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Il Comune attende il finanziamento per l’area Tribò

MILAZZO – Il Comune di Milazzo ha diritto al finanziamento di 10 milioni di euro già assegnato nell’ambito della programmazione del Po-Fesr 2007-13 per la realizzazione del progetto di monitoraggio ambientale nell’area Tribò. Lo ha deciso il Consiglio di giustizia amministrativa con il parere vincolante reso in adunanza delle sezioni riunite del 24 febbraio u.s., depositata nei giorni scorsi in accoglimento del ricorso straordinario presentato dal legale dell’ente avv. Claudio Rugolo. Un provvedimento articolato e molto argomentato quello dei giudici (presidente Zucchelli, segretario Chiofalo, estensore Anastasi) che riconosce a pieno titolo le ragioni dell’Amministrazione comunale che aveva giudicato un “autentico scippo” la decisione, formalizzata con una semplice lettera della Regione di revocare quel finanziamento già accordato. Adesso dunque il governo regionale dovrà adottare i provvedimenti consequenziali all’annullamento di quelli che avevano portato alla revoca delle somme. Una vicenda lunga cinque anni questa dei fondi per il monitoraggio ambientale. Era il luglio del 2010 infatti quando l’Amministrazione Pino – insediatasi da appena un mese, presentò alla Regione istanza per partecipare al bando del Po-Fesr 2007-2013 finalizzato ad ottenere risorse per la realizzazione di un sistema di monitoraggio ambientale. Nel 2012 il progetto viene dichiarato ammissibile per l’importo di 10 milioni di euro. A seguito del via libera del finanziamento, il Comune di Milazzo ha acquisito dalla Raffineria, a titolo gratuito, l’area e i fabbricati oggetto di intervento di circa 56.000 metri quadrati (valore quasi 400 mila euro) con destinazione funzionale vincolata alla realizzazione del “Sistema integrato per il monitoraggio e la riduzione del carico inquinante finalizzati al miglioramento della qualità dell’aria in zona dichiarata ad elevato rischio ambientale”. Sei mesi dopo – nel frattempo si è insediato il governo Crocetta – l’assessorato regionale al Territorio ed Ambiente contesta al Comune la mancata presentazione del progetto e avvia il procedimento per revocare il finanziamento. Gli uffici di palazzo dell’Aquila però quel progetto l’avevano presentato e tempestivamente lo dimostrano. Sembra tutto definito, ma a distanza di qualche mese a sorpresa a palazzo dell’Aquila arriva una lettera con la quale si comunica che il progetto è dichiarato decaduto dal novero delle iniziative finanziabili. A questo punto lo scippo viene perfezionato ma il Comune di Milazzo non molla e decide di impugnare il provvedimento di esclusione anche con un ricorso straordinario al presidente della Regione. Dopo mesi di attesa la pronuncia dei giudici amministrativi, che richiamando anche alcune recenti sentenze della Corte di Cassazione “boccia” la “scellerata decisione” della Regione. “Giustizia è stata fatta – afferma il sindaco Pino –: l’intransigenza dell’Amministrazione ha dato i suoi frutti; sin dal primo momento ho ritenuto il provvedimento della Regione assurdo, irragionevole e contrario ad ogni logica. A nessuno è lecito ammettere prima a finanziamento progetti e poi cercare di bloccare i fondi con futili motivazioni. Per tale ragione non ho mai ceduto anche quando mi sono state prospettate possibili soluzioni di compromesso. Ho preferito lottare anziché abdicare alla difesa dell’intero finanziamento precedentemente assegnato. Su tutela della salute e rispetto dell’ambiente questa Amministrazione è stata sempre in prima linea, al di là della demagogia e delle basse speculazioni politiche. Alle chiacchiere preferiamo rispondere con i fatti. Questo finanziamento che orgogliosamente abbiamo difeso rappresenta storicamente la prima risposta concreta ai bisogni di un territorio di disporre di un sistema di monitoraggio ambientale in tempo reale dall’istituzione dell’area ad alto rischio di crisi ambientale”.

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