forza I Capo

Forza Italia: “risponderete nel tempo e alla coscienza di questa favoletta”

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Capo d’Orlando
– Forza Italia orlandina torna sulla questione relativa alla nota trasmessa dalla Corte dei Conti al Comune con un comunicato stampa. Secondo Trifilò e Abate ” i colleghi di maggioranza si rifiutano di prendere piena coscienza della situazione finanziaria del Comune evitando ogni tipo di discussione, riflessione ed approfondimento, credendo invece alla favoletta che, di volta in volta, il Sindaco, con grande abilità, riesce a raccontare e fargli credere, ma del vostro operato, cari colleghi consiglieri, risponderete nel tempo ai cittadini ed alla Vostra coscienza”. Di seguito il corposo comunicato stampa di Forza Italia con dati, numeri, cifre molto dettagliate che lasciano poco spazio a rassicuranti parole.

“La nota trasmessa dalla Corte dei Conti evidenzia tutte le criticità al consuntivo 2012 da noi già rilevate ed evidenziate nella seduta consiliare del 30.04.2013, con dettagliate motivazioni sulla sonora bocciatura politica ed amministrativa dell’operato del Sindaco Sindoni.

Tutto ciò é stato da sempre ampiamente sottolineato e denunciato dal nostro gruppo consiliare che, pur operando in un clima di totale chiusura alle richieste di documenti ed informazioni amministrative, non si è sottratto allo svolgimento del suo ruolo istituzionale di opposizione e quindi di controllo, con il grande rammarico di non essere riusciti a sensibilizzare i colleghi di maggioranza che si rifiutano di prendere piena coscienza della situazione finanziaria del Comune evitando ogni tipo di discussione, riflessione ed approfondimento, credendo invece alla favoletta che, di volta in volta, il Sindaco, con grande abilità, riesce a raccontare e fargli credere, ma del vostro operato, cari colleghi consiglieri, risponderete nel tempo ai cittadini ed alla Vostra coscienza.

La deliberazione della Corte dei Conti conferma pertanto la serietà delle argomentazioni sostenute dal nostro gruppo consiliare sull’assenza di ragioni per il mantenimento di alcuni residui attivi relativi al titolo I e III del rendiconto 2012, i cui nostri dubbi sono stati avvalorati dalla determina n. 438 del 16.4.2014, propedeutica all’approvazione del rendiconto 2013, con la quale sono stati eliminati residui attivi del titolo I per euro 758.893,02 e residui attivi del titolo III per euro 583.157,06, e precisamente:

  • i residui attivi del titolo I, eliminati con la determina n. 438 del 16.4.2014, pari a complessive euro 758.893,02 si riferiscono quanto ad euro 750.826,14 a minori entrate a titolo di ICI (di cui euro 132.897,90 accertate nel 2007, euro 110.655,39 accertate nel 2008, euro 179.975,78 accertate nel 2009, euro 167.700,78 accertate nel 2010, euro 47.626,30 accertate nel 2003, euro 111.969,99 accertate nel 2012) e quanto ad euro 8.066,88 relative a minori entrate da TARSU accertate nell’anno 2002;
  • i residui attivi del titolo III, eliminati sempre con la determina n. 438 del 16.4.2014, pari a complessive euro 583.157,06, si riferiscono quanto ad euro 262.489,39 a minori entrate da “contravvenzioni codice della strada anni precedenti” (di cui euro 322,50 accertate negli anni 2011 e 2012, mentre la differenza di euro 262.166,89 era stata accertata negli anni 2001, 2003, 2004 e 2005), quanto ad euro 21.420 relativa a minori entrate da “proventi fiera nazionale Città di Capo d’Orlando” (accertate negli anni 2006, 2007 e 2008 per euro 7.140 per ciascuna annualità), quanto ad euro 1.000 relativa a minori entrate a titolo di “contributo Eurodesk per attività promozionale anno 2011”, quanto ad euro 192.745,11 relativa a minori entrate da “rimborso da parte ATO ME 1 spa” (di cui euro 178.227,72 accertate nel 2009 ed euro 14.517,39 accertate nel 2011), quanto ad euro 118.735,89 relative a minori entrate da “recuperi e rimborsi diversi” (di cui euro 48.668,49 accertate nel 2005 a titolo di “rimborso spesa personale servizi N.U. gennaio-maggio 2005 da ATO”, euro 69.506,89 accertate nel 2006 a titolo di “rimborso personale esterno c/ATO anno 2006 PUC e LSU” ed euro 560,51 accertate nel 2012 a titolo di “compartecipazione Unione dei Nebrodi personale”), quanto ad euro 5.373,78 relative a minori entrate previste a titolo di “rimborso quota imposta di registro” accertata negli anni 2007-2008-2009, il tutto al netto di maggiori entrate per euro 18.607,11 relative a “quote locazione immobile per Ufficio Collocamento”.

È pertanto evidente che il Comune, nell’approvare il rendiconto 2012, non ha provveduto, come avrebbe dovuto, ad una attenta e precisa ricognizione dei residui attivi, eliminando dal conto del bilancio tutte quelle posizioni prive di titolo giuridico, al pari di quelle inesigibili o non facilmente riscuotibili, e ciò dovrebbe far riflettere sull’attendibilità del risultato finanziario del 2012, così come non hanno alcun pregio le giustificazioni addotte nella memoria del 21.10.2014 “firmata” dal Sindaco riguardo al fondo svalutazione crediti di euro 373.303,32 indicato nel rendiconto 2012 negli stanziamenti definitivi ma la cui somma è stata interamente riportata tra le economie, per cui non regge la favoletta della soluzione prospettata dal Sindaco alla Corte dei Conti nel seguente passaggio “… quando un credito sarà dichiarato definitivamente e assolutamente inesigibile lo si eliminerà dalle scritture finanziarie e, per lo stesso importo del credito che si elimina, sarà ridotto il fondo svalutazione crediti …” (meditate consiglieri di maggioranza, meditate).

Anche sul fronte dei residui passivi, i dubbi del gruppo consiliare risultano avvalorati dai rilievi della Corte dei Conti, sui quali “il Comune non ha fornito precisi chiarimenti”. Al riguardo, non ci conforta l’assenza di informazioni nel rendiconto 2012 sull’eventuale esistenza di debiti fuori bilancio o passività potenziali, in presenza di transazioni effettuate dal Comune nel 2013 e 2014 per forniture di beni e servizi relative al 2012 e periodi precedenti, la cui copertura, in taluni casi, risulta a carico degli esercizi successivi al 2012 (per tutte vedasi la transazione di euro 575.000 approvata con delibera di G.M. n. 156 del 24.06.2014 per fatture degli anni precedenti).

Il ricorso allo strumento delle transazioni, rappresentato come un vanto da questa Amministrazione, in realtà potrebbe celare l’esistenza di una critica e difficile situazione finanziaria, sottovalutata dagli amministratori e dirigenti del Comune, ma sulla quale il Consiglio Comunale dovrebbe fare chiarezza con una apposita commissione di indagine, anche perché, a prescindere dagli eventuali vantaggi e benefici che possono derivare alle casse comunali con la tecnica del saldo e stralcio e pagamento dilazionato, di tali spese seppur potenziali, in sede di rendiconto, bisognerebbe procedere alla loro identificazione e valutazione al fine di predisporre adeguati accantonamenti che permettano la copertura dei futuri debiti e, comunque, darne adeguata informazione nella relazione al rendiconto.

Purtroppo i recenti fatti amministrativi non ci fanno ben sperare, nel momento in cui, nonostante la cronica situazione di cassa in cui versa il Comune di Capo d’Orlando, il Sindaco procede imperterrito nella gestione pubblica improntata a scarso senso di responsabilità, attraverso l’assunzione di nuovi mutui di dubbia utilità e con la rinegoziazione di quelli esistenti effettuata nel mese di novembre con un costo per il Comune di circa un milione di euro diluito negli anni e che quindi pagheranno i nostri figli e nipoti, per non parlare delle scelte connesse alla realizzazione di un’elisuperficie in località Tavola Grande, o peggio ancora, dell’atto di indirizzo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria di tratto di viabilità d’accesso all’impianto di depurazione località tavola grande (delibera G.M. n. 93/2014) di euro 900.000 i cui lavori, in parte, “trovano copertura finanziaria” per l’importo di euro 480.000 mediante trasferimento in favore dell’aggiudicatario dell’immobile comunale “ex Ufficio Acquedotto”, nonostante sia pendente presso il Tribunale di Patti una causa civile attivata dall’E.A.S..

L’incapacità e la superficialità nella programmazione delle politiche di bilancio e le conseguenti inevitabili criticità e negligenze che ne derivano si ripercuotono tutte sui cittadini con il caro rifiuti, l’elevata tassazione sugli immobili, il permanere delle situazioni di degrado in cui versano alcune zone e contrade del nostro territorio comunale, il ricorso ad interventi tampone di natura straordinaria nella gestione del territorio (vedasi per tutte la condotta fognaria) frutto appunto della mancanza di programmazione e di capacità di controllo e di intervento ordinario di questa Amministrazione Comunale, ma, soprattutto, si ripercuotono sulla stabilizzazione dei precari, di fatto, checché se ne dica, mai voluta da questa Amministrazione che ha preferito affidare servizi all’esterno, come ad esempio, quello per la gestione delle aree di sosta a pagamento nel territorio comunale, nonché quello di accertamento e riscossione delle tasse e dei tributi affidato a costosissime ed inefficienti società private con effetti nefasti sulle sorti di alcuni dipendenti comunali contrattisti che vedrebbero così compromesso, appunto, il diritto alla stabilizzazione.

Alla luce di tutto quanto sopra esposto, il gruppo consiliare esprime voto contrario alla proposta di deliberazione, attraverso la quale si mira soltanto a fare buoni propositi riguardo alla riscossione delle entrate, senza proporre alcuna misura correttiva nella riduzione delle spese e degli sprechi, il vero tallone di Achille di questa spendacciona Amministrazione, che così continuando a gestire la res publica ci porterà a livelli di indebitamento senza precedenti nella storia del Comune orlandino”. 

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