Terna

Il tribunale conferma il sequestro del sostegno n. 40. La Terna non ci sta.

Spadafora – Il Tribunale di Messina ha oggi confermato il sequestro del sostegno n. 40 di Terna posto sul monte Raunuso, a Spadafora. L’azienda elettrica però non ci sta ed con un comunicato stampa replica alla decisione del giudice che, di fatto, impedisce di completare l’elettrodotto Sorgente – Rizziconi nei tempi previsti dall’Autorità per l’Enenrgia Elettricva e il Gas.

Di seguito comunicato stampa integrale:

“5 anni di iter autorizzativo, oltre 100 incontri e sopralluoghi e i pareri positivi di oltre 80 enti interessati non sono stati sufficienti per assicurare all’Italia e agli Italiani la realizzazione dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, una delle opere elettriche più importanti per il Paese.

La conferma del sequestro del sostegno n.40, disposta oggi dal Tribunale di Messina, che si è pronunciato sulla richiesta di riesame presentata da Terna, è un grave danno per i siciliani e gli italiani tutti, perché mette a rischio il sistema elettrico e lo sviluppo infrastrutturale ed economico del Paese.

Il ritardo nell’entrata in esercizio dell’elettrodotto Sorgente – Rizziconi è costato ogni anno a famiglie e imprese italiane oltre 600 milioni di euro di mancato risparmio, per un totale, a tutto il 2014, di oltre 4 miliardi di euro. Intanto, 700 milioni di euro di investimento di Terna, che gli utenti elettrici comunque pagheranno in bolletta, sono stati spesi per realizzare un’opera pressoché completata, che non potrà entrare in esercizio per colpa di un sostegno incriminato. E resta critica la situazione del sistema elettrico siciliano, che senza la messa in esercizio di questa infrastruttura fondamentale è a rischio blackout. Per questo Terna è già al lavoro per trovare la soluzione più efficace a completarla e metterla in esercizio nel minor tempo possibile.

E ciò nonostante l’organo preposto alla valutazione, cioè la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina, nel corretto esercizio della propria discrezionalità tecnico-amministrativa, abbia ritenuto che revocare il parere positivo già espresso sull’opera avrebbe significato andare contro, e non adempiere, all’interesse pubblico, e che l’autorizzazione sia stata rilasciata dalle medesime istituzioni che hanno poi approvato il piano paesaggistico provinciale.

L’ordinanza di oggi impedisce a Terna di completare l’elettrodotto Sorgente – Rizziconi nei tempi imposti dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, e secondo il progetto che è stato approvato con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico nel 2010.

Terna ha agito nel pieno rispetto della legge, e realizzando il tracciato autorizzato dal Ministero, che prevede il posizionamento del sostegno n.40 sul crinale di Monte Raunuso, a Saponara (ME): pertanto, Terna respinge ogni accusa di avere lavorato senza le necessarie autorizzazioni, ma anzi si ritiene lesa nel legittimo affidamento della correttezza e conformità a diritto dei provvedimenti autorizzativi e dell’operato della pubblica amministrazione.

Nel frattempo, da un punto di vista ambientale, il territorio perde l’opportunità di beneficiare del piano di dismissioni connesse alla realizzazione dell’elettrodotto Sorgente – Rizziconi: fino alla sua messa in esercizio, la cui data è in questo modo procrastinata sine die, non sarà possibile completare il piano di dismissioni connesso alla realizzazione dell’elettrodotto Sorgente – Rizziconi, che prevedeva la dismissione di ben 87 km di vecchie linee, poste in vicinanza di 1151 edifici, 636 dei quali nell’area a elevato rischio di crisi ambientale della Valle del Mela”.

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