Lois Weinberger e Mauro_Cappotto

Contemporary Divan/Salotto del Contemporaneo

Ficarra – Residenze con Hugo Canoilas e Lois Weinberger, due fra i più interessanti artisti contemporanei europei; due summer school con venti giovani artisti e studiosi provenienti da tutta Europa; due convegni sulle interazioni fra l’ambito artistico e il cibo e fra gli interrogativi che l’universo dell’arte pone anche in riferimento alla medicina, alla psicologia e alla letteratura. E ancora, una rassegna con eventi culturali per tutta l’estate, un documentario, due pubblicazioni, interventi nel tessuto urbano e una grande mostra finale.

C’è tutto questo in “Ficarra Contemporary Divan/Salotto del Contemporaneo”, il progetto promosso da “La Stanza della Seta – Museo Palazzo Milio” con il Comune di Ficarra e la direzione artistica di Mauro Cappotto, che per oltre tre mesi farà del paese nel cuore dei Nebrodi un punto di riferimento nell’ambito del sistema internazionale dell’arte contemporanea.

“Ficarra Contemporary Divan”, attraverso un programma di altissimo livello, è l’occasione per consolidare il ruolo di Ficarra quale “museo diffuso”, anche per proporre una crescita che si armonizzi con il desiderio di salvaguardare l’integrità storica e urbanistica del paese: un modo questo, per realizzare un connubio fra arte e sviluppo economico che, attraverso l’innalzamento dei livelli d’accoglienza, possa condurre a un turismo culturale di qualità.

Hugo Canoilas_a_Ficarra

Ficarra, insieme al suo territorio – sottolinea il sindaco di Ficarra Basilio Ridolfo – è un paese che possiede una grande tradizione storico-artistica e che si caratterizza per una sua specificità sia sociale che culturale. Come amministrazione abbiamo lavorato costantemente per coltivare e accrescere tutto questo, al punto che oggi Ficarra è in grado di accogliere e sviluppare un progetto europeo particolarmente articolato, che prevede tante tipologie di intervento nel tessuto urbano e di interazione con gli abitanti. Ma soprattutto un progetto di livello internazionale, sul piano degli attori coinvolti così come della qualità del pensiero che sottende il fare. Per noi questo è non solo una fonte di orgoglio, ma la conferma di un cammino che abbiamo condotto negli anni per la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali e ambientali del nostro territorio”.

Nei miei intenti – spiega il direttore artistico Mauro Cappotto –  questo progetto si pone come una sorta di rilettura della storia, del paesaggio e dell’identità urbana di Ficarra. L’articolato e diversificato percorso cittadino, con i suoi edifici storici ma anche con i suoi spazi particolari, nascosti, si trasformerà in un grande palcoscenico ove verranno presentate opere, installazioni, performance, in una concreta e sentita interazione con la vita quotidiana del paese. La scelta dei due artisti internazionali è stata condotta proprio in vista di tale “interazione”. L’esito finale delle residenze di Weinberger e Canoilas, infatti, non è solo quello di depositare un’opera a Ficarra, ma quello di creare ed esercitare un dialogo costante e autentico sia con la comunità artistica che si formerà a Ficarra durante tutto lo svolgimento del progetto, sia con la comunità cittadina, dei residenti ma anche di quanti ogni anno vi tornano durante la primavera e l’estate. L’intenzione principale è quella di lasciare non una traccia temporanea ma un segno permanente, sia sul piano materiale che su quello immateriale. Un grandissimo ruolo lo avranno anche i 20 giovani artisti che risiederanno nel paese e prenderanno parte alle Summer School. Artisti con differenti esperienze dentro il mondo dell’arte e differenti provenienze. Molti di essi sono siciliani, e questa scelta discende da due considerazioni: prima, il poter ragionare più a fondo sulle questioni del territorio; seconda, perché la Sicilia sta esprimendo figure di primo piano sulla scena europea. Ficarra sarà, per i prossimi mesi, una fucina di idee e di progetti molto variegata, configurandosi come una piattaforma di dialogo espressamente vocata ai giovani, per un confronto di poetiche e pratiche, proponendosi come osservatorio su un paesaggio ancora da definire”.

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