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DOSSIER ESCLUSIVO: ECCO LO STATO ATTUALE DELLE COSE


”Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia”. (Otto von Bismarck ). Le illuminanti parole del “cancelliere di ferro” (colui che liberò la Prussia dal gioco austriaco dando vita alla grande Germania) danzano capricciose nella mia mente , mentre mi accingo ad effettuare l’ennesimo raid in quel paese virtuale che è oramai diventato Pulp d’Orlando. Le promesse sono promesse, e di norma dovrebbero essere rispettate, o quanto meno provarci. Ma qui nella terra dei limoni & dell’ “edonismo sindoniano”, il concetto stesso di promessa è del tutto relativo. Le promesse si dimenticano, stracciano e spesso rivoltano , facendo passare chi dovrebbe riceverle per colui che le dovrebbe mantenere. Con le promesse qui ci puoi fare tutto, basta non commettere un unico imperdonabile errore. Alle promesse non devi mai dare una scadenza, perché altrimenti divengono pericolosi boomerang che leggiadri fluttuano nell’aria scomparendo dalla tua vista e soprattutto dalla tua memoria, per poi tornare implacabili nel momento che meno te lo aspetti e magari colpirti  alle spalle lasciandoti  a terra con l’intima certezza di aver rimediato un’epica fantozziana figuraccia. Mentre le mie elucubrazioni mentali si rincorrono freneticamente spengo il motore  della mia Cousin-mobile e mi accingo a scendere. Mi trovo sulla Trazzera Marina , tra il Francesco Paolo Merendino (oramai abbandonato al suo destino …)  ed il Villaggio Nettuno perché l’inossidabile conducator orlandino  in una “calda” campagna elettorale di fine Maggio 2010 ha usato questo lembo di terra per lanciare il suo boomerang , con una chiara data di scadenza: 15 Dicembre 2011. “L’Esperia Handball avrà la possibilità di giocare in A2 a Capo d’Orlando. Il Sindaco Enzo Sindoni ha infatti comunicato quest’oggi  alla Federazione Italiana Gioco Handball, la realizzazione di un impianto polifunzionale entro il 15 dicembre 2011.”  Questo  l’ottimistico comunicato  del solerte ufficio stampa del Comune di Capo d’Orlando datato 7 luglio 2011. Naturalmente  della consegna dell’impianto – ad oggi 19 dicembre – nemmeno l’ombra. E’ tutto un bluff? L’ennesimo della gestione Sindoni? Non mi resta che costatarlo di persona, armato della mia inseparabile moleskine, un metro, un manuale tecnico per l’allestimento di strutture sportive ed una piccola macchina fotografica mi dirigo verso l’entrata dell’area. Arrivato davanti all’ingresso, a sbarrarmi la strada trovo uno  “sgarrupato” cancello chiuso da due-tre giri di catena ed un grosso lucchetto, un sicuro rimedio per scoraggiare eventuali vandali , peccato però che ad appena 30 metri  sulla mia destra  la rete di recinzione sia completamente divelta e lascia un comodo passaggio (foto sotto).

Entro nell’area affidata alla neonata associazione il “Tartarughino”. Malinconicamente devo riscontrare che non vi è nessuna  traccia di un’inizio dei lavori, figuriamoci del completamento. Davanti a me troneggiano (pura licenza poetica…) gli spogliatoi che fino a poco tempo fa erano utilizzati dai settori giovanili delle scuole calcio. Nel progetto di riqualificazione dell’area dovrebbero divenire gli spogliatoi della nuova struttura . Le prime domanda che mi pongo sono : dopo anni d’incuria ed abbandono si potranno recuperare, ma soprattutto sono compatibili con le misure minime per renderli idonei ad ospitare gare ufficiali di campionati nazionali? ( eh si perché nelle intenzioni del buon Sindaco qui dovrebbe finalmente trovare casa la pallamano made in Capo d’Orlando…). Mi dirigo verso l’ingresso degli spogliatoi e prendo atto come ormai sia del tutto distrutto dai vandali (foto sotto).

Appena dentro mi dirigo alla mia sinistra in quello che dovrebbe essere lo stanzone degli “ospiti” (foto sotto).

Quello che mi aspetta è davvero desolante, ma è nulla a ciò che vedrò in seguito. Le porte sono danneggiate se non totalmente assenti, al posto degli attaccapanni pezzi di legno e chiodi per appendere il vestiario. Muri scrostati, sporcizia e sedie oramai inutilizzabili fanno da scarno e triste corollario, consulto il manuale tecnico che testualmente recita: “Spogliatoi squadre: deve avere una dimensione minima di mq 35, escluso le docce”. Con certosina applicazione prendo le misure dello stanzone e devo constatare che attualmente arriva  ad appena 20 mq, che diventano si e no 25 mq se calcoliamo l’unico lavabo e wc (foto suguente), in un angolo “solo” due piatti doccia (il tutto per una squadra di 16 persone…).

Adesso mi sposto nello spogliatoio dei “locali”, ma la musica cambia di poco. Qui troviamo un piatto doccia in più, l’unico bagno è oramai inutilizzabile e qualche buontempone lo rammenta con un avviso alla porta e lo stanzone degli atleti è nelle stesse condizioni del primo (foto seguenti).

Provo a vedere se ci sono almeno le misure giuste, niente da fare qui si arriva sui 27 mq. Sfiduciato mi dirigo nello spogliatoio degli arbitri, dovrebbero essercene due (come da normativa), possibilmente comunicati. Ne troviamo uno solo ed abbastanza angusto (foto seguenti)  con un solo wc e senza docce…. Per un totale di 13 mq (il minimo è 20 mq).

Per ultimo ispeziono il locale dove è alloggiato il quadro elettrico oramai fuori uso. Anche qui è evidente l’opera efficientissima dei soliti vandali, un vero e proprio sgabuzzino in cui sono stati rinchiusi i fallimentari sogni di gloria dell’A.S. Capo d’Orlando (foto sotto).

Credo di aver visto tutto, o quanto meno abbastanza; ma mi sbagliavo di grosso. Appena fuori, proprio accanto alla stanza del quadro elettrico la mia attenzione viene catturata dalle sinistre crepe che salgono su per due dei pilastri della struttura (foto seguenti ), un chiaro segnale che anche la stabilità di questo vecchio casermone è oramai irrimediabilmente minata.

Mi siedo su quello che resta del muro di delimitazione dell’ex campo da tennis, apro la mia agendina e comincio a scrivere.  Cerco la giusta illuminazione accendendo un Hoyo de Monterey sperando che il suo sapore speziato ma mai aggressivo mi aiuti a fare il punto della situazione.  Dopo un paio di minuti sembra avere un benefico effetto,  abbiamo sì due spogliatoi per gli atleti ma insufficienti per dimensioni, numero di sanitari e docce. Inoltre c’è un solo spogliatoio per gli arbitri (contro i due richiesti) e per giunta sprovvisto di docce. Non esiste traccia di  una sala antidoping (obbligatoria per campionati nazionali, la cui dimensione minima richiesta è di mq 30), ne possibilità di ricavarne una dalla struttura esistente. Eppure nel progetto della nuova struttura questo dovrebbe essere il corpo principale degli spogliatoi, ma il sopralluogo odierno ha chiaramente scoperchiato l’ennesimo bluff, questa struttura è fatiscente ed inadatta allo scopo. Se una struttura qui nascerà davvero, di questo rudere non saprà che farsene. Adesso è chiaro che l’input di dare “una casa all’Esperia Handball” rischia concretamente di essere solo uno “specchietto per le allodole”, una “palla presa al balzo” per l’ennesima speculazione politico-amministrativa, stavolta sulla pelle di una società e di un gruppo di ragazzi (per la stragrande maggioranza tutti di Capo d’Orlando) che negli ultimi dieci anni hanno battuto avversari e ribaltato pronostici, ma che probabilmente dovranno arrendersi davanti all’arroganza di un Sindaco che ritiene il Palafantozzi “cosa sua”. Il sigaro è oramai cenere tra le mie dita, un segnale inequivocabile che è ora di andare via. Mi alzo e stiro le gambe anchilosate, giro le spalle a questa area degradata  con la consapevolezza che nel paese della bugia, la verità è una malattia …

 

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