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Gaffe di Carlo Conti a Sanremo: la famiglia più numerosa d’Italia è in Sicilia

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Naso
– E’ la famiglia Iuculano di Ponte Naso la più numerosa di Italia con  18 figli. Nel corso della serata inaugurale del Festival di Sanremo di ieri sera, il noto presentatore toscano, ha accolto sul palco la famiglia Anania di Catanzaro, acclamandola come la più numerosa dello stivale. Certo 16 figli non sono pochi ma non raggiungono i 18 avuti da Maria Scafidi, moglie di Benito Iuculano che risiedono al confine tra i comuni di Brolo e Naso in località Ponte Naso.

Già ieri sera sui social si è scatenata l’ironia di chi conosce personalmente la famiglia Iuculano bacchettando Carlo Conti di essere stato male informato. E dire che è da qualche giorno che i media pubblicizzano la notizia della presenza della famiglia Anania a Sanremo.

Una famiglia numerosa, una famiglia d’altri tempi, costruita su solidi principi, sacrifici e impegno di tutti. Si tratta della famiglia del signor Benito Iuculano e della signora Maria Scafidi, vera e propria istituzione della frazione “Ponte Naso” del comune di Naso.

Il signor Benito, 77 anni, agricoltore in pensione e la signora Maria, 67 anni, casalinga, massaia, ma soprattutto mamma, hanno tirato su 18 figli, senza mai arrendersi, senza mai cedere alla stanchezza, alla paura di non farcela, ma muniti di tanto spirito di sacrificio, lottando e superando momenti terribili come la morte del loro penultimo figlio, venuto a mancare in tenera età. Adesso il primogenito ha 51 anni, l’ultima figlia invece è vicina ai 28 anni, un gap generazionale che separa i fratelli, con conseguenti modi di pensare, di vedere la vita, con interessi diversi e soprattutto esigenze diverse, ma nonostante tutto con un grande affetto tra tutti i familiari, ingrediente necessario per crescere bene e in armonia.

La signora Maria, 50 anni di matrimonio, ha lo sguardo fiero e gli occhi lucidi quando parla della sua numerosa famiglia, la descrive, durante un intervista realizzata dalla nostra Caterina Scaffidi circa due anni fa, come una famiglia unita, affiatata, sempre organizzata, in cui tutti danno una mano, come una grande catena di montaggio. “Ogni giorno a tavola è una festa- dice mamma Maria- fortunatamente non siamo grandi mangioni di pasta, amiamo di più la carne e gli ortaggi, ma tutte le volte che cucino le mie pietanze potrebbero sfamare un intero esercito”.

Per la signora Maria e il signor Benito è stato difficile tirare su 18 figli, crescerli dignitosamente, farli studiare, ma tutto ciò non ha minimamente rappresentato un ostacolo per l’integrità della famiglia. Ogni figlio più grande diventava il punto di riferimento per quello più piccolo, aiutando mamma e papà a crescere gli altri fratelli. Seguire 18 ragazzi, uno per uno, è sicuramente un’impresa titanica, ma nessuno ha mai lamentato di essersi sentito trascurato o messo da parte, tutti si sono fatti compagnia a vicenda, crescendo serenamente. Oggi qualcuno ha seguito le orme del padre e si occupa di prodotti agricoli, altri fanno gli imbianchini, ancora altri fratelli invece lavorano in uffici e imprese, insomma ognuno è riuscito a crearsi la propria posizione. Alcuni dei 18 fratelli si sono sposati, hanno costruito a loro volta la propria famiglia, hanno abbandonato la casa patriarcale e sono a diventati anche loro mamma, papà e in alcuni casi anche nonno e nonna!! La famiglia Iuculano oggi è composta da centinaia di membri tra nipoti, pro nipoti, zii, nonni, sono tutti conosciuti sia a Naso che nei dintorni, amati per i loro modi gentili, per i valori “d’altri tempi” che ancora conservano e non possono che essere sinonimo di stabilità, integrità e affetto.

Gli Iuculano sono stati uniti anche in uno dei momenti più terribili della loro storia, quando il piccolo Massimo, il diciassettesimo genito è morto, ancora troppo piccolo per poter assaporare tutto l’affetto della sua grande famiglia. La morte di Massimo è un argomento che fa tremare la voce a casa Iuculano, un argomento di cui non fa piacere parlare a nessuno dei tanti familiari. Ma il bello di questa particolare famiglia è che il sorriso, infondo, è il valore più grande. Il sorriso ha dato ha tutti la carica per affrontare le giornate più cupe, il sorriso rappresenta la festa che tutti vivono ogni giorno nello stare insieme e nel condividere i momenti della quotidianità.

“Non abbiamo mai avuto aiuti extra dal comune o dal qualche altro ente- spiega ancora la signora Maria- abbiamo vissuto della nostra rendita, del nostro sudore e ovviamente degli assegni familiari, che comunque in una famiglia di venti persone servono appena a fare la spesa per tutti. Per il resto abbiamo cercato di arrangiarci: i fratelli riciclavano i vestiti per i fratellini più piccoli, lo stesso si cercava di fare con i libri scolastici, ma a nessuno è mai mancato niente, nessuno dei miei figli può dire di avere dei rimpianti, per quanto possibile abbiamo cercato di dare il massimo a tutti e oggi vederli realizzati mi fa capire che io e mio marito ci siamo riusciti”.

E in effetti anche i figli confermano le parole della signora Maria. “Mio padre è un uomo formidabile- dice Daniela, la più “piccola” (28 anni) di casa Iuculano, e mia madre…beh, mia madre…non ci sono parole per descriverla. È una donna con una forza impensabile, ha avuto 18 parti, ma non l’ho sentita mai lamentarsi di niente. Certo, qualcuna delle nostre zie l’ha aiutata a crescere i primi pargoletti, ma poi l’ho sempre vista rimboccarsi le maniche e fare tutto da sola”. Altro che depressione post parto e mamme che dopo qualche poppata si sentono sfinite, la signora Maria è una “wonder mamma”, una donna con un grande carisma, a 65 anni non ha mai pensato neanche per un solo istante di rinunciare al ruolo di mamma, un ruolo che lei sostiene le sia stato “predestinato”. Una famiglia da guinnes dei primati, quella degli Iuculano di Naso, ma soprattutto una famiglia così genuina, pura e dolce a cui è impossibile non sentirsi affezionati, anche solo per un istante.

L’intervista è stata realizzata circa due anni fa per il settimanale “Centonove” dalla nostra redattrice Caterina Scaffidi

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