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Lucia Annibali agli studenti pattesi: “Si può sempre ricominciare”

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Patti – Era il  16 aprile 2013 quando Lucia Annibali, giovane avvocatessa di Pesaro, trova ad attenderla a casa un uomo incappucciato che le tira in faccia dell’acido. Il suo volto venne sfregiato per sempre, la sua vita cambiò radicalmente. Quella notte viene arrestato come mandante l’ex compagno di Lucia, Luca Varani, anch’egli avvocato. La storia di Lucia è oggi al centro del panorama mediatico: proprio venerdì scorso, infatti, la Corte d’appello di Ancona, presieduta da Bruno Castagnoli, ha condannato a 20 anni Luca Varani, 38 anni, l’ex fidanzato di Lucia Annibali considerato mandante ufficiale e a 12 anni Rubin Ago Talaban e Altistin Precetaj, esecutori materiali. Oggi la storia di Lucia è descritta in un libro: “Io ci sono. La mia storia di non amore” (Rizzoli), scritto a quattro mani con la giornalista Giusi Fasano. Lucia Annibali e Giusi Fasano hanno girato il territorio Messinese, in un’intensa tre giorni di incontri, dibattiti e riflessioni.

Lunedì Lucia Annibali e Giusy Fasano hanno incontrato gli studenti dell’Istituto Borghese Faranda di Patti presso la Sala di Piazza Mario Sciacca. Un benvenuto caloroso quello che la città di Patti, prima tappa degli incontri messinesi dell’avvocato Lucia Annibali, ha dato alla giovane donna, simbolo della rinascita femminile e di un’indomita voglia di rivalsa. 

Lucia Annibali ha raccontato agli studenti pattesi la trama del suo libro,  la sua storia con Luca Varani, dal corteggiamento al processo di primo grado. Dall’amore nascente, sino all’ossessione, tramutatasi in sofferenza, in acido corrosivo.  Lucia ha descritto agli studenti dell’Istituto Borghese Faranda il dolore di un volto trasformato, di ferite profonde, del rischio di rimanere per sempre cieca, degli interventi per riacquistare l’identità strappatale.

Il processo si è concluso e sono soddisfatta dell’esito – ha detto Lucia Annibali – adesso in questi incontri racconto la mia storia. Cerco di condividere i miei pensieri ed i miei sentimenti a chi ne ha bisogno. Io continuo ad andare avanti. Ricordatevi che si può sempre ricominciare”. 

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