezzo al mare che teme di morire, e c’è una donna sulla terraferma che ha paura di non rivederlo mai più. L’album racconta la storia dei loro pensieri, attraverso l’utilizzo di diverse chitarre (acustiche, classiche, elettriche, slide, la chitarra sarda). Tutti i brani sono nati infatti interamente o in parte alla chitarra. C’è un grande lavoro operato sul linguaggio e un’idea del legame fra uomo e vivente, una visione del mondo.

I “Julie’s Haircut” sono il secondo headliner di “Mirtorock 2015”. In attività dal 1994, i “Julie’s Haircut” sono un collettivo di cinque musicisti emiliani (Nicola Caleffi, Luca Giovanardi, Andrea Rovacchi, Andrea Scarfone e Ulisse Tramalloni) e vengono considerati una delle più importanti live band in circolazione con un curriculum sconfinato tra album, concerti e collaborazioni internazionali. Il loro album di debutto “Fever in the funk house” mette in evidenza uno strano mix di garage rock, psichedelia noise e melodie pop; questo disco fu salutato dalla critica come uno dei migliori debutti indie-rock italiani ed è stato inserito dalla rivista “Rumore” nella lista dei 50 album italiani fondamentali degli anni 90. Il secondo cd “Stars never looked so bright” mescolava questi elementi con un approccio più soul, rispecchiando l’amore per la black music degli anni 60. Nel 2003 i “Julie’s Haircut” hanno pubblicato il loro terzo album “Adult situations”. Qui melodia e psichedelia si compenetrano in maniera più personale. Risale al 2006 il quarto album “After dark, my sweet”, che vede la partecipazione dell’ex Spaceman 3 Sonic Boom, acclamato come uno degli album più belli dell’anno e inserito dalla rivista “Il Mucchio” nella top 20 dei dischi psichedelici italiani dagli anni 80 in poi. Nel 2009 esce il quinto doppio album “Our Secret Ceremony” per l’etichetta A Silent Place. Nell’ottobre 2013 hanno pubblicato l’ultimo album capolavoro “Ashram Equinox”, che faranno ascoltare per la prima volta in Sicilia.

Al “Mirtorock” saranno presenti anche gli “Uochi Toki”, un duo di Rimini,  considerati i Bansky della musica italiana. Sono gli outsider italiani del rap sulla scena da quasi un decennio e presenteranno in esclusiva per il Festival la loro ultima opera “Il limite valicalbile”, doppio album uscito per la Tempesta con un live aperto e modulare, fatto per un terzo di suoni, un terzo di parole e un terzo di disegno. La visione del mondo nei loro brani è sempre acuta, di una profondità e una completezza rincuoranti. Nei loro album i featuring sono numerosi, da Maolo di Sin/Cos in “Don’t Legislaizah”, a Campidilimoni Tokinawa in “Bim Bum Cha”, a Murubutu in “Rest in Prose, Rest in Poetry” (poesia allo stato puro), a Miike Takeshi in “Talento e Merito”, fino a Eell Shous in “Krust and Curious”.

I “Platonick Dive” sono la quarta band in gara e i componenti sono tre: Gabriele Centelli, Marco Figliè e Jonathan Nelli. Il loro secondo album “Overflow” ha avuto un grandissimo successo e rappresenta l’evoluzione naturale del primo disco “Therapeutic Portrait”. I “Platonick Dive” parlano di terapia platonica, quella dell’Antica Grecia, di Socrate e Platone, attraverso la musica. Il risultato è più che eccellente: un album che riesce a creare delle atmosfere sognanti. I suoni, rispetto al lavoro precedente, sono più ricercati, ma allo stesso tempo riescono a colpire l’ascoltatore con un pugno allo stomaco. I “Platonick Dive”, dunque, hanno trovato la ricetta perfetta per la cura dell’anima con la musica, il segreto dietro la medicina. ”Overflow” è il secondo step di terapia platonica. Qualcosa che c’è nell’aria, si sente, si percepisce, quasi si sfiora, ma non si tocca. E’ il passo successivo di “Therapeutic Portrait”, venuto fuori con una grande spontaneità, praticamente naturale. Nel secondo disco c’è più ricerca dei suoni, più sperimentazione, ma c’è anche molto più ritmo, i brani sono più brevi e diretti. La composizione è un po’ cambiata, c’è l’introduzione pure delle voci, sia vere che campionate. In un certo senso, è un album più d’impatto.

Altro gruppo in gara sono i “Moustache Prawn”, un notevole power trio di alieni in giro dal 2010. Le sfumature del complesso sono decisamente british ma in “Erebus”, il secondo album uscito a Febbraio, si tingono di prog e folk. Dal vivo caricano il pubblico a molla e così sarà anche a “Mirtorock”. “Erebus” è un disco complesso, una storia di fantasia, una dichiarazione di impegno sociale, un grido di protesta e soprattutto tutte queste cose contemporaneamente. Nonostante la pretesa non è quella di creare un’opera, i legami che ci sono tra storia e brani, tra testi e musica lo rendono certamente un “concept album”, con una narrazione e una filosofia assolutamente personali. In “Erebus” si trovano parti eseguite da un quartetto d’archi e parti suonate con il Fingrophone (un’App Gratuita per iPhone), un Saz Turco ed una Udu Drum, degli Harmonizer e delle chitarre acustiche distorte, le armonie british dei cori ed alcuni suoni ripresi con lo stetoscopio dalla gola del cantante, un bidone degli olii esausti ed il suono delle spazzole su un quaderno a quadretti (che ha sostituito il rullante di un brano), un pianoforte scordato ed un synth analogico autocostruito. “Erebus” è basato sul racconto “L’Isola deli Skratz”, scritto da Leo, frontman della band. Il racconto è ambientato nel 1889 e, in breve, narra le avventure di tre schiavi che lavorano per alcuni scienziati nelle Isole di Kerguelen, nei pressi del Circolo Polare Antartico.

Anche “WrongOnYou” quest’anno suonerà al “Mirtorock”. “WrongOnYou” è lo pseudonimo di Marco Zitelli, giovane musicista romano, classe 1990. Innamoratosi del folk e di tutta la discografia di Justin Vernon, comincia a scrivere brani intorno al 2013 e a pubblicarli sul suo profilo soundcloud. I brani arrivano all’orecchio del professore di Sound Technology dell’Università di Oxford, il quale lo invita a registrare quattro canzoni nei recording studios dell’Ateneo (gli stessi dove nel ’91 gli “Shinding”, oggi conosciuti come “Radiohead”, registrarono “Manic Hedgehog”). Lì nasce “Hands”, il primo demo che gli permetterà di fare tanti nuovi concerti, tra cui il Festival Frammenti e Tutto Molto Bello, oltre che condividere il palco con Lee Ranaldo dei “Sonic Youth”. Dal vivo è sempre accompagnato soltanto da una chitarra e le sue canzoni ripercorrono gli ultimi vent’anni del folk anglosassone. E’ il vincitore di Arezzo Wave Lazio 2015, e per la prima volta si esibirà in Sicilia.

Inoltre le due serate del Festival verranno aperte da due gruppi emergenti, che hanno partecipato online al contest del “Mirtorock”. Le iscrizioni si sono chiuse Domenica 14 Giugno e per votare le band partecipanti bisogna andare sul sito di “Musing Show” ed esprimere la propria preferenza.

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