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Truffa aggravata e riciclaggio, sequestrata la torre di Brolo dalla GdF

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Brolo –
Sotto sequestro la Torre Medievale di Brolo, un immobile di proprietà di Nino Germanà, figlio di Ninì ex deputato nazionale e regionale. Notificati avvisi di conclusione indagini e informazioni di garanzi a 7 soggetti indagati per truffa aggravata e riciclaggio. Secondo gli inquirenti sarebbero stati percepiti indebitamente finanziamenti pubblici della Regione Siciliana nel 2009 e 2010 per la ristrutturazione della torre medievale e del borgo e per MEDIEVALIA, la rassegna che per anni è stata organizzata nel famoso castello di Federico II.

Nino Germanà e Antonino Armenio dovranno rispondere dell’accusa di truffa aggravata mentre altri 5 soggetti di Barcellona, Alcara Li Fusi, Patti, Messina e Oliveri di riciclaggio.

Per la rassegna MEDIEVALIA le erogazioni pubbliche sono state ottenute corredando i piani economici di spesa presentati al competente assessorato con l’indicazione di fittizi acquisti da ignari fornitori, di beni o di servizi, che hanno fatto lievitare a dismisura i costi, che in alcuni anni hanno superato il milione di euro, al solo scopo di ottenere una percentuale maggiore di contributo. Anche in questo caso le false fatture presentate per ottenere il rimborso avevano ad oggetto materiale promo-pubblicitario e sono state emesse dal medesimo tipografo. In un caso, poi, un fornitore, ignaro delle finalità illecite, ha rilasciato una regolare fattura successivamente alterata nell’importo e allegata alla richiesta di contributo. Gli indagati, al fine di documentare all’Ente la regolarità dei pagamenti, hanno posto in essere un sistema fraudolento consistente nell’eseguire disposizioni di bonifici e nell’emettere numerosi assegni circolari a favore del titolare della tipografia compiacente. Questi restituiva al GERMANA’ l’importo dei bonifici in contanti e gli assegni circolari, che, su incarico di quest’ultimo, sono stati incassati da soggetti terzi, per eluderne la tracciabilità finanziaria, che restituivano l’intera somma in contanti.

L’operazione è stata portata a termine dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina,  in esecuzione di un’ordinanza di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Patti – dott.ssa Ines RIGOLI, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Patti – dott.ssa Rosanna CASABONA. 

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