Isgrò 1

L’Igea vola, Isgrò vuole chiudere al massimo

Barcellona P. G. – Sembrava compromesso, appena sette giornate fa, il campionato dell’Igea Virtus. I barcellonesi, infatti, erano vicini alla griglia play-out, in preda ad un calo non ancora invertito da mister Raffaele. Adesso, a quattro giornate dalla fine, i giallorossi sono quarti in classifica, dopo aver battuto a domicilio il Città di Messina. Nel derby, la stella giallorossa a risplendere più di tutte è stata quella di Antonino Isgrò. Il funambolico fantasista classe 1986 è arrivato a Barcellona a novembre dopo una breve parentesi e alla Tiger e ha cominciato a pennellare calcio, tra assist e gol che hanno trascinato in alto l’Igea, compresa la decisiva doppietta di domenica.  L’ex Due Torri non si scompone, sa che la strada per il successo è ancora lunga e lo spiega così ai nostri microfoni.

Antonio, domenica  una tua doppietta ha portato a sei le vittorie consecutive  dell’Igea. L’undici vostro e quello del Città di Messina, sembrano, ad oggi, quelli più in forma. Che gara è stata?

Sapevamo di andare ad incontrare una squadra proveniente, come noi, da una importante serie di risultati utili. Siamo dunque partiti senza sbilanciarci ed abbiamo poi avuto la fortuna di trovare le due reti nel primo tempo. Da lì la gara è continuata in discesa. Ci è stato possibile gestire fino alla fine senza problemi una partita che avevamo previsto difficile e che così si è rivelata.

Siete adesso al centro dell’attenzione, ma prima di questa striscia positiva la situazione non era delle migliori. Peppe Raffaele vi ha risollevato in corsa, dando attenzione alla psicologia del gruppo. Per te cosa ha reso vincente l’Igea?

E’ stata innanzitutto la voglia di riscatto a permetterci di risalire, quando ci trovavamo a +1 sui playout ed eravamo certi di non stare facendo bene.  Il mister ci ha dato una grande mano, influendo con la sua idea di carattere sulle nostre motivazioni. Non ero mai stato in una sua squadra, ma adesso lo valuto come un ottimo allenatore. Negli allenamenti è meticoloso, riuscendo a spiegare al meglio le situazioni di gioco.

Domenica tornerete in casa col Rosolini, candidato alla retrocessione ma deciso a lottare. Allungherete parecchio in classifica al D’Alcontres?

Il nostro desiderio è vincere tutte e quattro le partite rimaste. Domenica non è semplice, perché il Rosolini ha necessità di punti e giocherà almeno per il pareggio. Per il resto la nostra priorità è chiudere in bellezza il campionato, a prescindere dalla disputa dei playoff legata al distacco dallo Scordia. Tre delle quattro gare rimaste sono interne, un motivo in più per crederci.

Il derby con un Milazzo che oggi fa fatica torna anche in classifica, quando siete sotto di un solo punto. Barcellona riuscirà nel sorpasso e ti auguri un derby nei play-off?

Il derby nei play-off è forse quello che tutti vogliono, ma meglio giocarlo avendo prima superato il Milazzo. Saremmo così pronti a disputare gli spareggi in casa, pur consapevoli che lo Scordia può staccarci di 10 punti. Società, tifosi e tutti qui sperano in un Igea-Milazzo per la promozione in D.

La vostra è stata una stagione altalenante, forse di transizione per una squadra abituata ad altro tipo di palcoscenici. Capiremo la nuova reale dimensione dell’Igea solo in un nuovo campionato?

Sono arrivato a novembre e dopo un exploit iniziale l’Igea cominciava a soffrire. Quel momento ha portato al cambio in panchina, ma l’importante è chiudere la stagione al massimo delle proprie possibilità. Penso che anche quest’anno possa essere giudicato solo conoscendone in finale.

Avevi cominciato il tuo anno alla Tiger Brolo, saltando in serie D, poi sei tornato sui tuoi passi. L’eccellenza ti sta stretta o pensi di continuare qui il tuo percorso?

Già da molti anni giocavo in Eccellenza e volevo provare il campionato superiore. E’ per me, infatti, un campionato molto stimolante, che ho apprezzato per le motivazioni che una serie nazionale può dare. Purtroppo dei problemi sorti tra me e la società brolese mi hanno costretto a lasciarlo. Spero con tutto il cuore di restare a Barcellona, perché questa è la mia città e perché qui mi piacerebbe essere parte di un progetto volto a vincere il campionato di Eccellenza. Vedrò come evolveranno le cose e come si programmerà qui la prossima stagione.

Concludo chiedendoti un parere sul campionato, di cui restano quattro giornate per definire i verdetti. Ti chiedo come l’hai trovato e come pensi che andrà a finire.

A mio parere questo è un campionato abbastanza equilibrato. Alcune squadre emergono perché hanno qualcosa in più. Quanto a noi credo l’Igea non sia inferiore a chi sta davanti, si parli di Siracusa, Scordia o dello stesso Milazzo da cui ci separa un punto. Alla fine il Siracusa saprà vincere il campionato, mentre non subendo un distacco di dieci punti dalla seconda, che dovrebbe essere lo Scordia, Igea, mi auguro da terza, e Milazzo faranno i play-off. Per la quinta posizione vedo un duello tra Acireale e Castelbuonese, con il primo favorito. Per quello che riguarda invece la retrocessione il Rosolini, se sconfitto a Barcellona, sembrerebbe obbligato a fare i play-out. Sulla griglia di questi non vorrei azzardare previsioni, perché la vedo ancora indefinita.

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