Presidente Bonina 98

Lo sfogo del neo Presidente Bonina

Sant’Angelo di Brolo – Il nuovo Presidente Nino Bonina, a seguito della tanto discussa elezione in consiglio, spiega i motivi e le scelte che lo hanno indotto ad abbandonare la minoranza. Un corposo comunicato in cui difende la propria posizione dai commenti e dalle critiche piovute in queste settimane sui social.

Trascorsa qualche settimana dalla mia elezione a Presidente del Consiglio, mi corre l’obbligo, dopo aver sentito, letto ed ascoltato commenti di ogni genere, ribadire con forza le motivazioni della mia scelta.

Scelta che non rappresenta un inciucio, come taluni vogliono far credere, ma soltanto un non condividere, un dissentire e un disapprovare le premesse che si volevano adottare per continuare nel presente e nel futuro il progetto del gruppo Sant’Angelo nel Cuore.

Nei tre incontri avuti per discutere in ordine alla elezione del  Presidente del Consiglio, ho rappresentato al gruppo che la elezione costituiva un tassello importante nella continuazione del progetto politico, che doveva vederci gruppo maggioritario ed aggregante di altre posizioni.Era necessario quindi che quel ruolo venisse ricoperto da una persona senza palesi attinenze e legami con le vicende politiche che hanno caratterizzato gli ultimi decenni della politica santangiolese, individuata in coerenza con le scelte fatte per le nomine dei capigruppo.

Era auspicabile da parte mia un confronto tra “nuovo e vecchio” dove il nuovo divenisse protagonista delle scelte future di questo paese, accompagnato e supportato da amministratori capaci, competenti e con esperienze amministrative alle spalle.

A parole vi era consenso e condivisione unanime, ma al momento di concretizzare sono prevalse, purtroppo, le solite logiche di potere e la sola legge dei numeri, portando a ritrattare e disconoscere i criteri che erano stati stabiliti per l’individuazione del nome da indicare. E ciò per il solo fatto di essere non riconducibili a quelli individuati dai poteri forti della politica attuale e passata. Con ogni evidenza che il ricambio generazionale, il rinnovamento e la meritocrazia non rientrano nelle ottiche che tendono alla restaurazione ed al mantenimento del proprio orticello.

Ricordo che quando formammo la lista Sant’Angelo nel Cuore non firmai un contratto, ma mi dovetti impegnare solennemente perché alla formazione della lista non prendesse parte la componente Cortolillo. Oggi mi chiedo, per quale arcano motivo si poteva aprire a quella componente, che in modo arrogante, prevaricando quelle regole auree della politica che vogliono e pretendono il rispetto dei ruoli su passaggi fortemente istituzionali, intendeva scegliere per il gruppo di minoranza la persona da eleggere a Presidente del Consiglio, tanto da indicarla nel consigliere Di Nunzio per un proprio mero tornaconto politico. La mia colpa è forse quella di non aver voluto tradire quel patto? Non è forse vero che l’uomo vale per la parola? Ricordo a me stesso, ma anche agli amici della minoranza, che in una delle sedute del Consiglio Comunale sono stato sfiduciato pubblicamente da chi oggi asserisce che il sottoscritto lo ha ferito come amico e politico, ma che in quella occasione non ha esitato a prendere le distanze da me, per aver detto qualcosa di non suo gradimento. Capisco solo oggi le affermazioni del consigliere Rigenerati “gli ho permesso di parlare per me”. Quanto dire.

Mi viene difficile comprendere anche lo stupore manifestato dai colleghi della minoranza riguardo la mia scelta di staccarmi dal gruppo, emersa e motivata loro nell’ultimo incontro precedente il Consiglio Comunale. Certamente non ricambiata nei toni, nei modi e nei contenuti dei loro interventi, per il solo motivo di non condividere scelte suicida,  facendo saltare piani programmati, nei quali, la mia persona ed il gruppo che mi sostiene non erano contemplati.

Essere poi accusato con tanta veemenza dal Consigliere Cortolillo di tradimento mi suona alquanto strano. Non mi sembra che il Cortolillo faccia parte del gruppo di minoranza! Quindi a quale titolo proferisce accuse ed insulti gratuiti? Forse ha visto fallire miseramente il suo disegno tramato alle mie spalle con la minoranza, che alza oggi il polverone con lo scopo di nascondere le proprie responsabilità, gridando allo scandalo ed al tradimento?

Capisco che fanno parte del costume politico del Consigliere Cortolillo gli “show”, ma non prendo lezioni da chi in questi anni, per un proprio tornaconto politico, ha tramato contro il proprio V.Sindaco Ricciardi, il proprio Sindaco Di Nunzio e quanti si sono interposti sulla sua strada, compreso il gruppo del compianto Pietro Tomeo, che dalla sua ha avuto il merito di non avergliela data mai vinta.

Viene facile scrivere sui social, calunniando, gridando al complotto, narrando di scelte mai accadute nella storia politica santangiolese, ma i cittadini sanno bene da quali pulpiti vengono certe prediche e quanti degli amministratori posso scagliare la prima pietra. Vecchi e nuovi amministratori o politici di turno che sempre per motivi opportunistici hanno rotto o sostenuto maggioranze diverse senza alcuna coerenza o fede politica. Il vangelo consiglierebbe loro di andare e di non peccare più.

Ritengo, con il supporto degli amici che mi sostengono, di aver compiuto una scelta che guarda al futuro di Sant’Angelo, collocandomi in una posizione autonoma nello scacchiere politico presente in Consiglio Comunale.

Nella consapevolezza che la chiarezza fa bene a tutti, respingo ogni forma di strumentalizzazione e auspico che la lealtà prevalga sempre. Chi esercita una funzione pubblica deve dare esempio. Può esprimere il proprio pensiero critico, ma sempre in forma corretta e costruttiva. La nostra Sant’Angelo ha bisogno di uomini e donne che sappiano pensare e sappiano offrire il meglio di sé, non di soggetti portatori di odio contro chi opera con finalità di servizio e solo di servizio. Ovviamente esiste la diversità, ma intesa come originalità, creatività, peculiarità, e non come insulto offesa, demonizzazione. San Giovanni Bosco amava ripetere che per fare del bene ci vuole un po’ di coraggio. Bisogna soffrire senza mortificare nessuno. Ed allora per amore di verità, abituiamoci all’onestà intellettuale. Meglio tardi che mai.

                                                                       Il Consigliere

                                                                       ( Nino Bonina)

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