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“Erosione delle spiagge, cause e rimedi”

Capo d’Orlando. Si è svolto stamattina nella Sala Consiliare l’atteso convegno organizzato dal Kiwanis su “Erosione delle spiagge. Cause e rimedi”. Dopo il saluto del Luogotenente Governatore Provinciale, il presidente della locale sezione, ing. Giuseppe Lazzaro, ha introdotto il relatore prof. ing. Giuseppe Mallandrino, autorevole esperto di ingegneria idraulica e marittima.

Il prof. Mallandrino ha spiegato che l’erosione delle nostre spiagge è causata dagli interventi antropici che hanno sconvolto equilibri millenari: “basta una ruspa e qualche decina di camion per prelevare da un fiume una quantità di sabbia accumulata in decenni…” Ma non solo l’intervento nei corsi d’acqua, a determinare la situazione attuale hanno contribuito i porti e l’urbanizzazione costiera (“le case e le strade si sono avvicinate al mare”) e infine le barriere rigide realizzate a protezione dell’urbanizzazione. Insomma, un circolo vizioso dal quale si può uscire, con molta pazienza (“perché non si possono in pochi mesi riparare gli squilibri prodotti”) e recuperando l’idea di una gestione del territorio rispettosa degli equilibri naturale.

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“Ingaggiare una battaglia contro la natura – ha affermato – è da stolti: alla fine vincerà il mare. “Piuttosto,è necessario adattare responsabilmente le azioni dell’uomo alle mutate situazioni”.

Riguardo l’intervento di ricostruzione della spiaggia orlandina realizzato nei primi anni del 2000, Malandrino ha espresso parole di riconoscimento per la professionalità e l’esperienza dell’ing. Sirito aggiungendo che, a partire da quell’impostazione, i nuovi strumenti disponibili permettono un affinamento delle analisi e del monitoraggio. A questo punto il prof. Malandrino ha sollecitato interventi dei presenti per avviare una “amichevole conversazione”.

Per primo è intervenuto Salvatore Granata, dirigente di Legambiente il quale, dopo avere apprezzato l’approccio del prof. Malandrino alla questione, ha posto l’attenzione sulle opere di difesa. “Le opere di difesa rigida hanno effetti collaterali negativi, sia economici che ambientali – ha affermato. Gli interventi di difesa andrebbero limitati selettivamente ai beni di straordinario interesse pubblico, mentre là dove non ricorrono queste condizioni l’erosione dovrebbe essere gestita”. Il prof. Mallandrino ha condiviso pienamente questa tesi e ribadito che le difese rigide (barriere e scogliere artificiali) servono solo a livello puntuale ma spostano l’erosione appena sottoflutto. Successivamente, l’arch. Mario Sidoti Migliore, responsabile dell’area urbanistica del Comune, ha chiesto un giudizio al prof. Mallandrino sul posizionamento del vecchio porto e sull’idea dell’amministrazione comunale di intervenire con pennelli artificiali sulla spiaggia di levante fino a San Gregorio. Il prof. Mallandrino ha risposto affermando che Capo d’Orlando è l’unico posto da lui conosciuto in cui la costruzione di un’opera portuale procede per tentativi e, riguardo ai pennelli artificiali a San Gregorio, con una metafora molto forte: “I pennelli artificiali sono come una chemioterapia, possono prolungare di poco la vita di un organismo ma finiscono col distruggerlo”. Sarebbe bene valutare attentamente ogni altra possibilità prima di compromettere il litorale.

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