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Omicidio Bruno, parla Sebastian: “Il coltello lo aveva Andrea non io!”

Rocca di Capri Leone – Si avvia alle battute conclusive il processo penale a carico di Sebastian Oriti, imputato dell’omicidio pluriaggravato di Andrea Bruno, suo giovane compaesano di Rocca di Capri Leone. Nell’udienza del 20 febbraio scorso è stata completata l’escussione dei testimoni ed è anche stato sentito l’imputato che per la prima volta dopo l’arresto del Febbraio 2013 ha deciso di parlare e sottoporsi all’esame dibattimentale richiesto dal suo legale ma anche dal Pubblico Ministero e dagli Avvocati di parte civile.

Oriti ha risposto alle domande postegli dalle parti e dai Giudici della Corte d’Assise di Messina, escludendo di aver premeditato la morte di Andrea ed affermando di aver solo reagito in maniera scomposta quanto istintiva al fermo rifiuto della vittima di chiarire la lite avvenuta la sera prima dell’assassinio durante una serata danzante nella palestra comunale di Rocca di Capri Leone.

L’imputato ha inoltre dichiarato che era stato Andrea a portare con se il coltello poi utilizzato per attuare l’omicidio; coltello che Oriti ha confermato di aver infilzato più volte nel corpo della vittima durante le fasi concitate della colluttazione.

Ovviamente tali dichiarazioni hanno suscitato le perplessità del PM e dei legali di parte civile, e soprattutto l’indignazione dei parenti della vittima presenti in aula.

Il Collegio della Corte d’Assise, esaurita la fase istruttoria ha così fissato la prossima udienza dell’11 marzo per la discussione, non prima di aver rigettato la nuova istanza della difesa dell’imputato di disporre una perizia dibattimentale finalizzata ad accertare eventuali responsabilità e negligenze dei medici dell’Ospedale di S.Agata M.llo nelle cure prestate ad Andrea dopo il suo arrivo al Pronto Soccorso.

Adesso la parola passa al PM, dr.ssa Rosanna Casabona, per la requisitoria ed agli Avvocati (Decimo Lo Presti difensore di Oriti e Giuseppe Mancuso ed Alessandro Nespola legali delle parti civili costituite) per le arringhe finali.

Nel pomeriggio dell’11 marzo prossimo sarà quindi pronunciata la sentenza di primo grado.

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