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“Noi con Salvini” in corsa. Le motivazioni dei giudici.

MILAZZO – Alla fine hanno avuto ragione loro. La seconda sezione del Tar di Catania ha dato piena ragione a Giuseppe Ragusi, Mario Mangano e Antonio Capone, rappresentati e difesi dall’avvocato Nazareno Pergolizzi. I giudici Antonio Vinciguerra (Presidente), Daniele Burzichelli e Francesco Bruno (Consiglieri). Compensate fra le parti le spese per il ricorso, i giudici hanno disposto l’immediata esecutività amministrativa della sentenza. Nella sentenza viene citato l’art. 17 del T.U. n. 3/1960, come sostituito dall’art. 27, primo comma, legge regionale n. 26/1993, che ai commi 2 e 3dispone: “I presentatori debbono essere elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni e la loro firma è apposta su un modulo recante il contrassegno della lista nonché il nome, il cognome, la data e il luogo di nascita dei sottoscrittori medesimi … L’attestazione della iscrizione dei presentatori o dei candidati nelle liste elettorali può essere fatta cumulativamente e risultare da un unico atto. Può essere fatta, altresì, cumulativamente in un unico atto l’autenticazione delle firme prescritte dal comma precedente”. Inonoltre si fa riferimento alla pubblicazione numero 3 dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali, relativa alle elezioni comunali dell’anno 2008, secondo cui “… la firma dei presentatori, che devono essere iscritti nelle liste elettorali dei comuni, è apposta su moduli riportanti il contrassegno di lista nonché il nome e cognome, luogo e data di nascita dei sottoscrittori”. Secondo i giudici del Tar di Catania, in entrambi i casi, con il termine “modulo” si fa riferimento ai fogli intercalari preconfezionati, da collocare dopo la dichiarazione di presentazione delle liste dei candidati e delle collegate candidature alla carica di sindaco, fogli nei quali vanno raccolte le firme dei sottoscrittori. La vigente normativa regionale pertanto, si differenzia, sul punto, dalla normativa nazionale di cui all’art. 28 del T.U. 16 maggio 1960, n. 570, in quanto non richiede che i “moduli” sui quali vengono apposte le firme dei sottoscrittori, oltre al contrassegno della lista ed al nome, cognome, data e luogo di nascita dei sottoscrittori stessi, contengano anche “il nome, cognome, data e luogo di nascita di tutti i candidati”. Quindi, in base al combinato disposto delle norme regionali richiamate, nei “moduli” in questione è richiesta unicamente l’apposizione del contrassegno di lista, senza necessità di ulteriori indicazioni. Nel caso in esame, in tutti i moduli di cui si tratta è stato apposto il contrassegno di lista, oltre l’indicazione del candidato Sindaco, risultando pertanto soddisfatte le condizioni formali per l’ammissione alla competizione elettorale della lista “Noi con Salvini”. Risulta, quindi, irrilevante la mancata apposizione di un segno obiettivo di continuità e collegamento fra i vari moduli. Inoltre, i moduli successivi al primo contengono il prescritto contrassegno di lista, nonché l’indicazione del candidato alla carica di Sindaco. A sostegno della loro tesi, i giudici hanno aggiunto che i vari moduli sono comunque congiunti materialmente fra di loro; in ciascuno dei fogli successivi al primo è contenuta la dicitura “vedi foglio 1”, nel quale foglio è presente la lista dei candidati alla carica di Consigliere Comunale, con indicazione del luogo e della data di nascita; l’autenticazione delle firme di tutti i sottoscrittori è avvenuta in data 27 aprile 2015.

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