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Comizio tra problema del lavoro e scuola

Mirto – Si è tenuto nella serata di ieri, in Piazza Vittorio Emanuele a Mirto, il consueto comizio del primo Maggio, organizzato in collaborazione con la CIGL per ricordare la Festa dei Lavoratori. Quest’anno era presente il Segretario Provinciale della FIOM (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) Salvatore Chiofalo.

Il sindacalista della FIOM ha affrontato inizialmente il problema dei frequenti sbarchi di clandestini sulle coste siciliane, esprimendosi in questi termini: “Oggi la CIGL ha organizzato una manifestazione a Pozzallo, per dimostrare la propria vicinanza ai tanti clandestini privati della libertà, ai disperati che ogni giorno attraversano il Mediterraneo alla ricerca di migliori condizioni di vita. Si tratta di perseguitati politici, che scappano dai propri paesi e tra di loro ci sono molte donne e bambini. La CIGL è con loro, rivendichiamo l’aiuto di tutta la Comunità Europea, perché dell’accoglienza dei clandestini non si può fare carico solo la Sicilia”.

Altro importante argomento centrale trattato è quello del lavoro. A questo riguardo Salvatore Chiofalo afferma: “Nella nostra provincia oggi sono state organizzate diverse manifestazioni, le quali danno un valore assoluto al significato del lavoro. Il lavoro non è un concetto astratto, non è un proclama, ma è lo strumento attraverso il quale ognuno di noi può realizzarsi e può rendersi autonomo dalla famiglia. Al 43% dei giovani in Sicilia viene negato questo diritto. Inoltre eliminare l’Articolo 18 della nostra Costituzione significherebbe togliere la dignità del lavoro e tornare indietro. La volontà del governo Renzi di controllare i lavoratori a distanza è un messaggio feroce contro la tutela e la dignità dei lavoratori. Il sindacato sta promuovendo diverse manifestazioni e scioperi e presenterà anche un’iniziativa di referendum popolare”.

Il sindacalista si sofferma poi sulla riforma della scuola: “Renzi ha approvato la riforma della scuola, che doveva sistemare 200.000 precari in Sicilia, ma invece non è così. Il 5 Maggio tutto il mondo della scuola, in particolare i docenti, scenderà in piazza per protestare contro i tagli. La scuola non è una merce, ma è un valore assoluto, inalienabile, di tutti. La scuola e la pubblica istruzione devono rimanere statali, in quanto scuola significa conoscenza, istruzione, professionalità; non può essere una merce che si vende”.

Un ultimo accenno alla disastrosa situazione siciliana: “Sui Nebrodi ci sono tantissimi problemi, come il dissesto del territorio, le continue frane, gli allagamenti. Tutti ricordiamo le tragedie accadute a Giampilieri e Saponara. Un grande problema è la messa in sicurezza del territorio; bisogna creare un piano di sicurezza del territorio accompagnato da un piano di lavoro per la nostra Regione. Il settore industriale della Sicilia è in crisi, soprattutto a risentirne sono i settori manifatturiero, tessile, agro-alimentare. La società deve guardare all’industria, altrimenti resterà povera. Il governo regionale non ha i soldi per pagare i forestali; inoltre vengono limitate le risorse dei Comuni, che sono costretti ad aumentare i tributi. Crocetta più che fare il governatore della nostra isola, ha fatto lo sfasciacarrozze. All’orizzonte c’è grigiore, non c’è nulla di nuovo, non c’è nessun tipo di investimento, nessuna vertenzialità provinciale e regionale”.

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