MafiaMaps

Presentato il progetto MafiaMaps

Capo d’Orlando – Incontro molto proficuo quello di domenica 12 aprile presso la Sala “Tano Cuva” della Biblioteca Comunale di Capo d’Orlando. Durante la serata è stato infatti presentato il progetto MafiaMaps, oltre alla relativa campagna di crowdfunding.

MafiaMaps è un progetto di app per smartphone e tablet che permetterà la mappatura dei beni confiscati, i clan presenti sul territorio, le inchieste, gli arresti e gli omicidi, ma anche quali siano le associazioni che combattono il fenomeno mafioso e dove esse sono situate. Il progetto è un punto importante di un percorso della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Milano che, dall’istituzione del corso di Sociologia della criminalità organizzata, tenuto dal Professor Dalla Chiesa, ha visto la creazione di associazioni come Stampo Antimafioso, Wikimafia e Onda Antimafiosa, poi divenuta Unilibera, presidio di Libera presso la stessa facoltà. Il cittadino potrà avere sempre a portata di mano il più grande database sulla criminalità organizzata e non solo avrà accesso a tutte le informazioni rilevanti sul fenomeno mafioso di tutta Italia, ma sarà in grado di fare ricerche avanzate in maniera semplice e veloce in qualsiasi luogo d’Italia si trovi su qualsiasi aspetto di suo interesse.

«Le mafie, oltre che dalle loro leggi – spiega il consigliere comunale Alessio Micale -, sono governate dal principio di mercato della domanda e dell’offerta. Forniscono beni e servizi illegali che hanno una fortissima richiesta (traffico internazionale di droga, prostituzione, energie alternative, smaltimento rifiuti speciali, controllo degli appalti, etc). Si legano al tessuto sociale con una facilità disarmante. Per scardinare questo potere è necessaria un’azione forte, persistente ed altamente specializzata. Ogni euro che va nelle casse delle mafie è un servizio in meno, un diritto sacrificato».

«Vogliamo creare questa app – confessa Marco Fortunato, ricercatore per l’osservatorio sulla ‘ndrangheta di Reggio Calabria – perché non si possa più dire che la mafia non esiste. Vi mostreremo dov’è, in modo tale da poterla sconfiggere tutti insieme».

Insieme con le idee, insieme con la voglia, insieme anche economicamente grazie al crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento collettivo. Si tratta di un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse e che può far davvero decollare questo progetto. “Loro si occupano di noi tutti i giorni. È ora di ricambiare l’attenzione”.

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