LA TUA OPINIONE – “LA CULTURA RENDE LIBERI”


Gentile Direttore, La sera del 28 Dicembre  è stata ricca di emozioni ed  ho avuto occasione di immensa gioia nel presenziare alla inaugurazione della nuova Pinacoteca di arte contemporanea “Nino Franchina“ di Sant’ Agata Militello. Il luogo è il castello Gallego, pervaso da una magica ed accattivante atmosfera natalizia, piante e fiori contribuiscono a sottolineare l’importanza dell’evento; una sala gremita di spettatori, ascolta in silenzio i discorsi del sindaco Dott. Bruno Mancuso e di tutti coloro i quali hanno creduto in questo progetto, lavorando con passione e sacrificio per fare  in modo che la Pinacoteca potesse veramente diventare autentica realtà, ponendosi non solo come luogo deputato alla esposizione di opere, ma come vero e proprio centro propulsore in continua evoluzione, per la crescita umana e culturale dell’intera comunità.

Tuttavia il momento che considero più interessante è stato per me, l’incontro con “L’ARTISTA”, già proprio così, perché incontrare il maestro Tano Santoro è sempre una occasione che genera entusiasmo ed emozione. Una rapida occhiata, un abbraccio e subito la consapevolezza di una raggiunta, momentanea soddisfazione  accompagnata da un sottile, impalpabile,  consueto disagio; “Tano” è abituato alla penombra, come uomo infatti, sembra apprezzi più il crepuscolo proprio per l’intima necessità di dialogare con se stesso e forse anche per compensare la troppa luce di cui è invasa la sua terra, la Sicilia, quella che l’artista  così bene  descrive in alcune opere. Schivo e riservato come sempre, quando viene “ufficialmente“ interpellato candidamente e con estrema semplicità risponde che un vero artista non ha bisogno di spiegare nulla, le opere infatti, parlano da sole e attraverso la loro forza e potenza espressiva comunicano allo spettatore tutta la loro

Tono Zancanaro, il maestro Veneto, che conosce Tano Santoro da “Caruso” a Capo d’Orlando, in occasione della prestigiosa mostra “Vita e Paesaggio”, di lui scrive “…Tano  era un ragazzino e si muoveva da autentico naif tra le difficoltà della vita…l’esempio vivo di tanti pittori è stato l’elemento che più lo ha convinto a puntare sulla pittura tutte le proprie energie e la sua stessa vita…”. Flash, strette di mano, sorrisi e interessanti dialoghi hanno caratterizzato la serata, infatti, venuta a mancare l’ufficialità, il maestro si è concesso a conoscenti e amici con la consueta umiltà e disponibilità che da sempre lo caratterizzano. E’ stato quindi un percorso interessante, originale, interattivo e autenticamente coinvolgente, alla scoperta dell’artista e alla ricerca della vera essenza della sua opera. Rammarico da parte degli amministratori, per la mancanza nella pinacoteca, di opere di Tono Zancanaro,  ma grande soddisfazione e gratitudine nei confronti del maestro Santoro per la generosa donazione di ben 33 opere, destinate nel tempo, ad essere ulteriormente incrementate e che comunque, si trovano in buona compagnia, poichè nella nuova struttura sono già presenti, tra l’altro, anche opere di Franchina, Greco, Brusamolino, Frangi, Santomarco, Picking, etc.. Il Sindaco di Sant’Agata Militello nel corso del dibattito, ha voluto precisare che si è scartata l’ipotesi  della cittadinanza onoraria nei confronti dell’artista, in quanto ritenuta effimera, preferendo piuttosto l’intitolazione di due sale  per suggellare in tal modo  il senso dell’intramontabile, ritenuto più adeguato per un “Maestro” destinato a rimanere immortale. Straordinaria opportunità per la Comunità Sant’Agatese!  Essa orgogliosamente saprà custodire con cura opere preziose che trasmettendo contemporaneamente, dolcezza e inquietudine, manifestano una ricerca continua, tenace, accanita, rigorosa e febbrile che serve essenzialmente a nutrire lo spirito, riuscendo ad eliminare dalla vita ogni traccia di effimera superficialità.

Ma la serata del 28  Dicembre è stata caratterizzata ancora da un altro eccezionale evento, a Tortorici infatti, è stato possibile assistere all’ormai tradizionale concerto di Capodanno; straordinaria opportunità ascoltare “L’Orchestra da camera dell’Opera di Berlino (Deutsche Oper Berlin), musiche delle orchestre di “caffè-concert,” un mixer di Valzer, Tango, Foxtrott.

Stupende le melodie della musica di Johann Strauss e Paul Linke, evento accattivante che mi ha garantito serenità, rafforzando in me la consapevolezza che la musica, così come l’arte, possa riuscire a placare tormento e ansia rinfrancando l’anima e lo spirito, attraverso un linguaggio universale ed eterno che punta dritto al cuore.

Concludo adesso, ancora con una riflessione rivolta, alle serate del 29 e 30 Dicembre, mi riferisco al Musical “Frediana”, desidero quindi esprimere piena soddisfazione nei confronti di tutti i ragazzi che sapientemente guidati, hanno dimostrato bravura, creatività, capacità artistiche e talento; bravi, proprio bravi, così mi piacciono i giovani costruttivi, operosi, impegnati,  disposti al sacrificio, determinati  e capaci di inseguire i propri sogni fino a raggiungerli.

A questo punto,  gentile direttore, prima di concludere, mi sembra doveroso esprimere a lei e a tutto il suo giovane e fresco staff i miei più sinceri auguri di buon anno e proficuo lavoro, in un tempo così ipocrita, falso, e squilibrato, il viaggio dentro l’informazione diventa ogni giorno sempre più difficile e complicato. Grazie per il lavoro svolto e grazie per tutto quello che verrà! Una subdola  e infida scritta posta all’ingresso di un percorso assai doloroso afferma che: ”il lavoro rende liberi”, purtroppo non sempre è così, anzi talvolta, proprio il lavoro rende schiavi,  io credo invece, che sia la cultura a rendere l’uomo libero; libero di pensare, libero di esprimersi, libero di schierarsi, libero di affermare dignitosamente le proprie idee e soprattutto libero di scegliere coerentemente secondo i principi e i valori e gli esempi della propria vita. Ringraziandola per la cortese attenzione rinnovo i miei più sinceri auguri.

Maria Grazia Librizzi

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