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La mafia sulla prostituzione minorile

CALTANISSETTA. Una vasta operazione antimafia condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Dda di Caltanissetta ha smantellato i vertici mafiosi della famiglia di San Cataldo, una delle cosche storiche del Nisseno. Gli investigatori hanno arrestato complessivamente 18 persone, compreso l’attuale reggente del mandamento, con l’accusa di associazione mafiosa, aggravata dall’essere armata, traffico di stupefacenti, prostituzione anche minorile, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Le indagini, condotte anche con l’ausilio di intercettazioni, hanno consentito di ricostruire il traffico di stupefacenti, eroina e cocaina, gestito dalla cosca che serviva anche per mantenere le famiglie degli affiliati detenuti. La novità riguarda invece un giro di prostituzione, anche minorile, che alcuni componenti del clan avrebbero organizzato con la complicità di una coppia di romeni, che risultano ancora ricercati.

Finiti in cella anche altri presunti boss e gregari. Il clan, secondo i magistrati, avrebbe gestito il traffico di cocaina e la prostituzione minorile, un giro affidato ad alcuni romeni che si sarebbero occupati della “tratta” delle donne, tra cui alcune minorenni, prelevate dalla Romania e portate in Italia per essere sfruttate.

Secondo le indagini, i due avrebbero reperito nel loro paese ragazze giovanissime che venivano poi fatte prostituire in alcune case d’appuntamenti del Nisseno. Un business, quello della prostituzione, che Cosa Nostra siciliana in passato si è sempre rifiutata di gestire, ritenendolo infamante.

Tredici persone sono finite in carcere mentre per altri sette indagati sono stati disposti i domiciliari.  L’inchiesta è stata denominata in codice “Kalyroon” . Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa aggravata dall’uso di armi e d estorsione. L’inchiesta è una appendice del blitz “Tridentes”.

www.gds.it

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