NASO E CAPO D’ORLANDO UNITE NEL RICORDO DI LO SARDO


Si è svolta ieri, sabato 17 dicembre a Capo d’Orlando ed a Naso, una manifestazione di nobile attualità organizzata dalle Pro Loco associate, con la partecipazione dei rispettivi Comuni, in occasione della celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia e degli 80 anni della morte di un grande comune concittadino. Si tratta della commemorazione dell’Avvocato e poi Onorevole al Parlamento Regio Francesco Lo Sardo (1871-1931). La figura di Lo Sardo è stata ricordata in due convegni-testimonianza, che hanno avuto luogo nelle due cittadine, con relatori i Prof.ri Sebastiano Saglimbeni e Angelo Ficarra, la Prof.ssa Franca Sinagra e l’avv. Filippo Nicastro, personalità siciliane ancora molto vicine nella memoria a quel martire della libertà. Con il patrocinio dell’Istituto Gramsci Siciliano, alla presenza dei Sindaci Enzo Sindoni e Daniele Letizia, dei presidenti delle Pro Loco promotrici Nino Letizia e Giandomenico Maneri, l’iniziativa ha coinvolto i presenti con intermezzi di lettura recitativa a cura di Sarina Liuzzo Lo Sardo, Donatella Ingrillì, Cono Messina e Giuseppe Ciccia. Il valore della manifestazione fonda il suo significato nella quantità di elementi della storia locale a specchio di quella nazionale, che sono rappresentati in un uomo esemplare per forza d’animo e fedeltà al suo ideale, il nasitano Francesco Lo Sardo. Lo Sardo, raccogliendo tutti gli ideali fondativi dell’Unità d’Italia con la militanza a sostegno della classe contadina, militò prima nei Fasci siciliani, quindi nel partito socialista, del quale aprì una sezione a Naso, subì la perdita dell’unico figlio nel terremoto del ‘908, fu soldato nella Grande Guerra, scelse poi il partito comunista insieme a grandi personalità siciliane, finché venne eletto nel 1924 primo deputato comunista siciliano a Roma. Nel contrastare la prepotenza, l’illegalità e la violenza del regime fascista, fu fatto prigioniero, contemporaneamente all’altro isolano ben più famoso Antonio Gramsci, con cui divise lo strazio della vita carceraria pagando con la vita l’avversione al regime. Malato, si ostinò a non chiedere la grazia con abiura al suo ideale e diceva: “Hanno voluto la carne, tengano anche le mie ossa”.

“Francesco Lo Sardo nacque a Naso nel 1871, anno della totale Unità d’Italia”, ha esordito la Prof.ssa Sinagra, “Naso è stata una delle prime città d’Italia a liberarsi per prima dal Feudalesimo, dunque Lo Sardo nasce già col gene della libertà. Vorrei ricordare un bel momento che abbiamo vissuto oggi pomeriggio: scendendo da Naso verso Capo d’Orlando abbiamo gettato a mare dei garofani rossi”.
Il Prof. Saglimbeni ha affermato “Sono contento di aver lavorato per la mia Sicilia, per il ricordo di un uomo che dovrebbe essere d’esempio alle generazioni di oggi per coerenza e fede al suo ideale. Lo Sardo scrisse: «Nascerà un vendicatore delle mie ossa», e io tale mi considero, un vendicatore delle ossa di Francesco Lo Sardo”.

Lo Sardo riposa oggi nel famedio del Gran Camposanto di Messina e la sua tomba reca l’epitaffio composto da Concetto Marchesi: “Vitae suae non fidei oblitus/obliviscendus nulli – Dimentico della sua vita, non dell’ideale. Nessuno lo dimentichi”. Le due Pro Loco hanno ritrovato nel personaggio elementi in comune di storia territoriale, culturale, sociale e politica, che ripropongono e rafforzano il legame tra i due antichi agglomerati, di collina e di mare, separati dalla scissione del 1925. Questa prima manifestazione si è svolta infatti con l’augurio dell’avvio di un lavoro comune di ricerca e attuazione di iniziative nei campi dello sviluppo sociale, turistico e culturale che sappia esprimere la varietà degli interessi locali sia interni alle comunità che di richiamo verso l’esterno.

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