NAGASAWA – ROMEO “PATTI NON RISPETTATI”, MIRACOLA “NON TORNO INDIETRO”


Si era partiti con l’intento di mettere da parte antichi screzi e si è finito per incrementarne altri. Questa in sintesi la vicenda che vede contrapposti il Comune di Capo d’Orlando con l’esperto alla cultura Giacomo Miracola e la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Abbiamo sentito entrambe le parti e di seguito le loro dichiarazioni. Se da un lato il presidente della Fondazione, Professor Carmelo Romeo, parla di mancato rispetto dei patti, dall’altro il consulente dell’Amministrazione Miracola ribadisce la titolarità da parte del Comune e degli orlandini dell’opera di Nagasawa descrivendo alcuni dettagli che provocheranno sicuramente degli strascichi. “Ho subito aderito alla richiesta per 2 motivi – ci ha dichiarato il presidente della Fondazione, Carmelo Romeo – Uno politico per cercare di ricucire i rapporti con il Comune e il Sindaco, perché anche se ci sono stati screzi e incomprensioni in passato desidero avere un buon rapporto. E poi – ha continuato Romeo – anche per un aspetto culturale, per consentire una visione pubblica dell’opera d’arte. Abbiamo sottolineato che si trattava di una concessione temporanea della scultura con tanto di accordo scritto. Queste opere sarebbero state esposte per un certo periodo in centro a Capo d’Orlando per poi essere restituite. Dalla conferenza stampa invece – dice Carmelo Romeo – veniamo a sapere che Miracola avrebbe scoperto un’opera d’arte abbandonata ? Per me questa è una provocazione gratuita. E poi – continua il presidente della Fondazione – sempre dalla conferenza stampa abbiamo appreso che il  posizionamento delle opere sarebbe stato definitivo e questo non era nei patti. Forse il Sindaco e l’esperto non ricordano – dice Romeo – che l’acquisizione delle opere è avvenuta contestualmente alla decisione di destinarle ad alcuni siti compresa Villa Piccolo come voluto dallo stesso Nagasawa. Perché non siamo stati invitati alla conferenza stampa? Anche solo per ringraziarci?”

Non torna indietro il consulente Giacomo Miracola nelle sue decisioni. “Vorrei precisare – ci ha dichiarato – che sono nelle possibilità di poter dimostrare che la scultura in questione non era dove lo scultore aveva deciso di posizionarla. Secondo Nagasawa – continua Miracola – aveva deciso che doveva essere posizionata sulla balconata alle spalle dell’ingresso principale della Villa, con vista su Capo d’Orlando. Dopo poco tempo l’opera è stata sezionata in 3 distinti pezzi per poi essere riassemblata e per 14 anni spostata in un’altra sede, sulla collina di fronte l’ingresso principale. La scultura rimarrà in centro a Capo d’Orlando – prosegue l’esperto del comune – anche perché ho dovuto provvedere alla sua restaurazione avendola trovata in condizioni pessime. La vicenda di sicuro non finirà qui – conclude Miracola – ma sono molto tranquillo perché ho tutte le carte per dimostrare di agire nel giusto”.

Come dicevamo, se l’intento iniziale era quello di riconciliazione siamo certi che la vicenda della scultura di Nagasawa allontanerà maggiormente le parti.

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