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Scuola, proclamati 2 giorni di sciopero

L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha ricevuto, da parte delle sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb, le proclamazioni di due giorni di sciopero, da effettuarsi successivamente alla chiusura delle scuole, ma hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico.

“L’Autorità di garanzia – si legge nel testo integrale della nota diffusa dal Garante – per gli scioperi ha ricevuto, da parte delle sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb, le proclamazioni di due giorni di sciopero, da effettuarsi successivamente alla chiusura delle scuole. I predetti sindacati, conformandosi a quanto già dichiarato dall’Autorità – prosegue il comunicato – con riferimento all’articolo 3, lettera g, dall’Accordo sulla scuola del 1999, hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico (esami di terza media, maturità, abilitazioni professionali). In ordine alle astensioni dagli scrutini delle classi intermedie, l’Autorità di garanzia si riserva di decidere nei prossimi giorni, poiché sta valutando complessivamente le proclamazioni di sciopero, che stanno via via pervenendo, allo scopo di evitare che l’attuazione delle astensioni, possa produrre, in concreto, una violazione della normativa”.

Intanto, con il via libera all’articolo 26, l’Aula della Camera ha ultimato l’esame degli emendamenti al testo della riforma della scuola. È ora in corso l’esame dei 150 ordini del giorno sul provvedimento. In base ad un accordo tra i gruppi, alle 11:30 avranno inizio le dichiarazioni di voto finali, che verranno trasmesse in diretta tv.

Stamattina Renzi parlando a Rtl aveva detto sul blocco degli scrutini che «se
vorranno farlo hanno tutto il diritto di farlo, ma sarebbe un errore clamoroso perchè va contro i ragazzi e le famiglie. Il punto è: possiamo dire che l’Italia è di tutti e non solo dei sindacati? Si, possiamo dirlo».

«Siamo il governo che ha messo più soldi di tutti sulla scuola», sottolinea Renzi individuando in «più soldi per la scuola, meno precari e più qualità» e presidi che «non siano burocrati» alcuni dei punti della riforma. «Noi – precisa – non siamo affezionati alle nostre idee ma alla scuola. Certo quando sento dire da alcuni professori o sindacati che sulla scuola non occorre valutare, che occorre essere tutti eguali, io dico che l’uguaglianza nella scuola è un punto in partenza, poi se c’è un ‘genio’ che vince le olimpiadi di matematica va aiutato, e allo stesso modo il professore bravo va aiutato».  «Valorizzare la scuola» è un modo per «investire sulla crescita e combattere la povertà», sottolinea ancora il capo del governo.

In mattinata i sindacati avevano però ribadito che “in assenza di risposte pensiamo anche allo sciopero degli scrutini. Oggi pomeriggio con gli altri sindacati cercheremo di trovare una sintesi, ma questa piazza ci dice di andare avanti». Lo ha detto il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, in piazza con gli insegnanti che stanno contestando il ddl Buona scuola. «Questo ddl anche con modifiche – ha detto il sindacalista – è inaccettabile e incostituzionale». «Da domani – ha aggiunto Pantaleo – bisogna aprire le scuole, attraverso occupazioni simboliche, a un dibattito pubblico con le famiglie, gli enti locali, gli insegnanti. Penso che sarà necessaria una ulteriore giornata di mobilitazione nazionale».

Proteste sono state inscenate in tutta Italia e anche in Sicilia. La Rete degli studenti medi sta organizzando in Sicilia dei flashmob davanti alle scuole. Gli studenti costituiranno questa mattina delle catene umane davanti agli istituti, per ribadire la loro contrarietà alla riforma della scuola del governo nazionale. «Le pressioni esercitate da studenti e insegnanti – dicono – hanno già sortito qualche effetto, ma la riforma deve ancora subire dei cambiamenti sostanziali. Cambiamenti che il governo non sembra essere disposto ad effettuare».

www.gds.it

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